Aviso Neviera

L’Àviso Neviera (Pu 196) a Sogliano Cavour (provincia di Lecce)Gruppo Puglia Grotte onlus – Pubblicazioni – Puglia Grotte – 2001 – L’Àviso Neviera (Pu 196) a Sogliano Cavour (provincia di

Nei dintorni dell’area in esame, sono presenti altre voragini, ed in particolare la Grotta l’Appidè (Pu 154), nei pressi dell’omonima Masseria, nel comune di Corigliano d’Otranto; l’Àviso di Masseria Torremozza (Pu 195), nel comune di Cutrofiano. Altre voragini o vore, presenti nella stessa area, non risultano segnalate nel Catasto delle Grotte della Federazione Speleologica Pugliese (Giuliani, 2000): tra queste, l’Àviso di Masseria Peschiulli, nel comune di Corigliano d’Otranto, e Vora Foresta e Vora Castagna, nel comune di Cutrofiano.
L’Àviso Neviera costituisce una delle voragini principali di questa zona: è sito a sud-ovest di Masseria Caracciolo. In corrispondenza della cavità è stato costruito un canale della profondità di circa due metri, e largo da poco più di un metro a tre metri. Circa duecento metri a sud-ovest dell’inghiottitoio, è presente un impianto di depurazione, le cui acque trattate vengono sversate nella voragine.
Negli immediati dintorni dell’àviso affiorano estesamente le Calcareniti del Salento, a grana medio-grossolana, e con colore dal bianco al giallastro. Le calcareniti non presentano una chiara stratificazione, e sono ricche in resti fossili, tra i quali prevalgono Ostree, Pecten ed altri molluschi.
La cavità è attualmente chiusa da una grossa grata metallica, che ne maschera l’imbocco verticale, scavato antropicamente nelle teneri calcareniti plio-pleistoceniche. La forma dell’imbocco è rettangolare, con il lato corto di poco superiore ai 2 metri e quello lungo di almeno 3 metri. La cavità si sviluppa verticalmente seguendo lo scavo antropico per una profondità stimata in poco più di 15 metri, oltre la quale si giunge nell’ambiente principale, costituito da una ampia caverna, le cui reali dimensioni risultano mascherate dalla notevole massa di rifiuti. Si ritrovano infatti numerose carcasse di automobili, spazzatura di vario tipo e rifiuti di ogni genere, che colmano buona parte degli spazi dell’originaria cavità, costringendo a muoversi attraverso poco naturali strettoie per raggiungere l’ambiente attiguo. Quest’ultimo, di minori dimensioni e più basso rispetto al primo, sembra costituire la via principale di deflusso delle acque all’interno dell’ammasso roccioso. L’ambiente principale dell’àviso si sviluppa in corrispondenza del passaggio lito-stratigrafico tra le calcareniti plio-pleistoceniche e una breccia carbonatica costituita da blocchi di dimensioni anche superiori ai 60-70 cm. La breccia rappresenta il litotipo presente nel resto della cavità, almeno per quanto è stato possibile accertare nella zona libera dai rifiuti.
L’Àviso Neviera rappresenta uno dei tantissimi casi di cavità carsiche utilizzate nella regione Puglia come discariche abusive di rifiuti (Beccarisi et al., 1999; Parise et al., 2001). La chiusura dell’imbocco per mezzo della grata metallica (posta circa 5 anni fa, a quanto riferitoci dal Comune di Sogliano Cavour) ha sicuramente evitato ulteriori accumuli di rifiuti, ma certo non ha risolto il problema di ciò che era già stato immesso nell’inghiottitoio. Tenendo presente che l’àviso è utilizzato per la continua immissione di acque reflue provenienti dal depuratore, è ovvio che il passaggio di tali acque sui rifiuti in questione comporta problemi di inquinamento delle acque stesse, che si sommano al degrado derivante dalla presenza dei rifiuti all’interno della cavità. Si auspica quindi che sia possibile intervenire al più presto con un’opportuna operazione di bonifica del sito che, oltre a ripulire dai rifiuti l’Àviso Neviera, ne consentirebbe un più dettagliato studio geologico e speleologico, utile alla comprensione delle caratteristiche carsiche ed idrogeologiche del territorio in esame.
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