le Mammalie

MAMMALIE – UGENTO

“Addì, 4 Luglio 1547,
sabato mattina  una manica di 400  turchi
sbarcati da 22 galee su l’acque di Ugento
innanzi l’isola dei pazzi arrivarono alla torre,
a tempo che  li massarí mungevano le pecore,
s’impadronirono della porta e la gente
si  pose a fuggire sopra  la torre,
e quando uno vellano tirava le porte,
un turco li tirò una archibugiata da una taula
che dal ponte era rotta e lo buttò in terra per il chè,
il ponte si abbasso e li turchi
presero con la torre tutta la gente
che furono tra donne e figliole un nove,
e si caricarono delle robbe che si trovarono
e andarosene a mare senza che li cavallari nè torrieri
l’avessero avvisto di niente”.

sono trascorsi cinque secoli, ma è come se l’aria avesse conservato l’odore di lotte, intrighi, veleni e amori della storia affascinante e drammatica del principe Trebisonda, il quale, scelse a dimora codesta torre perchè la più alta, la più vicina al mare e alla dolce fanciulla che gli costò la vita.
Al primo assalto verso Torre Mammalie, si narra, il principe notò una giovinetta dall’incomparabile bellezza, che chiome al vento, dall’alto della rocca, si distingueva col dar manforte ai difensori.
Trebisonda ne rimase affascinato così tanto, da impartire immediati ordini ai suoi di desistere dall’assalto.
Ritornò al suo campo, e la calma tornò nella contrada… ma non nel suo cuore.
Tanto grande fu il suo tormento così che da solo, la notte, avanzò incontro alla torre nemica per cercare il di colei sguardo.
Ma amore e imprudenza l’avevano perduto.
Fu catturato e una morte orribile fu lui decretata… di essere arso vivo nel fuoco.
Intanto, la giovinetta mirandolo da vicino, ne fu così colpita che resto pietrificata dall’orribile verdetto, così che di li a poco gridò: “nessuno mi avrà!” e in mezo al raccapriccio generale si gettò dalla torre schiantandosi ai piedi dell’amato…

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