le Cesine

CESINE

Le Cesine, Riserva Naturale Statale e Oasi del W.W.F, sono un tratto di costa che da Brindisi si estende fino ad Otranto, fu sempre una zona estremamente repulsiva e malarica, a causa della presenza di numerose paludi.
Le Cesine è stata dichiarata Zona Umida d’Importanza Internazionale sin dal 1977 e Riserva Naturale Statale di popolamento animale dal 1978.
L’intera unità ambientale ha un’estensione di circa 620 ettari, dei quali un po’ più della metà sono destinati ad uso agricolo e i rimanenti a Riserva Naturale.
“Pantano Grande” e “Pantano Piccolo” o “Salapi”, sono i due stagni costieri che costituiscono il cuore della riserva naturale. Essi sono alimentati da sorgenti sotterranee di acqua dolce e arricchiti dall’acqua piovana.

Due altri grossi canaloni “ Cocuzza” e “Campolitrano”, furono costruiti per permettere il drenaggio delle acque, in modo da mantenere costante il livello nella piena.
Le Cesine costituiscono, dal punto di vista naturalistico, una ricca  zona comprendente diversi habitat, nei quali vi si trova un elevato numero di specie vegetali ed animali.

L’ambiente flogistico sembra essere suddiviso in tre fasce: la prima è formata da delle dune sabbiose, oramai sparite quasi del tutto o ridotte a leggeri dossi degradanti verso la battigia, poche sono le specie in grado di sopravvivere alle difficili condizioni ambientali; tra tutte citiamo l’euforbia marina, dalle lunghe radici aeree agganciate alla sabbia; il respingente cardo marino, la salsola, il ravastrello, la gramigna, tutte piante in grado di resistere alla forte concentrazione salina, ai venti battenti dal maree alla scarsa acqua superficiale.

Man mano che si procede verso l’interno e si abbandona la spiaggia, la vegetazione si trasforma e diviene più abbondante e fitta.
La seconda fascia abbraccia la zona intorno ai laghi, flora tipicamente palustre, caratterizzata dalla presenza della cannuccia da palude che circonda, molto fittamente, le coste dei bacini.

Accanto alle cannucce troviamo molte specie come il giglio acquatico, il crescione d’ acqua, la sarcenella e altre.Da sottolineare la presenza, proprio nelle Cesine, di rare specie di orchidee, alcune addirittura catalogate per la prima volta, come la orchis palustris e il corvolvo palustre, in estinzione.
Infine la terza zona è quella pinetata, che costituisce la flora arborea dove, accanto ai classici esemplari di pino d’Aleppo e del pino domestico, troviamo il pino marittimo insieme a eucalipti, acacie, querce, olmi, salici.
La riserva rappresenta una importante tappa di svernamento per numerose specie di uccelli: i moriglioni e il raro fistione turco, lo svasso piccolo e il tuffetto; le folaghe si trasferiscono qui da ottobre fino a marzo, insieme agli aitoni cinerini e alle garzette; il falco palustre fa la sua apparizione per poi allontanarsi in vicinanza del tepore primaverile.

Altri uccelli presenti sono: il piro piro, il gambecchio,la pantana, l’albastrello e la pettegola.
Nel sottobosco
e nella macchia mediterranea, si può incontrare il biacco, tipico serpente dell’Italia meridionale, che i contadini del luogo chiamano “la serpe nera”.

Anche il cervone è presente alle Cesine, esso può raggiungere la lunghezza di due metri ed è considerato uno dei più grossi della famiglia degli ofidi in Europa.
A ridosso dei muretti a secco, trovano il loro habitat ideale, il riccio e la tartaruga palustre. Rane e raganelle popolano gli stagni insieme a numerosi altri insetti volatili e acquatici.
L’Oasi  “Le Cesine” è gestita dal W.W.F. con la supervisione del Corpo Forestale dello Stato, il quale svolge un’attenta azione di sorveglianza. Attualmente è in corso di restauro e di ampliamento la vecchia Masseria che funge da centro visita e che nei secoli scorsi veniva usata come torre di avvistamento a guardia della costa.

Dal 1976, vengono organizzate vacanze naturalistiche per ragazzi, con lo scopo di insegnare e attuare i principi di educazione all’ambiente, comprendenti una serie di attività tra cui l’osservazione della flora e della fauna, attività di conservazione naturalistica, attività manuali e contadine, nel costante rispetto della natura e dell’ambiente. (1)

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