Madonna della Grottella – Nardò

8/5/13
tra infinite quinte di ulivi secolari appare inaspettato, nessun’altra presenza umana, solo il divino. Il pavimento mezzo crollato  permette l’accesso alla cripta sottostante, cosparsa di decine e decine di scheletri di pecore, ed alcuni, non indagabili, sacchi chiusi. Ma non ci sono carogne fresche e si può quindi scendere nella cripta. L’ambiente è angusto e degradato. Sulle pareti non un segno, solo umidità e moscerini. Sul fondo una colonna sorregge un semplice muretto acconciato a formare una piccola cella. La colonna, così dritta e circolare che sembra artefatta è invece una unica grossa stalattite unitasi alla sua stalagmite di base.
sabato, 02 luglio 2011

Nardò. La Madonna della Grottella tra distese sconfinate di ulivi.

di MASSIMO NEGRO

http://massimonegro.splinder.com/

Disperso in una vastità di chiome verdeggianti di alberi di ulivo. Ulivi in ogni dove che si perdono a vista d’occhio. Un assordante fragore di cicale che copre anche il rumore dei miei passi.

Siamo nei pressi di Masseria Zanzara, in agro del Comune di Nardò. Dopo averla superata si imbocca una lunga e pianeggiante strada di campagna in terra battuta. Dopo poco, lasciata la macchina ci si inoltra a piedi tra gli alberi senza incontrare nulla che possa lasciare presagire la presenza di insediamenti umani di qualunque tipo, neanche ad uso agricolo. Questo finché ad un certo punto, quasi all’improvviso, compare innanzi un edificio diroccato.

Quel che rimane di un edificio sacro costruito molto probabilmente nel XVI secolo e noto come Madonna della Grottella. Questo nome si deve alla grotta sottostante la chiesa, una cavità di origine carsica molto probabilmente un tempo abitata da una piccola comunità monastica o destinata ad eremitaggio, si presume, riconducibile all’epoca in cui i basiliani arricchirono di arte e di fervore religioso la nostra terra con la loro presenza.
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coordinate: 40°17’28″N,  17°55’7″E

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Dalla cappella si accede alla grotta sottostante, una cavità di origine carsica con  il caratteristico inghiottitoio. Gran parte di essa è ingombrata dalle macerie provenienti dal crollo delle strutture dell’abside; appare comunque evidente la presa di possesso  del luogo con il riadattamento delle forme naturali alle esigenze del culto: in particolare si può notare la realizzazione di una rudimentale protesis mediante un tramezzo murario posto tra una stalattite e la parete laterale. …..
Giuseppe Muci tratto da www.itineretum.it

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