CAVE A GALLERIA DI CUTROFIANO

 

 

CAVE A GALLERIA DI CUTROFIANO

 

tratto da:   http://massimonegro.splinder.com/post/25643535/cave-ipogee-nelle-miniere-di-tufo-di-cutrofiano

(…) Superato l’ostacolo delle “sabbie mobili” sono entrato nella prima galleria. Molto probabilmente faceva parte di un complesso sotterraneo molto più vasto e ormai quasi interamente consumato dalla coltivazione a cielo aperto della cava. In questo primo tratto non era necessario l’uso della torcia perché la luce arrivava copiosa dall’apertura d’ingresso. Mi trovai così all’interno di una vasta galleria, larga circa un otto  metri e tremendamente alta. Sulle pareti i segni lasciati dai cavatori per estrarre i mattoni di tufo. Segni del solido e antico piccone; molto probabilmente questa cava era stata scavata prima dell’avvento dei mezzi meccanici.

536″ alt=”IMG_0402″ />
Lungo la galleria ad un certo punto vidi che si apriva nella parete destra un passaggio scavato nella roccia. Dall’altra parte regnava l’oscurità più profonda. Accesi la torcia elettrica, mi chinai per attraversare il basso passaggio e mi avviai all’interno.

La prima sensazione? Difficile da descrivere. Mi ritrovai in una galleria in apparenza simile alla prima ma immerso nel buio più totale.  La vastità degli spazi rendeva quasi nullo il fascio di luce della mia torcia e la grandezza della galleria veniva amplificata dell’oscurità. Il tempo di ambientarmi e provai, lasciatemelo dire, una gioia immensa nell’essere finalmente lì.  Molto probabilmente questa galleria faceva parte di un’altra cava ipogea, distinta dalla prima galleria attraversata inizialmente. Le due coltivazioni dovettero giungere quasi in contatto e allora, per qualche motivo, si realizzò un’apertura per metterle in comunicazione.
Si respirava aria umida ma onestamente neanché troppo.
Mi spostai dapprima verso sinistra, seguendo il rumore incessante di gocce d’acqua che cadevano dall’alto. Dopo poco mi trovai ai piedi di un pozzo di scavo tappato in superficie. Sotto la bocca del pozzo un cumulo di terra.

537″ alt=”IMG_0421″ />
La galleria proseguiva ancora per un breve tratto sino poi ad arrestarsi. Per meglio orientarmi utilizzavo le foto che scattavo con il flash e che mi consentivano di avere una visione più ampia e sicura del posto in cui mi trovavo.  Tornai indietro. Davanti a me la galleria si perdeva nell’oscurità. Mi avviai camminando lentamente, non tanto per l’oscurità che avevo davanti, quanto per meglio assaporare quei momenti.

Al suo termine la galleria svoltava ad angolo retto a sinistra, aprendosi verso destra in alcuni brevi tronconi. Dopo una breve perlustrazione, mi apprestavo a proseguire lungo il nuovo tratto di galleria, quando sentii nuovamente il rumore di numerose gocce d’acqua che cadevano incessantemente dall’alto. Puntando innanzi il fascio di luce, intravidi i contorni di un cumulo di terra. Molto probabilmente stavo arrivando in corrispondenza di un altro pozzo di scavo.

Arrivato dinanzi all’ammasso di terra e roccia, proprio sotto la campana del pozzo, puntando la torcia verso l’alto ebbi la prima grande sorpresa della giornata. Le gocce d’acqua cadendo avevano formato delle stalattiti e il cumulo di terra appariva completamente biancastro e calcificato dai sali minerali. Stupendo.

538″ alt=”IMG_0434″ />Molto probabilmente questo secondo pozzo si trova nelle vicinanze di una falda freatica o in una zona più umida, visto che a differenza del primo le gocce d’acqua cadevano giù con una certa intensità. Sicuramente questo ha agevolato la creazione delle stalattiti.

 

 


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>