Pozzo Volito

Il Tasselli scriveva:“ Un canale tra le terre di San Gregorio e del Marchirello un’acqua la migliore di tutte somministra a tutti da un pozzo che li paesani lo dicono di Olito”. E ancora Don V. Rosafio: “Vicino al mare di San Gregorio, ma non troppo, vi è una sorgente di acqua dolce, trovandosi al di sotto di una roccia, ha una profondità di appena due metri. La sua acqua limpida e diuretica è stata molto usata, specie nel passato. Non manca ancor oggi chi ne faccia uso”.

Oggi il pozzo è in uno stato di abbandono vergognoso, l’acqua del pozzo aveva effetti realmente diuretici ed è stata effettivamente usata fino agli inizi degli anni ottanta. In seguito l’incuria, l’avanzamento dell’asfalto e l’inquinamento delle falde ha  compromesso l’utilizzo di una preziosa sorgente di acqua naturale  che ha permesso, nel passato, la frequentazione dell’uomo per le attività agricole, che si organizzò in veri e propri insediamenti rupestri; nelle immediate vicinanze sono presenti infatti molti ambienti ricavati nella roccia, “pajare, pajareddhi e curti”, tipiche costruzioni in pietra a secco utilizzate nel passato per la dimora dei contadini e per il riparo degli animali.

tratto da http://www.patulive.it/storia/Volito.php

pozzo-volito-(1) pozzo-volito-(2)

Un canalone con macchia e un corso di acqua stagionale. Un pozzo di acqua curativa.

Da una breve scala scavata nella roccia, si scende in un suggestivo canalone sul fondo del quale un piccolo e temporaneo corso d’acqua. Macchia mediterranea, pietre e caseddhi. Peccato per la nuova strada che hanno aperto e che costeggia il canale. Vi si trova un pozzo con acqua un tempo dalle proprietà curative, oggi inquinata.

http://www.patulive.it/StoriaTerritorio/PozzoVolito.php

esplorazione del marzo 2006

WAYPOINT

AQ0007.jpg (415046 byte)il pozzo, fino a poco tempo fa forniva una buona acqua diuretica. CN0005.jpg (126362 byte)vista panoramica dall’inizio della discesa
i numerosi caseddhi nel canale CA0021.jpg (125316 byte)
CA0022.jpg (143848 byte) CA0023.jpg (138412 byte)
CA0024.jpg (137018 byte)
HPIM0239.JPG (147374 byte) HPIM0272.JPG (145372 byte)
Hpim0244.jpg (359726 byte) HPIM0249.JPG (147184 byte)
HPIM0262.JPG (138690 byte) HPIM0271.JPG (130870 byte)
il costone è caratterizzato da suggestivi massi di crollo HPIM0275.JPG (137796 byte)
HPIM0279.JPG (130622 byte) HPIM0280.JPG (141002 byte)
HPIM0281.JPG (139254 byte) HPIM0282.JPG (144940 byte)

purtroppo è stata aperta una strada proprio sul fondo del canale, di dubbia utilità, sicuramente serve a degradare questo ambiente.

Di recente (2003) sono stati effettuati lavori finalizzati alla eliminazione di due pericolosi tornanti ed all’allargamento di un tratto di circa 200 metri della carreggiata stradale che, dal pozzo di Volito sito nell’alveo torrentizio del canale, risale il costone destro del canalone in direzione sud, verso Felloniche. Non sono mancate proteste da parte di Legambiente perché trattasi di area sottoposta a vincolo di tutela ai sensi della Legge n. 1497/1939.

Il canale di Volito è costituito da una stretta incisione scavata in quest’ultima propaggine della serra ed il suo toponimo deriverebbe da vòlo, vòlu, terra cretacea rosso-ocra che accoglie una lussureggiante vegetazione lungo le proprie pareti. La ricchezza del velo di falda rende umido il solco vallivo che contiene il pozzo dal quale si attinge un’acqua senza dubbio ottima, dalle spiccate proprietà terapeutiche.

Tuttavia oggi è sconsigliato dissetarsi con la sua acqua a causa della scarsa attenzione da parte delle autorità che lo hanno lasciato in stato di semiabbandono e che non ne hanno tutelato la salubrità con opportuni provvedimenti.

La pajara di papa Fedele (39° 48′ 56.54″ N – 18° 19′ 17.21″ E), cosiddetta dal nome dell’antico proprietario, il sacerdote di Castrignano del Capo don Fedele De Paola (1862), se guardata esternamente, pur sembrando, come dice il Moschettini, formata da più trulli posti uno sull’altro, in realtà, vista dall’interno, denota che il costruttore aveva progettato dimensioni tali (diametro e altezza) prima di iniziare la costruzione.

Si trova in posizione così elevata, che dal mare i pescatori la scorgono da molto lontano, ed è per loro ancora oggi un punto di riferimento sulla terra ferma.

Se si va oltre il pozzo (39° 49′ 04.56″ N – 18° 19′ 18.11″ E) percorrendo questa nostra strada lungo il canale in direzione Patù e Castrignano si ha la possibilità di godere di un senso di pace e di compartecipazione al vivo mondo dei rovi, delle pietre e dei nascosti esseri viventi; ancora un paio di chilometri e si arriva a Vereto, l’antica città messapica posta sull’omonima altura e ricadente nei territori comunali di Patù, Morciano di Leuca e marginalmente anche in quello di Castrignano del Capo. da http://www.perledelsalento.net/felloniche.htm

Perle del Salento

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>