trappeti di Taurisano

TRAPPETO SCALEA

Alla risorsa si accede dalle vie di Taurisano che conducono all’angolo tra via Roma e Corso Umberto I, di fronte alla chiesa Matrice della Trasfigurazione, ad 8 metri di profondità sotto il palazzo settecentesco dei Colona.

Il trappeto ‘ta Scalea’ o ‘trappeto di Donna Marina Colona’ è scavato nel carparo, non ha forma complessa o articolata, il piano di calpestio è in terra battuta, frantoi e torchi sono ”alla calabrese”, è uno dei pochi che conserva parte dell’arredo produttivo.
Esso è stato ricavato da una sezione del fossato che cingeva l’antico castello.
Caratteristiche risultano essere la scale in pietra, le littere per i frantoiani, le mangiatoie, la tipica macina salentina, le numerose caditoie per le olive.

TRAPPETO PAOLINO STASI

Alla risorsa si accede percorrendo le vie di Taurisano che conducono nella Corte di Corso Umberto I, nell’area retrostante l’abitazione del sig. Stefano Romano, a circa 6 metri di profondità

Il trappeto di Paolino Stasi è scavato interamente nel carparo, ha una forma semplice e dimensioni contenute.
Il piano di calpestio è in terra battuta.
Assieme a pochissimi altri esempi di architettura rurale salentina di questo genere, conserva ancora alcune delle caratteristiche principali dell’arredo produttivo.
Molto belle ed interessanti sono la scala in pietra, le volte a botte, le littere e la grossa macina per le olive.
Numerose anche le caditoie per le olive o ”sciave”, destinata ad un uso comune del frantoio da parte dei contadini locali.

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