dolmen Orfine

DOLMEN ORFINE – MINERVINO

Sito tra alberi di ulivo, non distante dagli altri dolmen ancora presenti nel territorio, (sec. XVI a.C.) fu scoperto da Maggiulli e Micalella nel 1910. Del monumento, con l’apertura rivolta a est, restano solo la parte posteriore del lastrone di copertura (dimensioni: m. 1,40 x 1,10) e la parte posteriore costituita da una sporgenza della roccia affiorante; la tavola originaria, orientata da nord a sud, secondo il De Giorgi doveva misurare m. 2,30 x 1, 45 ed era sostenuta da due pilastri monolitici alti m. 1, purtroppo scomparsi (P. Malagrinò, cit.). Per quanto riguarda il significato del termine, dolmen deriva dal dialetto bretone (dol=tavola e men=pietra): non si sa a cosa servissero in origine tali costruzioni: si presume che, per l’orientamento secondo l’asse di percorso del sole, l’apertura rivolta ad est e alcuni scheletri ritrovati all’interno, avessero funzione sepolcrale; un’altra osservazione riguarda l’enorme diffusione del fenomeno a livello geografico e cronologico: ancora oggi in Etiopia, India, Madagascar il megalitismo è diffuso. Il territorio di Giurdignano ospitava fino a poco tempo fa sei dolmen; di questi ne rimangono quattro: Grassi, Chiancuse, Orfine, Paolo Niuri , essendo andati distrutti gli altri due, Sferracavalli e Cauda; un settimo esemplare, il dolmen Stabile, ricadente nel territorio di Giuggianello, è facilmente raggiungibile attraverso le vie vicinali da Giurdignano.
Visite guidate sono disponibili da parte dell’associazione culturale “Sant’Arcangelo de Casulis”.Provincia di Lecce

foto Arneotrek

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