ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE
cava abbanodanata - collina di S.Eleuterio - Parabita
accanto alla ex fabbrica di calce






fabbrica di calce - Parabita
sulla cima della collinetta di Sant'Eleuterio. La torre di ferro arruginito, visibile da grande distanza, è una caratteristica del paesaggio di questa zona.






Ospedale - UGENTO
Casermone adibito prima ad ospedale militare e poi a scuola agraria, attualmente in stato di abbandono e in vendita.



LITTORINA FERROVIE DEL SUD - EST

Idrovora - Porto Cesareo
foto
www.ankale.altervista.org
CARRAIA CASA ARNEO

VILLAGGIO RESTA
CASELLO FERROVIARIO UGENTO-ACQUARICA DEL CAPO
TELEGRAFO FERROVIA

PONTE FERROVIA
tra Masseria Gialli e Palombaro, Ugento

39°58'15.80"N 18°10'18.97"E
PONTE SU CANALE
abbiamo trovato quest'arcata abbondonata di un ponte su un canalone vicino ai Fani

SANSIFICIO - SANARICA
da trovare

CARDIGLIANO
Villagio costruito negli anni 20-30 per la lavorazione del tabacco e poi abbandonato. Completamente ristrutturato e adibito a villagio turistico.



prima
e dopo la
ristrutturazione
prima
e dopo

il cimitero
privato del fondatore
prima
e
dopo
Articolo scritto da Fernando Scozzi e pubblicato nel 1985 sulla Gazzetta del Mezzogiorno:
Chi da Taurisano procede verso il Capo di Leuca può scorgere su un'altura Cardigliano. Due poderosi pilastri sulla provinciale indicano una strada dissestata dalle piogge e delimitata da un muretto a secco: dappertutto macchie di terra strappate alla pietraia. Qualche ulivo in lontananza e le megalitichc specchie.
La monotonia del paesaggio è rotta dai cipressi del cimitero in cui riposa, tra gli altri, il proprietario di queste terre ed il suo ambizioso progetto di fare della vecchia masseria di Cardigliano, gia proprietà dei Riario-Sforza di Napoli e del principe di Cassano, un fiorente e moderno centro agricolo. Percorrendo ancora un po' di strada ecco, sulla sinistra, due torrette rosse ad indicare l’ingresso del paese; piu avanti le case padronali, la piazza, le fontane ornamentali, i magazzini.
C'e una sorta di angoscioso silenzio in questo luogo, a prima vista si ha I'impressione che il paese sia stato abbandonato per qualche evento spaventoso o per un esodo «biblico» verso il lavoro promesso. La facciata della chiesa, in stile vagamente orientale, dona alla piazza un senso di irrealta e contrappone il tempio alle case dei contadini. Qui abitavano i coloni, i quali, stabilendosi a Cardigliano, ricevevano due stanzette ed un appezzamento di terra da dissodare e coltivare a tabacco.
La teoria di questi appartamenti è interrotta dalla centrale elettrica, dal mulino, dal forno a legna affianco al quale riposa una massicia frangipietre; nella lotta contro la pietraia dei terreni circostanti è lei che ha perso trascinando nella sconfitta anche una vecchia mietitrebbia in disarmo. Da una strada laterale un gregge riempie di belati la piazza e gli immensi magazzini, poi appare il pastore, ultimo abitante e signore solitario di Cardigliano.
Incontriamo, per caso, due eredi del luogo, i fratelli Greco: sono venuti a prendere le ultime cose costretti anche loro ad abbandonare il paese per l’isolamcnto ed il vandalismo. Ci raccontano la storia di questa grande masseria, il cuore di un paese progettato e mai realizzato, che ha vissuto il suo periodo di massima attività nella prima metà di questo secolo. Dopo la prima guerra mondiale, infatti, il Greco, commerciante di tabacco del Basso Salento, acquista buona parte dei terreni di Cardigliano cominciando i lavori di bonifica e di costruzione di un grande complesso edilizio finalizzato alla produzione ed alla conservazione del tabacco. Non si trattava, però, di costruire una masseria tradizionale ma di creare, sull'ultima propaggine delle Serre Salentine, un ambiente favorevole all’insediamento umano in un luogo difficilmente abitale, sia per la scarsa fertilita dei terreni che per la difficile reperibilita della falda acquifera. II paese fu quindi fornito dei servizi indispensabili: energia elettirca, acqua, moderne macchine agricole, mentre la grande disponibilita di manodopera fece in modo che 1'antico feudo disabitato di Cardigliano si popolasse incrementando e sviluppando la produzione agricola.
Ma dopo la seconda guerra mondiale il paese non ha potuto sottrarsi al generate abbandono delle campagne ed ha seguito il destino delle altre masserie di cui rappresenta l’ultima e moderna espressione. L'agonia di Cardigliano riconferma la tradizionale ostilità dei contadini a vivere «relegati» in campagna, ma testimonia soprattutto i grandi problemi dell'agricoltura salentina primo tra tutti quello del tabacco.
(………….)
FARO DI LEUCA

FARO DI PUNTA PALASCIA - OTRANTO
FONTANE PUBBLICHE EAAP - TUTTI I PAESI

fontanelle in ferro del ventennio fascista. Si dice che molte siano state smantellate per metterle in ville private.
CIMINIERA MATINO
la ciminiera di una distilleria, una delle poche rimaste e la più alta.

ACQUEDOTTO POZZO PIEZOMETRICO TAURISANO
si trova accanto a Masseria Grande e all'interno di una pineta
RUDERE TAURISANO
forse si tratta di una fornace, da vedere meglio.
CASELLO DELLE FERROVIE DEL SUD EST - UGENTO

in funzione fino a poco tempo fa, inserito in un paesaggio "antico", vicino al cavalcaferrovia "delle capre"
CAVALCAFERROVIA "DELLE CAPRE" UGENTO

un suggestivo ponticello per il passaggio di persone ed animali
MACELLO - UGENTO
funzionante negli anni 70-80. Ora abbandonato e ridotto in discarica. Questa costruzione recente è un ampliamento della antica masseria Fornari.
CENTRO COLONICO UGENTO
ex stabilimento per la lavorazione dell'uva e del vino. attualmente abbandonato.


CAVA DI BAUXITE OTRANTO
dismessa. vedi pagina laghi e paludi
STAZIONE SEMAFORICA - UGENTO
abitazione a torre, di costruzione non vetusta, probabilmente faceva parte di un sistema di collegamento a telegrafo ottico. abitata.
Chiusa Borbonica
Coordinate = Lat: 41.292381, Lng: 16.119862
Manifattura Tabacchi
Coordinate = Lat: 40.054146, Lng: 18.315088
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