Roca Vecchia

ROCA VECCHIA

 

facente parte del comune di Melendugno (LE), è situata in un tratto di costa adriatica alta e rocciosa a circa 10 km a nord di Otranto, esplorata, per la prima volta nel 1928. Il suo agglomerato urbano si sviluppa su un’area di circa 26 ettari, una sorta di penisola, la cui scarpata si presenta ad un’altezza media di circa 10 m dal livello del mare. Gli scavi archeologici svolti in questa zona sono stati condotti dal Dip.to di Beni Archeologici dell’Università di Lecce, diretti dal prof. Cosimo Pagliara, che da più di 20 anni sta riportando alla luce l’abitato. I dati già raccolti indicano che il luogo è stato abitato dall’età del Bronzo e che la sua fondazione viene ricollocata nello stesso periodo della ricostruzione della città di Manfredi, ma è una città quasi del tutto sconosciuta. Tale città ebbe vita alquanto complessa, visto che le sue vicende si alternarono tra periodi di grande sviluppo sino a due complete distruzioni: una nel periodo protostorico ed una alla fine del ‘500.

Roca

http://www.archeosalento.it/roca.htm

un tratto di costa particolarissimo, dove l’incanto dei luoghi si somma al fascino della storia. Quello che oggi appare come un modesto villaggio di pescatori, era anticamente una fiorente città messapica.

La sua storia si rivela a chi sa scrutare con attenzione le pietre, ed è così che ora appaiono le grotte di un antico insediamento rupestre ed ora si vedono i resti della città dei messapi, una strada, un grande pozzo e poi resti di tombe scavate nella bianca roccia calcarea.
Allo stesso modo si vede, tra ruderi per metà conquistati dal mare, la rocca fatta erigere da Gualtieri VI di Bienne, agli inizi del ‘300, che passò ai d’ Enghien (che ne rafforzarono le difese) e poi ad altri feudatari, fino al tragico assedio turco del 1480. Proprio qui, Alfonso d’Aragona, insieme a Giulio Antonio Acquaviva ed al duca di Melfi, posero le tende per la riconquista di Otranto. In seguito, il castello fu rafforzato. Abbandonato, divenne ben presto un temuto covo di pirati e Carlo V, nel 1544, ordinò di abbatterlo.Oggi i ruderi, a strapiombo sul mare, fanno di questa località, una delle più romantiche e suggestive di tutto il Salento. Ma il gioiello vero e proprio di Roca Vecchia è la Grotta della Poesia che la legenda narra che una bellissima principessa amasse fare il bagno nelle acque salutifere della grotta, la sua bellezza era così folgorante che ben presto la notizia si diffuse in tutta la Puglia. Fu così che schiere di poeti provenienti da tutto il Sud dell’Italia, si riunivano in quel luogo per comporre versi ispirati dalla sua bellezza. Questa Grotta sembra essere stato anche il Santuario del Dio Taotor, divinità che dona salvezza.
Tutta l’area è interessata alla realizzazione di un grande parco archeologico.

 

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