Giuseppe Maria Stasi

D’UN GRANDE SALENTINO DEL TUTTO IGNORATO:
IL “DOTTOR FISICO” GIUSEPPE MARIA STASI, DELLA TERRA DI DISO, MA ABITANTE A SPONGANO

Gli Stasi di Diso e Spongano furono professionisti, “bonatenenti”, vale a dire ricchi proprietari terrieri, e benefattori delle loro rispettive comunità, che risiedevano in due importanti dimore, la prima, situata a Diso, prospiciente l’attuale via Pierantonio Stasi (già via del Mare), e la seconda, ubicata a Spongano, lungo l’odierna via Diso. A Spongano, essi possedevano amplissimi giardini e vastissime possessioni fondiarie, oltre alla cappella privata di San Teodoro, acquistata, dagli Stasi stessi, sul finire dell’Ottocento, una scuderia (poi divenuta dei baroni Bacile) ed una drogheria (l’attuale gioielleria di Spongano). Secondo alcuni dati, desunti dall’albero genealogico degli Stasi di Diso e Spongano, pazientemente ricostruito dal discendente della famiglia, l’archeologo dottor Valentino Nizzo di Roma, nel 1671, Francesco Stasi e suo cugino sono i primi Stasi di Diso che, provenienti da Poggiardo, siano attestati da documenti d’archivio. Francesco Stasi genera, così, Gerolamo, il quale, sposandosi con Teresa Borlizzi, dà vita a Giovanni Maria Stasi (“notaro regio”). Giovanni, unendosi in matrimonio a Maria Carrozzo (coniugi dimoranti a Diso), mette al mondo, sempre a Diso, sei figli. Fra questi, si distinguono particolarmente Antonio Maria, notaio, Filippo, e Giuseppe Maria (Diso 10 gennaio 1767 – Spongano 29 giugno 1824), “dottor fisico”, cioè medico, a partire, almeno, dal 1787. Quest’ultimo, venuto al mondo, come già accennato, nel 1767 e raffigurato, a Spongano, con due ritratti (uno dei quali lo mostra, nel 1824, all’età di 57 anni), sposando la signora Francesca Maria Corvaglia, diventa capostipite dei due ceppi degli Stasi di Spongano e sindaco del paese salentino tra il 1813 ed il 1814. Giuseppe Maria Stasi fu un uomo di notevole spessore culturale e dirittura morale. Medico di professione, dal talento precocissimo, si interessò, altresì, agli studi filosofici di metafisica, come attestano alcuni libri della sua biblioteca, nei quali egli annotava, diligentemente, il giorno, il mese e l’anno in cui aveva iniziato la loro lettura e la data esatta nella quale aveva terminato di leggerli. In uno di tali libri, dopo l’acronimo del nome Giuseppe Maria Stasi, vale a dire G. M. S., è dato leggere: “Questa Metafisica è di Giuseppe Maria Stasi della Terra di Diso, che l’incominciò alle otto di Gennaro 1781 e la terminò alle 14 di Agosto 1782”. Nella biblioteca, già appartenuta a Giuseppe Maria Stasi, sono conservate anche lettere, la più antica delle quali rimonta all’anno 1756, ricette mediche, una delle quali riguarda una pozione, suggestivamente denominata “Acqua divina”, ed un “Rapporto delle malattie esistenti nel comune (di Spongano) dal dì 5 a tutto il dì 22 Maggio 1817”, firmato dal medesimo Giuseppe Maria Stasi. Fu, Giuseppe Maria, anche un discreto scrittore di filosofia, materia nella quale si cimentò soprattutto in età giovanile. Egli ci ha lasciato, infatti, un manoscritto, di quattordici pagine, datato all’anno 1781, dal titolo Dissertazione intorno all’idee innate, fatta da Giuseppe Maria Stasi di Diso nel 1781. È stupefacente pensare come il Dottor Giuseppe Maria Stasi abbia redatto questo trattatello filosofico, di quattordici pagine, alla giovanissima età d’appena quattordici anni! Giuseppe Maria Stasi tenne, inoltre, in qualità di insegnante di Logica e Metafisica, corsi preparatori al sacerdozio, i cui attestati di frequenza erano legalizzati dal padre, il celebre notaio Giovanni Maria, il quale vi apponeva sempre il proprio sigillo a forma di cuore, sul quale era impresso il motto Sine Fide.
Ringraziamenti
Questa modesta ricostruzione genealogica non sarebbe stata assolutamente possibile senza la fondamentale collaborazione ed il sostegno, pratico, morale e documentario, dei discendenti Stasi: la Dottoressa Hjlda Maria, l’Architetto Paolo Emilio, e Don Paolo Stasi, nonché di mia moglie, la professoressa Giuseppina Zara e di mio nipote Antonio Zara.
Un grazie speciale va, inoltre, all’archivista professor Filippo Giacomo Cerfeda di Diso ed ai dottori Salvatore Coppola, sempre di Diso, e Valentino Nizzo di Roma, per avermi fornito importanti notizie storico-biografiche sugli Stasi in generale.

Euro Puletti

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