Vedere le montagne della Calabria, e in particolare il Pollino, come in questa foto, è un evento non raro ma neanche comune. Deve essere un giorno di tramontana tersa, tramonto rosso e orizzonte sgombro di nubi.

DESCRIZIONE, PECULIARITA' E LUOGHI DELLA COSTA ANDANDO DA OVEST A EST.

vedi anche www.japigia.com

PUNTA PROSCIUTTO

 

TORRE CASTIGLIONE  

Insenatura con dune alte anche 6 metri. Nelle vicinanze pinete e le famose "spunnulate", doline o sprofondamenti alcuni piccoli altri vere voragini, uno dei più interessanti è tagliato in due dalla strada litoranea (parenzan)

http://www.quisalento.it/pagine/trekk29.html

 

TORRE LAPILLO  

Grosso centro di villeggiatura con spiagge di sabbia in una insenatura chiamata dell'uomo morto. Emblematico sito di abusivismo edilizio.

RETU A GREUTE

è un lembo di costa a circa 200 metri dalla Torre Lapillo, caratterizzato da una piccola e calma insenatura sul fondo della quale c'è una grossa risorgiva di acqua dolce.

 

PUNTA GROSSA TORRE COLIMENA

a circa 2 Km da Torre Lapillo, costa con intervallarsi di piccole insenature di sabbia e scogli.

 

RIVA AZZURRA

tra Torre Lapillo e Lido Stella Maris costituita da un tratto di 3 Km di costa sabbiosa nella parte centrale dell'insenatura dell'omo morto. Dune.

TORRE CHIANCA

Torre Chianca, piccolo borgo di pescatori e stabilimenti balneari è una delle marine di Lecce, deve il suo nome alla diruta torre che faceva parte del sistema difensivo voluto dagli Spagnoli.

Sul versante destro della torre l'insenatura Tabù. Abusivismo edilizio, spiaggia di sabbia, fondali bassi, ritrovamenti archeologici. Nei pressi di torre Chianca, vicino ad un isolotto denominato ' Lu squeiu ', sul fondo del mare sono ubicate sette colonne di cipollino verdognolo, di età tardo romana scoperte casualmente 

prospiciente alla torre l'Isola della Malva.

Tra Torre Chianca e Scala di Furno doveva essere un antico porto romano (Porticciolo della Chianca), il fondo del mare è tutto cospraso di cocci, sette colonne giacciono a 7 metri di profondità (Parenzan)

PORTO CESAREO

  

Già centro basiliano (Portus Sasinae), è oggi un notevolissimo centro turistico, con 17 chilometri di spiagge che guardano verso un arcipelago di isolotti, il più noto dei quali è l'Isola dei Conigli.Anche da questo lato, la costa si presenta a tratti alta e rocciosa a tratti bassa e sabbiosa, mentre l'interno è composto da fitti boschi e rocce brulle. La più nota è l"Isola Grande detta anche "Isola dei Conigli". In estate, la località si riempie di turisti attratti dall’ ottima organizzazione balneare, dai numerosi villaggi, dalle caratteristiche vie del borgo antico che si estende su una piccola penisola, caratterizzata da due riviere, la "Riviera di Levante" e la "Riviera di Ponente", dal piccolo porticciolo, attracco delle tipiche barche dei pescatori.

Porto Cesareo è famosa anche per le squisite triglie che si pescano solo nel suo mare, dove cresce un tipo particolare di alga che conferisce un gusto ancora più saporito a questo pesce.

Il fascino di Porto Cesareo è anche dato dalle acque cristalline e dai lunghi lidi sormontati da dune ricoperte di macchia mediterranea.

 Il paese è inoltre sede di un centro di ecologia marina che controlla lo sfruttamento delle risorse ittiche e di un importante museo di biologia marina (fondato da Parenzan) dove si ammirano specie rare di pesci. 

Bellissimo esempio di macchia a ginepro i cui esemplari arborei sono stati definiti tra i più belli d'Italia ed inseriti negli habitat prioritari della CEE.

Su uno scoglio, denominato 'Su Mujusu' per il fondale marino fangoso (dialettalmente il fango è detto 'moja'), è stata riscontrata la presenza di un tipo di iris definita 'revoluta nova specie', dal fiore viola scuro e dal profumo pungente, che cresce solo su questo scoglio in tutta Italia.

Ma la grande ricchezza di Porto Cesareo è rappresentata dal suo mare, tanto prezioso che per la sua tutela è stato istituito un Parco Marino Nazionale.

