trappeto Arditi

TRAPPETO ARDITI

oggetto in questi ultimi anni di un imponente e discutibile “restauro”.

http://www.geocities.com/adesold/melissano/Arditi.htm

TRAPPI~1.JPG (160734 byte) prima del restauro

Esiste un posto che, pur meritando un interesse particolare, versa in uno stato penoso, nonostante questo e tutto il territorio circostante sia stato acquistato dal comune di Melissano: è il frantoio Marcantonio Tolomei, chiamato volgarmente “Arditi”(nonostante la regione avesse stanziato 264.000 euro per il recupero del medesimo).

Situato nella zona sud-est del paese, esso è memore di numerose generazioni di melissanesi che vivendo di sola agricoltura, l’hanno sfruttata facendola diventare il trappeto di maggiore rilevanza nel paese; questa celebrità deriva anche dall’incisione ricavata nella roccia di epoca imprecisata “PAX”, facendo credere erroneamente il sito una necropoli antica.

Scavato interamente nella roccia tufacea, esso ha molti vani attualmente ostruiti dalle immondizie che dominano l’infossatura; probabilmente sono stati scavati nel 1400 ad opera di facoltosi cittadini, sotto la commissione del signore Marcantonio Tolomei.

I nostri contadini lo chiamano “Trappiteddhu” per gli ambienti angusti e tenebrosi. La grotta centrale é interessata da un vistoso crollo della volta. Alcune grotticelle del trappeto si presentano murate da conci in pietra leccese e nel secolo passato sono stati costruiti dei muri di sostegno della volta rocciosa, con qualche nicchia per alloggiare la vite in legno di un torchio “alla genovese”. Nella grotta centrale c’é la fonte, oggi coperta interamente dai rifiuti, e le grotticelle disposte a corona, dove erano montati piccoli torchi alla calabrese. Alla grotta centrale sono collegati dei cunicoli con molte sciaghe per conservare le olive, perché evidentemente la scarsa capacità di produzione dell’impianto era insufficiente a smaltire quelle raccolte.

Il trappeto ha svolto la sua funzione sino agli anni 1920/1930, quando il nachiro era Quintino Cortese e quando nella circostanza crollò la volta ed uccise un giovane melissanese che ivi stava lavorando.

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