trappeto di Giuggianello

GIUGGIANELLO

Dopo anni di completo abbandono, questa ampia struttura
è stata oggetto di un’organica ristrutturazione, co –
nanziata dal Gal Capo S. Maria di Leuca, nell’ambito del
Programma Operativo Leader +, al ne di adibirla a “Museo
dell’olio e dell’olivicultura”, con immagini e oggetti
tipici dell’attività che veniva svolta dai frantoiani.
L’entrata al frantoio è garantita da una rampa di scale realizzata
nel banco roccioso coperta da una volta a botte.
Dalla scalinata si accede ad un enorme ambiente dove
si trova la macina circolare utilizzata per la molitura delle
olive. Lungo le pareti della stanza della molitura si possono
osservare sette vasche, le cosiddette “sciave”, realizzate
per contenere le olive in attesa di essere lavorate.
Dalla stanza per la “molitura”, delle olive si accede ad un
ambiente di dimensioni inferiori destinato alla pressione
della pasta derivata dalla prima molitura delle olive.
Qui vi sono 5 torchi, di cui uno del tipo detto “alla calabrese”
e quattro torchi “alla genovese”, utilizzati per spremere
la pasta delle olive da cui si otteneva l’olio.

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