Nell'area protetta, compresa tra Punta Prosciutto (limite di confine con la provincia di Taranto) e Torre Inserraglio, si trova la cosiddetta 'prateria sommersa' di Fanerogame, una rarità biologica che merita di essere difesa e che offre ossigeno, rifugio e nutrimento a numerosi organismi marini. A questa verde prateria, sviluppata sulla sabbia, si contrappone l'esuberanza delle forme del coralligeno, che predilige i fondali rocciosi. Le immersioni nel Parco offrono scenari meravigliosi, abitati da crostacei, molluschi, pesci variopinti e da affascinanti tartarughe.

La Stazione di biologia marina è stata fondata nel 1966 da Pietro Parenzan, l’insigne studioso che tanto ha fatto per la conservazione e la valorizzazione dei mari di Puglia. Si compone di un Museo di storia naturale marina, di una Biblioteca e da un Laboratorio scientifico. Qui si possono ammirare le collezioni di molluschi marini e micromolluschi, pesci tropicali del Mar Rosso e Oceano Indiano, pesci abissali dello Ionio e altro ancora. In totale sono esposti circa 900 reperti. Di particolare interesse un grande esemplare di tartaruga Caretta e uno di foca monaca. In una costituenda “ sala della pesca di Porto Cesareo” sono asposti, in resina, i modellini dei pesci pescati nella zona. Cospicuo è pure l’Algario (circa 700 reperti) e la collezione di conchiglie raccolte su tutto il litorale pugliese.

Il porticciolo di Porto Cesareo è costituito da due banchine lunghe 30 metri, da altre due lunghe 25 metri e da uno scalo di allaccio. I fondali sono di 2,4 metri, eccetto sul lato Sud-Est dove l’insenatura è completamente insabbiata.  Offre un sicuro rifugio a piccole navi con pescaggio non superiore ai 3 metri. Predominano i venti di Tramontana e Scirocco.(1)

FRECCIA

foto di http://www.panoramio.com/user/1387948

LE COLONNE SOMMERSE

sulla direttrice che congiunge la scogliera su cui sorge Torre Chianca con lo scoglio denominato Lu Scueiu si possono osservare alcune misteriore colonne adagiate sul fondo. Giacciono a una profondità di 7-8 metri, misurano una lunghezza di 8 metri e un diametro di 1,2 metri. Sono fatte di marmo cipollino provenientedall'isola di Eubea.

(A chi arriva oggi in questo centro, più che dalla natura, viene colpito dal proliferare delle case abusive e dalla folla di villeggianti. Agli onori della cronaca anche per una discussa statua a Manuela Arcuri)

http://www.salentonline.it/BludiPuglia/pcesareo.htm  itinerario subacqueo porto cesareo

RIVA DEGLI ANGELI

spiaggia di sabbia con dune.

BAIA PICCOLA PORTO CESAREO

è un'area dell'Isola Grande compresa tra la Punta ti l'auceddhi e lo Sperone e costituisce il Porto delle Pignatte. In questa zona di mare nel 1973 fu ritrovato un anello d'oro con su scritta una frase augurale in alfabeto fenicio.   Il fondale marino di questa parte d'isola è compreso da cocci, massi e pietre, sicuramente materiale di costruzione diroccato o di un molo.
Il popolo volgarmente definisce tali reperti ''pignate'', mentre è accertato sia materiale e ceramiche del periodo antico (greco e romano).
Su di un lato del porticciolo è visibile una tomba medievale scavata nella roccia.
Nella stessa zona sono state rinvenute in passato lucerne, piatti e monete d'oro del periodo di traiano.

LA STREA  PORTO CESAREO

Tra Porto Cesareo e Torre Squillace è una delle più belle zone di Porto Cesareo. E' una penisola lunga e sottile in direzzione delle isolette. Il luogo è molto interessante soprattutto per i recenti rinvenimenti dei resti di un villaggio di antichissima formazione.

BACINO GRANDE

Tra Belvedere e Lago Sereno, in posizione centrale nell'insenatura dell'omo morto. Bacino Grande deve il nome ad un laghetto artificiale degli anni '40, in un primo tempo utilizzato per il deflusso delle acque piovane, al momento collegato al mare da una serie di canali e vivaio per l'itticoltura.

BELVEDERE

Tra Torre Chianca e Bacino Grande. Innumerevoli scogli e isolotti affioranti.

 

ISOLA DEI CONIGLI o ISOLA GRANDE

Si può accedere a guado durante la bassa marea. L'isola dei conigli fa parte dei biotipi di importanza vegetazionale inclusi nell'elenco fornito dalla società botanica italiana. Trattasi di un ecosistema quasi incontaminato in procinto di essere inserito in area vincolata per interesse paesaggistico. Quest'isolotto, assieme ad altri più piccoli, rappresenta un minuscolo arcipelago dal fascino tropicale per i fondali bassi, pescosi e limpidissimi. E' meta di campeggio estivo.

