grotta Cappuccini

Grotta Cappuccini (Galatone): si apre sul fianco di un vallone, letto di un antico
fiume. L’apertura originaria è ancora ostruita è ancora completamente ostruita dal deposito che, prima degli scavi occupava gran parte della grotta. È una cavità lunga e stretta, divisa nel senso della lunghezza da un diaframma naturale in dueambienti comunicanti. Le dimensioni sono approssimativamente di 4 m di larghezza, 11 m di lunghezza, e 2,10 m di altezza.
La volta è segnata dal crollo di grossi blocchi che si trovano conficcati nel deposito essendo affondati fin quasi alla sua base e avendo causato, in molti casi, una sorta di sbriciolo del materiale, in particolare delle ossa umane.
Fino al 1985, gli scavi hanno interessato prevalentemente la zona mediana della
cavità tra l’ingresso ed il fondo, rivelatasi la più ricca di reperti e probabilmente
luogo privilegiato delle deposizioni soprattutto procedendo verso il fondo. La grande quantità di ossa umane sparse senza alcun ordine in questa parte del deposito fa presumere che, in occasione di nuove deposizioni, le più vecchie venissero spinte indietro provocando un rimescolio di ossa in cui è impossibile distinguere singoli inumati con rispettivi elementi di corredo. Il periodo di frequentazione è compreso tra eneolitico e inizi dell’età del Bronzo.
La fisionomia del complesso ceramico decorato è data soprattutto dal decoro inciso con la polimorfica ripetitività dei suoi motivi. Motivi losangici e lineari racchiusi in bande che si dispongono sotto l’orlo lungo la parete superiore costituiscono il motivo più usuale.
Interessanti sono gli oggetti in osso, tra cui il singolare pendaglio che riproduce
un’ancora in miniatura su conchiglia.
Contrada Cappuccini (Galatone): in prossimità dell’omonima grotta, sono state
identificate, ma distrutte dall’espansione edilizia, due fornaci preistoriche per la
cottura della ceramica.