Santa Maria dei Grotti – Galatina

Galatina. Un appello per l’antica S.Maria “dei Grotti”. di Massimo Negro

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Mille e cinquecento passi da qui (ndr. da Soleto) sorge una città di nuova fondazione, ma abitata da cittadini eccellenti e tuttora greci: è San Pietro in Galatina. Si trova in una deliziosa vallata pianeggiante, ricca di ulivi e di ogni specie di ottimi alberi; non è carente d’acqua … ma dispone di pozzi in quantità più che sufficiente
(Liber de situ Iapygiae – Antonio De Ferraris Galateo – 1507-1509).

 

Le origini di questa città (Galatina) sono ancora ravvolte in un gran bujo, non rischiarato né da documenti di antichi scrittori, né da monumenti. Nell’evo medio Galatina, come gli altri paesi e città di questa parte meridionale della Japigia, abbraccio il rito greco; da ciò le guerre e le devastazioni che soffrì nei  (…)
La chiesa è di proprietà privata della famiglia Galluccio di Galatina. Sulla facciata della chiesa e sulle pareti laterali sono comparse profonde crepe.

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L’inaccessibilità del sito non rende possibile conoscere lo stato della cripta e dei suoi affreschi. Sui quali non risulta che siano mai stati effettuati interventi di natura conservativa. Il Fonseca nel suo “Gli insediamenti rupestri medioevali nel Basso Salento” descriveva la significativa decorazione paretale della cripta. Il Montinari nella sua“Storia di Galatina” fa menzione di affreschi ormai trafugati.

I locali nei pressi della chiesa che costituivano l’antica masseria sono ormai crollati e invasi dalle erbacce. Il crollo del tetto ha portato al crollo della copertura di alcune stanze sotterranee. Rimangono a ricordare epoche ben più feconde antichi fregi sulle architravi dei camini.

L’antica palla di granito è stata da tempo trafugata e l’antica campana “salvata” per tempo dai proprietari che ora, per quanto è dato sapere, la conservano in casa.

In questi mesi accanto alla chiesa è sorto un nuovo complesso residenziale e un nuovo tracciato viario per ora in terra battuta a pochi metri dal sito che ha reso inaccessibile il breve sentiero che partiva dalla strada posta alle spalle del complesso fieristico.

“Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente”scriveva Montanelli. Aggiungo che un popolo che non è in grado di conservare le memorie del proprio passato non è degno del lascito ricevuto senza meriti dalle generazioni che lo hanno preceduto.

Non possiamo lasciare l’antica chiesa-cripta di Santa Maria della Grotta ad un futuro che oggi appare ormai segnato se non si interverrà prontamente.

Esempi virtuosi di collaborazione tra proprietà, amministrazioni locali, provinciali o regionali, e associazioni per il recupero di antichi siti non mancano. Qualche anno fa a Galatina questo si è reso possibile per il parziale restauro della chiesetta di San Paolo e notizie ancor più recenti riguardano l’antico sito di Santa Maria alla Porta sempre a Galatina.

La classe politica e dirigenziale di Galatina, tutta la cittadinanza e le persone di buona volontà si devono mobilitare affinché questo sito, auspicabilmente con la collaborazione dei proprietari, possa essere recuperato, riportato ai suoi antichi fasti e restituito alla collettività.

————— MASSIMO NEGRO  è riuscitoad entrare, ecco alcune foto, articolo completo su: http://massimonegro.wordpress.com/2012/12/13/galatina-un-appello-per-lantica-s-maria-dei-grotti/

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