antro delle Ossa

vi si accede attraverso un grosso foro che si apre sul dorso della punta Ristola. È in gran parte interrato, profondo circa 30 metri e alto 15. Vi si trova una breccia ossifera e sono affiorati manufatti neolitici

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grotta Porcinara

A circa 150 metri dalla grotta del Diavolo, a circa 20 m sul livello del mare e a 60 m dalla costa, si apre la Grotta Porcinara. E’ questa una grotta non naturale, in quanto scavata dall’uomo nelle tenere calcareniti, in cui le pareti delle tre camere comunicanti che la compongono mostrano numerose iscrizioni incise.

La camera occidentale e quella centrale contengono iscrizioni greche e latine; la prima era consacrata alla fortuna, come si legge sulla parete opposta alla porta: “FORTUNA H.S.F.”; quella centrale, dedicata a Giove, contiene 13 iscrizioni frammentarie: l’iscrizione di Agordio Aquilino indica lo scioglimento di un voto da parte di un marinaio salvato da una tempesta. La camera orientale, più vasta, è ricca di croci, essendo stata luogo di culto cristiano ai tempi della dominazione bizantina. Purtroppo lo stato di completo abbandono e l’opera di vandali, stanno distruggendo questo prezioso patrimonio.

Nel tratto di costa da Punta Ristola a Punta Meliso è presente un banco di roccia contenente noduli fosfatici giallo-marrone e fossili fosfatizzati inclusi in uno strato di 70-80 cm di calcareniti friabili giallastre, ad un’altezza di circa 10 m sul livello del mare. Queste fosforiti, formatesi in ambiente di acque basse durante una fase regressiva pleistocenica, rappresentano attualmente gli unici, modestissimi depositi del genere conosciuti in Italia.

E’ una cavità artificiale scavata dall’uomo in epoca imprecisabile; è situata sul versante est di Punta Ristola a Leuca. Essa costituisce un complesso di eccezionale importanza storica in quanto ha assolto per molti secoli alla funzione di Santuario prima messapico poi greco e infine latino, un’area sacra che unitamente a quella altrettanto sacra di Punta Meliso ha fatto diventare l’intera contrada di Leuca una grande area santuariale pagana e poi cristiana, meta di pellegrini da ogni parte della terra anticamente conosciuta, crocevia obbligato di popoli, culture, religioni e civiltà diverse.
La grotta Porcinara è costituita da tre ambienti contigui e intercomunicanti. Le pareti interne della grotta costituiscono la vera ricchezza archeologica del sito, soprattutto per la presenza di numerose testimonianze epigrafiche. Si tratta di ben trenta iscrizioni. In esse compare la divinità pagana di Afrodite, ma -fatto ancor più importante- compare Iuppiter-Zeus, padre degli uomini e degli dei sin dai tempi omerici, con le epiclesi di Optimus Maximus e Batius, prova evidente che in questa zona la massima espressione dell’Olimpo greco-romano era venerata con l’appellativo di Batius.
Il dio messapico Batius è stato una divinità protettrice del mare e della navigazione tra le due sponde del Canale d’Otranto.

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http://spigolaturesalentine.wordpress.com/2010/11/06/dal-tempio-di-atena-al-santuario-di-santa-maria-di-leuca/#more-13102

da un lato – l’Archeologia ha smentito le fonti storiche, relativamente alla presenza di un luogo di culto pagano sulla Punta Meliso, la stessa disciplina ha permesso di localizzare un santuario costiero nei pressi di una cavità naturale, localmente conosciuta come Grotta Porcinara, che si apre sul versante orientale di Punta Ristola, ossia il promontorio che cinge ad ovest la baia di Leuca. Si tratta di un’area cultuale che ha rivestito un ruolo di primissimo piano nell’ambito delle manifestazioni cultuali messapiche e dei rapporti commerciali con il mondo ellenico.

La divinità venerata era Zis[4], rappresentata con la folgore, alla quale si rivolgevano i naviganti in cerca di protezione per la loro attività: il dio infatti, secondo gli indigeni, era in grado di dominare le forze atmosferiche e di rendere propizia la navigazione.

I fedeli giungevano presso l’area antistante la grotta-santuario direttamente dal mare, attraverso scalinate e terrazzi tagliati nella roccia.

Nelle prime fasi di frequentazione del luogo di culto (fine VIII secolo a.C.) venne impiantato un deposito votivo, in uso fino alla metà del VI secolo a.C., che conservava al suo interno resti di sacrifici.

In piena età arcaica le attività di culto sembrano spostarsi all’interno della Grotta Porcinara. Sulle sue pareti sono state individuate ben 27 tabelle, con iscrizioni in greco e in latino, in cui compaiono dediche, ringraziamenti, richieste di protezione e di fortuna rivolte alla divinità.

Il santuario – quindi – localizzato lungo l’importante rotta che dall’Oriente portava verso la Magna Grecia, era un punto di riferimento per coloro che praticavano attività legate al mare, la cui buona riuscita era sottoposta alla benevolenza degli dei[5].

Il santuario costiero è stato frequentato sino alla fine del II sec. d.C., periodo in cui il culto cristiano inizia gradualmente a sostituire quello pagano, conservando però lo stesso significato religioso: nella concezione pagana, Giove (Iuppiter) salvava i naviganti dai naufragi e dal mare in tempesta; nella devozione cristiana, Gesù Cristo – il Salvatore – salva gli uo

camera di destra

una iscrizione

mini dal peccato.

pianta approssimativaingresso, chiuso da cancellata