cimitero monumentale di Parabita

tratto da: http://www.loscrivodame.com/a-parabita-cimitero-monumentale-moderno-e-leggenda-della-madonna-del-carotto/

 

nel 1967 l’Amministrazione Comunale di Parabita affida agli architetti Alessandro Anselmi e Paola Chiatante del Gruppo GRAU ( Gruppo Romano Architetti Urbanistici ) di Roma l’incarico di progettare un nuovo Cimitero. Nel febbraio del 1968 viene consegnato al Comune il progetto esecutivo e nel 1972 iniziano i lavori, affidati alla Ditta Gaetano Leopizzi, per i quali si utilizzano manufatti edilizi in cemento armato e pietra carparo, usato in blocchi a faccia vista, la realizzazione delle differenti curvature richiede la sagomatura a mano di ogni singolo blocco. Nel 1982 il nuovo cimitero di Parabita viene finalmente inaugurato. Un Cimitero Monumentale del quale si interessano le più prestigiose riviste nazionali ed internazionali di urbanistica ed architettura, sul quale discutono, spesso con toni culturalmente accesi, insigni studiosi e grandi progettisti, presente in esposizioni di tutto il mondo, punto di riferimento nella discussione sul post-moderno. Anselmi e Chiatante, mettono il loro estro verso la ricerca di una centralità, non rinascimentale, capace di aggregare oggetti finiti e differenti situazioni spaziali in una logica che non fosse la semplicistica e sommatoria di “pezzi” e di “parti” o una più o meno raffinata e coerente organizzazione di elementi architettonici, elaborano un progetto fra i primi tentativi in Europa di rinnovamento dell’architettura, soprattutto dopo le scelte di Philip Johnson e Louis Kahn. Paola D’Incecco lo definisce un intuito coraggiosamente anticipatorio per i tempi. Paolo Portoghesi ( che nel 1980 organizzerà a Venezia, nell’ambito della Biennale, la mostra ” La presenza del passato ” ) definisce il Cimitero di Parabita una delle testimonianze più alte e persuasive di una originale ” via italiana ” verso l’irreversibile distacco dell’ortodossia modernista.Monumentale Parabita Nel 1994 a Milano gli viene dedicata una mostra fotografica curata da Signorini; nel 1995 la Laterza lo inserisce nella guida Architettura italiana 1944 -1994 e recentemente è stato inserito negli aggiornamenti della Treccani. Già però nel 2002 nel ventennale dell’inaugurazione il Cimitero Monumentale attendeva, con urgenza, interventi di completamento e miglioramento. Ma entriamo dentro, esso è un agglomerato di forme geometriche e angoli nascosti densi di mistero e carichi di significati simbolici. La prima impressione all’entrata è quella di essere non in un cimitero, bensì in un teatro. Le quinte sono sostituite da serpentine di loculi fiorati e in alto, al centro esatto del vostro orizzonte, un tempietto vi aprirà alla sezione superiore: un labirinto concentrico che dall’alto richiama il capitello classico e dal basso una necropoli egiziana. I materiali sono perfettamente integrati con quelli del vecchio cimitero accanto, destinati all’assalto dei licheni. Questo consente di dire che è un’opera postmoderna per gli anni in cui è stato costruito (’72 – ’82),

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