 

ISOLA DELLA MALVA

Si può accedere a guado nei pressi del Bacino Grande. E' nelle vicinaze dell'isola della Chianca, presso la torre omonima. Secondo le dicerie del posto su questa suddetta sono stati trafugati reperti archeologici di inestimabile valore.
Alcuni scheletri umani ritrovati in una fossa comune.

 

ISOLOTTO O SCUEJU TE LA TAERNA

Trattasi di un isolotto affiorante di infima superficie visibile dalla costa di levante di Porto Cesareo e vicinissimo a questa. Tale scoglio è caratterizzato dal fondale marino estremamente fangoso, molto scuro e costituito da una folta presenza di alghe marine.

LAGO SERENO

Trattasi di un'area costiera  racchiusa tra l'ultimo lembo di Torre Chianca e i primi arenili di Bacino Grande. Spiaggia di sabbia con dune. Massiccio abusivismo edilizio.

 

LIDO STELLA MARIS

Trattasi di un'area  ubicata tra Bacino Grande e Lago Sereno, a metà strada tra Porto Cesareo e la frazione di Torre Lapillo, posta tra i lidi di Belvedere e Lago Sereno. Si può ammirare un laghetto artificiale degli anni '40, in passato utilizzato per il deflusso delle acque piovane, attualmente collegato al mare da una serie di canali e vivaio per l'itticoltura.

LE DUNE

Trattasi di un'area  costituita da una insenatura che partendo dall'estremo lembo di Porto Cesareo arriva fino a torre Chianca. Innumerevoli scogli affioranti, spiaggia con dune alte. Massiccio abusivismo edilizio.

LI FERRETTI

Trattasi di una località dal caratteristico fondale e  presenza di numerose isole.

ha un fondale costituito da sabbia melmosa, ricca di alghe filiformi e per un tratto la profondità e di poche decine di cm. Nel fondale si trovano numerosi molluschi a forma di cono che sembrano fermacapelli, da cui il nome. Isolette disposte parallelamente alla costa.

LU FURNIEDDU

Piccolo porticciolo ubicato sull'isola Grande o dei Conigli di Porto Cesareo caratteristico per le costruzioni di pietra a secco. in passato la di questo luogo era utilizzata per la preparazione di impacchi contro l'artrosi ed i reumatismi. 
recenti studi hanno confermato che le proprietà terapeutiche di tale sabbia derivino da un'alga medicamentosa che cresce nelle vicinanze dell'isola Grande.

 

LU PUESTU TE LI CUPIRTINISI

Una casupola di pietre cementate si ritiene fosse un luogo attrezzato al cambio dei cavalli. Costruzioni simili si possono trovare lungo tutta la costa e nacquero prima delle torri costiere.

ISOLA DELLA CHIANCA

Trattasi di un'isola disposta in senso longitudinale alla costa, ubicata in una insenatura particolare di fronte alla omonima torre. Si può accedere a guado.

ISOLA CUCCIU MANEDDA

isola di scogliera visibile dalla litoranea che porta a torre Chianca, all'altezza della località detta ''Scala ti Furnu'', prima di località ''Le Dune''.
Dai pescatori tale isolotto è denominato ''Cucciu Manedda'' o ''Curciu Manedda''.
Tale toponimo è dovuto al fatto che l'isolotto diventa dimora di uccelli di mare volgarmente detti ''cacamargiali'' che vi si ''accucciano'' oppure per la particolarità della roccia.

Tra la costa e l'isola, si segnala nel fondale marino i resti di un'antica strada lastricata di pietre.

ISOLETTA TI LU CAPPARONE

isolotto affiorante visibile sullo specchio portuale di ponente di Porto Cesareo disposto sul versante opposto dello Scoglio dell'occhio rosso sempre all'ingresso del porto. 
Molto caratteristico in quanto la sua superficie assomiglia ad un cappello dalle falde larghe o meglio ad una cappa che galleggia sul mare

 

KIANCA D'ABRAMO

Trattasi di una zona situata a ridosso dell'estremo lembo dell'isola dei Conigli. Sulla punta estrema di Kianka d'Abramo è visibile un macigno, in parte frantumato da proiettili di cannoncini durante le esercitazioni belliche della II guerra mondiale.
Nelle vicinanze vi è un pozzo d'acqua dolce, molto antico

