masserie di Gallipoli

Nell’originario territorio di Gallipoli vi erano numerose masserie, localizzate quasi tutte in un arco di terreno assai ampio, situato presso i confini territoriali della città ionica con i Comuni di Galatone, Neviano, Tuglie, Matino, ecc. Questa lunga fascia era denominata, fin da tempi antichi, Foresta di Sant’Agata, in quanto si trattava di terreno brullo e roccioso. Il termine foresta che si ritrova in antichi documenti locali, infatti, indicava una zona macchiosa e rocciosa caratterizzata dalla presenza di vegetazione selvatica, mentre il riferimento a Sant’Agata pare derivasse da un’antichissima chiesa dedicata alla Santa, ubicata, approssimativamente, nella parte a nord del territorio, nei pressi del confine con Neviano.

Intorno alla metà del Settecento venne fatto un censimento di tutti gli abitanti del territorio di Gallipoli. In esso vengono menzionate anche le masserie della Foresta di S.Agata, che, nel territorio attuale di Sannicola, erano ben quattordici: Masseria Aragona (passata nel 1928 da Sannicola a Tuglie), Masseria Grumisi, Masseria Barone di Tiggiano, Masseria Camastra, Masseria Portolano, Masseria Doxi, Masseria Camaldari, Masseria Maestà, Masseria Li Leuzzi, Masseria San Mauro, Masseria Congedo, Masseria Raymondi, Masseria Sansonetti, Masseria San Salvatore.

Cosa è sopravanzato di questi antichi insediamenti? Quasi niente, purtroppo.

Le Masserie Doxi e Barone di Tiggiano non esistono più. Le Masserie Camastra, Portolano, Camaldari, San Salvatore sono in parte crollate per vetustà. Le Masserie Aragona, Congedo e Raymondi sono in stato di abbandono, mentre la Masseria San Mauro è stata trasformata in discoteca (“Rio Bo)e Grumisi in abitazione.

Masseria Portolano: deve il suo nome ad un antico proprietario, Francesco Cariddi, che era Portolano di Gallipoli. Era un complesso molto ampio, con diverse costruzioni, oggi in parte crollate .


Masseria Aragona: deve il suo nome a Giuseppe Antonio Aragona, proprietario gallipolino del Settecento. Da lui, anche tutta la contrada intorno fu denominata Raona.

Masseria San Mauro: situata a brevissima distanza dal complesso basiliano omonimo, è stata da pochi anni completamente ristrutturata e destinata a discoteca.


Masseria Congedo: situata vicino all’ex Masseria San Mauro, è in stato di abbandono.
E’ riconoscibile nella prima foto, a sinistra, la torre originaria, poi affiancata da altra costruzione in epoca successiva.


In questa foto la parte posteriore della masseria con un tratto dei
curti originari.

Masseria Camastra: imponente complesso, purtroppo in parte crollato, sito nella parte ad est del feudo di Sannicola. Il suo nome sembra di origine greca, e deriva probabilmente da kremastra, catena del focolare. In gergo locale la Masseria e tutta la zona intorno è detta Camascia.

Masseria San Salvatore: sorse sull’antico insediamento basiliano omonimo, del quale inglobò la chiesetta e forse qualche altra costruzione. La struttura basiliana sorgeva vicino ad un importante incrocio di vie, delle quali sono ancora visibili i solchi scavati dalle ruote dei carri nella roccia affiorante.

Massera Doxi: doveva il suo nome all’omonima famiglia gallipolina, estinta da tempo. Anche la masseria non esiste più.

Masseria Camaldari: di essa rimangono in piedi (vedi foto) una piccola costruzione con caditoia (forse la torre originaria, ma anomala perchè ad un solo piano) ed un’antica casa, certamente posteriore rispetto all’originario insediamento, oltre ad una parte del recinto (curti). Camaldari è il cognome dell’antichissima famiglia gallipolina, estinta nell’Ottocento, cui apparteneva la masseria, e Camaldari è detta anche la piccola e fertile pianura esistente a nord-ovest della struttura.

Masseria Barone di Tiggiano: non più esistente, si trovava a breve distanza dalla Masseria Aragona.

Masseria Raymondi. Chiamata anche Masseria Doganiere (in quanto il proprietario Pietro Raymondi era Doganiere di Gallipoli) e prima Masseria Spina, sopravvive in stato di abbandono.

Masseria Maestà: forse da identificare con la Masseria Santa Teresa. Tutta la zona nei dintorni è denominata Maestà, forse perchè qualche fondo era di proprietà reale.

Masseria Grùmesi (volgarmente Crùmisi): ristrutturata ed attualmente destinata ad abitazione, appartenne alla famiglia Grumesi.

Masseria Sansonetti: appartenne all’omonima famiglia, e rappresenta un’anomalia, perchè sorge su terre fertili, a non grande distanza dal mare. Durante la seconda guerra mondiale fu postazione tedesca, abbandonata dopo l’8 settembre. Si ignora lo stato di conservazione.

Masseria Li Leuzzi: già proprietà dei Leuzzi di Galatone, sorge a non grande distanza dalla Serra di San Mauro. Anche questa masseria, come la Masseria Sansonetti, pare circondata da terreni fertili.

Di altre antiche o antichissime masserie, non menzionate fra quelle del censimento settecentesco, citiamo la Masseria Mosca, attualmente ristrutturata con destinazione agrituristica, nonché i ruderi della Masseria Capasa. Quest’ultima sorse poco a sud-ovest dell’attuale frazione di Chiesanuova e doveva essere già disabitata nel Settecento. Il termine capasa, nel dialetto locale, indica un recipiente di terracotta destinato alla conservazione di derrate alimentari; non si sa se anticamente vi fosse anche una famiglia con questo cognome.

Le masserie -quelle che ancora sopravvivono- meriterebbero davvero di essere salvate e valorizzate. Rappresentano un antico e prezioso patrimonio storico ed architettonico che molti ci invidierebbero.

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