Madonna delle Gnizze

Madonna delle Gnizze

vicino alla Masseria Gnizze, l’ingresso è attualmente murato, alla base si trova una piccola cavità, parte della volta di questa, in conci di carparo, è sotto la porta della cappella.

La cappella della Madonna delle Gnizze è ubicata ad ovest dell’abitato di Salve, nell’omonima contrada.

Il piccolo edificio risale alla fine del XVI secolo.


La leggenda narra che una grave epidemia colpì Salve intorno al 1540 e numerose furono le vittime causate dal morbo.

Ma un giorno la Madonna apparve in località Gnizze ad un contadino, Suo devoto, intento a lavorare i campi. Chiese all’uomo di scavare tra le siepi e di  cercare una Sua immagine promettendo di salvare il paese dalla terribile malattia. Il contadino si rallegrò trovando tra i rovi  una immagine della Madonna sul marmo e si affrettò per ritornare in paese a raccontare l’accaduto.

Giunto a Salve si accorse che tutti gli ammalati erano guariti e che già si gridava al miracolo.

In seguito al racconto del contadino poi, tutti si recarono alle Gnizze per venerare la Sacra immagine ritrovata nella grotta e ringraziare la Vergine per aver salvato il paese dall’epidemia.

Successivamente, nel 1616, venne costruita la chiesetta, fu dipinta sull’altare l’immagine della Beata Vergine Maria e furono incisi i versi “Non tibi sit grave dicere semper Ave” (Non ti sia faticoso dire sempre Ave).

La cappella, molto semplice, come nello stile delle chiese rurali, presenta una facciata a doppio spiovente con unico portale di ingresso sormontato da una monofora oggi murata.

All’interno è di particolare rilievo l’affresco raffigurante l’Annunciazione. ù

tratto da www.salveweb.it


particolare dell’interno. Al centro si può notare la pietra del miracolo, la Vergine col Bambino e melagrana. In alto una Annunciazione. (foto per cortesia di Stefano Cortese)

————————————-“Il Gallo” Sabato, 03 Aprile 2004 – 08:48

Le cappelle, situate nelle campagne dei due Comuni, distrutte e depredate dai soliti balordi pronti a calpestare, senza alcun ritegno, il nostro patrimonio culturale. Nella foto, il vecchio cimitero di Surano così com’è stato ridotto. (in Attualità)

Pericolo di crollo all’interno della Cappella della Madonna delle “Gnizze”, risalente alla fine del XVI secolo, e situata ad ovest dell’abitato di Salve, nell’omonima contrada (secondo la leggenda, fu eretta in onore della vergine che salvò il paese da una terribile epidemia). Prendendo spunto da una segnalazione che ha voluto fornirci il sito internet SalveWeb.it, abbiamo deciso subito di approfondire l’argomento, cercando di capire, attraverso le parole di uno dei diretti interessati, come effettivamente stiano le cose e come sta evolvendo la situazione. Così abbiamo ascoltato il signor Lucio Lia, falegname di Patù, proprietario, assieme alla sua famiglia, del terreno sul quale è ubicata la Cappella. Tutto è nato, dunque, dalle denunce di alcuni cittadini salvesi e di qualche turista (la strada è molto frequentata) riguardante il precario stato della Cappella, dopo di che del caso ha incominciato ad interessarsene l’Amministrazione comunale, che ha appurato la presenza di lesioni ed il 3 novembre 2003, con l’ordinanza n. 22, ha imposto al proprietario di effettuare i lavori per la messa in sicurezza del fabbricato. Con la risposta datata 2 dicembre 2003, il sig. Lia ha fatto sapere agli Amministratori di essere pronto ad agire come richiestogli e, allo stesso tempo, li avvisava di avvenuti furti di elementi architettonici della Cappella. Ma da quel momento niente si è mosso, fino allo scorso 24 marzo, quando il Comune ha riscritto a Lucio Lia chiedendogli il perché di quel nulla di fatto e ingiungendogli di darsi da fare entro 5 giorni. Infatti, il 29 marzo il proprietario ha consegnato all’Amministrazione la dichiarazione con la quale informava di essersi attivato. “Purtroppo, il pericolo che si verifichino crolli”, spiega il sig. Lucio, “si è materializzato da quando c’è stata l’asportazione di alcune parti, soprattutto del cornicione, che sono state rubate. Dall’interno sono stati portati via l’altare, il rosone centrale ed altro. Tuttavia, allo stato attuale delle cose questi rischi sarebbero limitati, nel senso che i crolli non sarebbero imminenti: me lo hanno detto dei tecnici ai quali ho chiesto informazioni. Ma è chiaro che non si può comunque più aspettare. In particolare, c’è una lesione, esistente da sempre e che negli anni non è mai andata peggiorando, alla quale ora, proprio per l’ulteriore mancanza di stabilità causata dalla sottrazione di alcuni pezzi, deve essere posto rimedio”. Ed infatti, Lucio Lia conferma l’avvio dei lavori: “Sì, per ora ci sarà la chiusura con dei mattoni dell’unico ingresso esistente, per evitare ovviamente che la gente vada all’interno, e si puntellerà lì dove ce ne sarà bisogno. Insomma, una serie di opere che serviranno come processo di consolidamento. Poi, è mia intenzione incontrare e parlare con la Sovrintendenza per sapere come intervenire sulla struttura nel migliore dei modi (a cominciare dai materiali da utilizzare), perché il mio desiderio è quello di effettuare davvero una buona opera. Ci tengo tantissimo”. In relazione ai tempi d’impiego previsti, il sig. Lia fa sapere che “in questi giorni saranno completati i lavori cosiddetti di consolidamento, mentre per il restauro vero e proprio dovrò prima sentire il parere della Sovrintendenza”.

———————————————

La cappella della Madonna delle Gnizze è ubicata ad ovest dell’abitato di Salve, nell’omonima contrada.

Il piccolo edificio risale alla fine del XVI secolo.

La leggenda narra che una grave epidemia colpì Salve intorno al 1540 e numerose furono le vittime causate dal morbo.

Ma un giorno la Madonna apparve in località Gnizze ad un contadino, Suo devoto, intento a lavorare i campi. Chiese all’uomo di scavare tra le siepi e di cercare una Sua immagine promettendo di salvare il paese dalla terribile malattia. Il contadino si rallegrò trovando tra i rovi una immagine della Madonna sul marmo e si affrettò per ritornare in paese a raccontare l’accaduto.

Giunto a Salve si accorse che tutti gli ammalati erano guariti e che già si gridava al miracolo.

In seguito al racconto del contadino poi, tutti si recarono alle Gnizze per venerare la Sacra immagine ritrovata nella grotta e ringraziare la Vergine per aver salvato il paese dall’epidemia.

Successivamente, nel 1616, venne costruita la chiesetta, fu dipinta sull’altare l’immagine della Beata Vergine Maria e furono incisi i versi “Non tibi sit grave dicere semper Ave” (Non ti sia faticoso dire sempre Ave).

La cappella, molto semplice, come nello stile delle chiese rurali, presenta una facciata a doppio spiovente con unico portale di ingresso sormontato da una monofora oggi murata.

All’interno è di particolare rilievo l’affresco raffigurante l’Annunciazione. (Foto Roberto Negro)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>