discesa Giovanni

DISCESA GIOVANNI*

Tra abitazioni e recinzioni c’è questo suggestivo passaggio che inizia tra due alti muri a secco. Continuando sulla sinistra si arriva all’Ortocupo, mentre andando sulla destra ci si affaccia a una “finestra” di roccia con ampio panorama. Da qui esiste una scalinata privata che scende fino al mare.

Questo sentiero è spesso interrotto da grandi cespugli di lentisco che costringono a faticose deviazioni. Sarebbe utile se uno dei tanti gruppi di trekking segnalasse e rendesse percorribile questo sentiero.

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E’ un bel pomeriggio di primavera. Inizio la discesa camminando su un fitto tappeto di acanti e altre erbe che riempiono completamente questo tratto iniziale tra due alti muri a secco terminati i quali si svolta a destra ma il sentiero diventa impraticabile, pieno di arbusti. Notiamo che questo tipo di arbusti cresce alto e rigoglioso proprio sui vecchi camminamenti. Ignorando il preoccupante latrato di un grosso cane, seguiamo la flebile traccia lasciata da precedenti passaggi umani e ci affacciamo a spaziare per tutto l’orizzonte adriatico, due piccole vele a alcune grosse navi da carico tracciano l’orizzonte.

Scendendo tra pietre e sassi nel mezzo di questa ipotetica valletta che scende verso l’insenatura marina, incontriamo ben presto dei rozzi scalini in cemento fabbricati nel 1996. Sembrano andare proprio nella gola e quindi li seguiamo. Entriamo in una profonda e alta spaccatura, a destra una rosa parete a picco con stalattiti e stalagmiti fossili, a sinistra una parete più chiara con sgocciolamento attivo. Questa spaccatura si restringe nel buio dopo qualche decina di metri e non possiamo proseguire per non aver portato con noi delle lampade.

Risalendo seguiamo una diramazione della scalinata arriviamo ad un piacevole terrazzino artificiale che dà l’ingresso in alcune proprietà private dove salgono gli scalini e una specie di teleferica.

Questi scalini di cemento scendono ancora verso il mare, si allargano in ampie piazzole, arrivano a circa 5 metri dall’acqua dove, nei mesi estivi si posiziona una scaletta a pioli che permette di scendere in mare e fare il bagno.

Dal terrazzino detto prima, proseguendo verso sud, si arriva presto ad un orrido strapiombo, credo di 50 e più metri (fenditura di Terradico), non avvicinatevi, come ho fatto io, perché il margine si trova proprio a picco ed a rischio di crolli.

 

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