grotta Lu Fau

GROTTA LU FAU OTRANTO
DT
Denominazioni alternative: Grotta di Torre del Serpe
Comune: Otranto
Località: Torre del Serpe
Foglio IGMI: 215 III NO “Otranto”
Coordinate Geografiche Latitudine: 40° 08’ 33” N; Longitudine: 18° 30’ 24” E
La grotta Lu Fau fu segnalata per la prima volta da OROFINO (1986) che,
ignorandone la direzione e lo sviluppo complessivo, registrò al Catasto Speleologico
Pugliese l’ubicazione del lucernario esterno, detto fau, che si apre sulla
scogliera a E-NE di Torre del Serpe. La descrizione della grotta sommersa ed il
suo rilievo sono già apparsi in ONORATO et al. (1999). In più occasioni prima e
durante lo svolgimento di questo lavoro è stata riscontrata la presenza in grotta di
acqua torbida e maleodorante. Le analisi di laboratorio hanno dimostrano l’elevatissima
concentrazione di colibatteri fecali e totali, credibilmente dovuta allo sversamento
illegale di acque fognanti. Sul fondale antistante l’ingresso sottomarino
della grotta si rinvengono, inoltre, rifiuti di ogni genere in particolar modo lattine,
bottiglie, lenze da pesca complete di esche artificiali, piombi e, a volte, di pescio62
lino morto all’amo. Non mancano pantaloni, giacche, scarpe e scarponi, retaggi
di sbarchi clandestini, contornate da reti da pesca e pneumatici. Nella sala interna
sono state addirittura ritrovate due sedie da giardino. Sono state effettuate dagli
autori denunce alle autorità competenti.

descrizione: sviluppo orizzontale di circa 60 metri. Grotta spettacolare per la scenografia. Si tratta di un sistema di due cavita a “duomo” tra lor0 in comunicazione. La sala piu vicina a1 mare vi comunica con un ingresso posto a -24 m. La stessa sala i! in comunicazione con l’esterno subaereo a mezzo di un lucernaio (prodottosi per il crollo del “soffitto”). da cui i! possibile introdursi anche in condizioni di mare mosso. La 78 seconda sala è tutta buia. Altezza della colonna d’acqua, 24 m nella prima sala; circa 17 nella seconda. Ciascuna sala ha un diametro alla base di oltre 30 m. Sul fondo della prima cavitiì si nota un cono clastico, formato in parte dal crollo della volta ed in parte da pietrame vario, che ignoti hanno gettato per decenni nella grotta dal lucernaio. Il cono ha il suo vertice a -17 m, in prossimitA della verticale che porta al lucernaio (foto i), e degrada ripidamentc verso la base dell’apertura sommersa, a -24 m. Tutto il cono accoglie decine di cerianti Cerianthus membranaceus di varie dimensioni e colori. Da segnalare, sulla parete in prossimitA della base, esili e lunghe spugne Axinella cunnabina e, ben sviluppate e ramificate, le colonie del brio- Porella ceruicornis. Le pareti della seconda camera, buia, accolgono serpulidi, ma anche forme erette di Agelas orodes protese verso il passaggio alla prima camera. Le formazioni su cui tali spugne sono rinvenibili somigliano a travi protese verso la luce, forse formate da generazioni successive di organismi sessili ciascuna delle quali si è sviluppata sulla precedente, morta. I misidacei sono presenti solo in questo secondo ambiente. Il pavimento limoso non accoglie i piccoli cerianti Arachnanthus visti altrove ma appare disseminato di grossi coni con fori apicali. Ben sviluppate, e ramificate, le spugne “stcllate” appartenenti al genere Dysrdea che si ergono dal fondo melmoso. Il plancton si presenta carat- terizzato dal rosso arpacticoide Peltuìium sp. in entrambe le camere.

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