grotta di Bengasi

GROTTA DI BENGASI – NARDO’

DT

A livello dell’insenatura detta “delle cozze”, perché, molti anni fa, c’era un
allevamento di mitili (l’insenatura più grande che ci sia sul tratto ispezionato),
sulla punta S della cala, è presente un grande ingresso sommerso. Si tratta della
grotta sottomarina più grande tra quelle che abbiamo visitato nel corso di questa
indagine, che è stata catastata col nome di Grotta di Béngasi n. Pu 1642 (Fig. 6), in
omaggio a Béngasi Fai, speleologo neretino della vecchia generazione. La cavità
è costituita da due ambienti. Quello a S presenta due piani di carsificazione. Il più
basso sembra continuare dietro una duna di sabbia. In questo piccolo ambiente
della grotta è stata notata una sospensione biancastra, simile a flocculi di zolfo.
L’ambiente a N, invece, presenta una bella sala con un lucernaio sulla volta ed una
lunga galleria che sbuca nel punto opposto della cala.
L’azione cariogena carsica e marina, in contrapposizione con l’azione biocostruttrice,
ha realizzato un intreccio di passaggi, cunicoli, ripari, pozzi, che hanno giustificato la proposta di assegnazione, a quest’area, del nome Labirinto delle Quattro Colonne.

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