Dei Cervi

Carta I.G.M. 215 III SO, 40°04’47” N, 18°29’02” E.

Quota della zona di accesso: m. 26 s.l.m.

Sviluppo lineare totale dei rami principali: 1.550 m.

Con la Zinzulusa è la grotta più famosa e conosciuta. il “santuario della preistoria” per i numerosi e misteriosi graffiti che ne ornano le pareti. E’ chiusa al pubblico per preservare i graffiti.

Grotta dei Cervi, scoperta nel 1970 dal “Gruppo Speleologico Salentino P. deLorentiis” Ente Morale- Maglie (Lecce), è ubicata a Badisco (Otranto), lungo la costa del Canale d’Otranto. Essa si sviluppa in un basso pianoro (Calcareniti di Uggiano) affacciato sul mare ed ospita pitture che costituiscono una delle più interessanti e complesse manifestazioni dell’arte parietale eneolitica in Europa (CICCARESE et al., 2000).In essa si accede da una delle tre chiusure “a pagliara” realizzate per impedire l’accesso agli estranei e per controllare la ventilazione interna. All’interno, dal vano d’ingresso principale, uno stretto, lungo e ripido cunicolo immette in una ampia sala, posta a circa 18 metri più in basso. La volta, prevalentemente conformata a cuspide e, alle estremità, ad arco fortemente ribassato, presenta alcune larghe zone a calotta, mentre le bianche pareti sono a tratti segnate da gruppi di speleotemi. Da questa sala-corridoio si dipartono tre rami, di cui due tra di loro quasi paralleli (orientati prevalentemente nella direzione sud-nord) ed un terzo, inizialmente trasversale ai primi, si suddivide, nella zona terminale, in più rami nuovamente orientati nella direzione dei primi due (S-N).Le pareti dei due condotti principali e della zona iniziale del ramo trasversale, ospitano una nutrita serie di pannelli dipinti che, con studiate scansioni, ne caratterizzano l’intero sviluppo. L’intenso percorso cultuale, articolato nei due rami principali paralleli e nel primo tratto del ramo trasversale, viene attribuito al tardo eneolitico anche se alcune figurazioni fanno pensare a periodi più remoti. Complessa ed aff ascinante appare la lettura dei singoli segni e dell’intero complesso pittorico, ancora solo parzialmente studiato. G R A Z I O S I (1980) propose una suddivisione dei pittogrammi in figurativi e non figurativi. Tra i figurativi furono individuati i gruppi zoomorfi, antropomorfi e di oggetti, mentre relativamente ai non figurativi, furono individuate figure di origine antropomorfa, zoomorfa ed emblematico-astratta.

A più di trent’anni dalla scoperta di grotta dei Cervi, le pitture e le loro aggregazioni, la disposizione originaria delle ceramiche rinvenute, le tracce di sepolture e le basse recinzioni interne, in pietra calcarea, tutte intenzionalmente correlate tra loro, rimangono sostanzialmente ancora indecifrate. Grotta dei Cervi s’impone sul panorama culturale della preistoria come un meraviglioso frammento di un passato che qui ha lasciato splendide ed abbondanti tracce di attività complesse e riti misteriosi.

articolo: speleogenesi e microclima, Shunt nr.24

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