grotta della Macchia o le macchie

GROTTA DELLA MACCHIA o Grotta Le Macchie

DT

Comune: Otranto
Località: S. Emiliano
Coordinate Geografiche Latitudine: 40° 05’ 46” N, Longitudine: 18° 30’ 28” E
La Grotta della Macchia, conosciuta nell’ambito della subacquea amatoriale
e turistica come le Macchie, deve il suo nome alla colorazione bruna della roccia
emersa, sopra il suo ingresso, che risalta sul grigio chiaro della roccia circostante.

Ubicata a circa un miglio a S di Punta Palascìa, nei pressi della punta N della baia
di S. Emiliano, al contatto tra calcari oligocenici e calcareniti, mostra il suo ingresso
a -6 m di profondità. La cavità appare già descritta in CENTENARO et al.
(2003), ma con numerose difformità da quanto è stato a noi possibile rilevare. Per
questo qui se ne propone una descrizione alternativa e un nuovo rilievo (Fig. 9).
La cavità è costituita da un’unica galleria lunga poco più di 25 m che termina
in una sala sub-ellittica emersa. Lo sviluppo planimetrico totale è circa 34 m. Sulla
volta, nei pressi dell’ingresso, è possibile notare un solco d’incisione idraulico,
mentre il fondo è ricoperto da numerosi ciottoli e blocchi di roccia. All’interno
della cavità è possibile notare la massiccia presenza di acqua dolce che, in assenza di
moto ondoso, si stratifica sopra l’acqua salata per uno strato spesso più di 3 m. L’acqua
dolce che invade quasi tutta la camera circolare interna, si rende responsabile
della desertificazione delle comunità benthoniche di roccia producendo la situazione
di “quarto vuoto” di RIEDL (1966). Sulla volta della camera emersa CENTENARO
et al. (2003) segnalano una breccia ossifera con resti di mammalofauna (Bos primigenius).
Molto sfruttata dal punto di vista turistico subacqueo, la grotta presenta,
però, una particolare caratteristica che la rende molto pericolosa per chi vi accede
con eccessiva confidenza. Nel periodo di questo lavoro, si è avuta notizia di un incidente
che ha coinvolto un subacqueo. Egli, risalendo in bolla, ha tolto l’erogatore per
respirare all’interno della camera d’aria. Nella bolla d’aria, però, era probabilmente
presente H2S che gli ha procurato danni alle prime vie respiratorie.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>