SCOGLIO DEL CAMPO

Scoglio di forma piatta, alto rispetto al livello del mare, piccolo di superficie.
Esso è visibile interamente solo durante la bassa marea e nel periodo delle secche, a marzo e aprile.
Lo scoglio del Campo è ubicato a destra dell'isola Grande. Il tratto di mare tra lo scoglio del Campo ed un punto più ad ovest chiamato ''Li Utti'' in gergo locale è definito ''li scaledde'' o ''la scaledda'' in quanto la  la profondità aumenta all'improvviso

SCOGLIO DELL'OCCHIO ROSSO

isolotto affiorante particolarmente interessante per il colore caratteristico dovuto alla vegetazione. Attorno a tale scoglio, in passato, sono sorte diverse leggende legate al colore caratteristico ritenuto ''sangue'' del diavolo al tramontare del sole. L'ubicazione di tale zona è individuabile all'interno del porto di levante, a ridosso dell'isola grande o dei Conigli.

SCOGLIO LU PILU

isolotto dalle piccolissime dimensioni caratteristico per la crescita di una particolare erba marina. Tale fibra veniva essiccata al sole e ridotta in filamenti dopo una forte battitura (pili) e si costruivano corde e nasse.
Tali filamenti erano definiti pili (peli, peluzzi).
il luogo circostante ha un fondale bassissimo per un raggio di circa 50 metri, per poi crescere all'improvviso fino a 20 metri.

TABU'

 ultimo lembo ad est dell'arcipelago comprendente l'isola Grande di Porto Cesareo. Numerosi scogli affioranti e dune alte

LU MUJUSU

Isolotto dalla caratteristica forma circolare molto interessante per la flora acquatica e terrestre.

S.ISIDORO

Insenatura con spiaggia di sabbia e fondali bassi.

Questo piccolo centro abitato, si è sviluppato negli ultimi anni e prende il nome dall'antica torre costiera che si affaccia su una lunga distesa sabbiosa che si divide in due isolette chiamate 'Lido dell'Ancora e Fiascone'. (1) Qui c’è una nota vendita di cozze nere.

 Siamo a Torre Sant'isidoro, ormai la costa è divenuta completamente bassa e sabbiosa. In questo tratto la spiaggia forma una curvatura di circa un chilometro, fino a fermarsi nei pressi di Torre Squillace.
Sulla punta sinistra della baia, sorge Torre Sant’Isidoro, e proprio di fronte ad essa, posto a pochi metri, c’è un isolotto bellissimo e bassissimo che si allunga in mare, assumendo come per incanto, la forma di una mano che sta accarezzando l’acqua. Questo è l’inizio della costa di Porto Cesareo che è un’interminabile catena di dune sabbiose, le quali, coronano alcune delle spiagge più belle del Salento, è sicuramente uno dei tratti di mare più belli e puliti d’Europa.

 

TORRE INSERRAGLIO

 in corrispondenza di questa località non incontriamo nessun centro urbano, né abitazioni di nessun tipo, salvo un complesso residenziale: il residence villaggio Tramonti. La costa non permette un facile accesso al mare, è infatti in buona parte bassa, ma con scogliera molto irta. Date queste caratteristiche, solo avvalendosi di alcune pedane di legno si può raggiungere il mare, queste ultime sono messe a disposizione negli anni più recenti da stabilimenti che sorgono proprio allo scopo di rendere balneabile e fruibile turisticamente questo posto di incanto. Quando nelle foto la costa appare più alta, si è in prossimità di una località attigua a Torre Inserraglio, anche questa caratterizzata dall'assenza di stabili insediamenti urbani: Torre Uluzzo, che prende il nome della torre di guardia costiera che vi sorge.

Vacanze Torre Inserraglio - Puglia

BAIA DI ULUZZU

zona di scogliera ricca di testimonianze preistoriche

PORTOSELVAGGIO  

foto Maurizio Manna

wpeA.jpg (39548 byte)

Portoselvaggio è situato in territorio di Nardò, sulla litoranea S.Caterina - Porto Cesareo.
Con una legge del 1980, la Regione Puglia volle tutelare questa zona di particolare fascino paesaggistico, storico, ambientale, istituendo un Parco Naturale di 432 ettari di costa di cui ben 268 di superficie boschiva che comprende alberi di pini d'aleppo, pini italici e pini marittimi.
Lungo una serie di sentieri che tagliano il bosco, costeggiato da una scogliera che si specchia in un mare cristallino, si può raggiungere la Baia di Uluzzo, un giacimento paleolitico con manufatti in pietra e resti di grandi mammiferi (rinoceronti, cervidi, bovidi, equidi) di sì grande importanza da dare il nome ad un orizzonte arcaico di particolare importanza, il cosiddetto 'uluzziano'. Subito dopo si incontra la prima delle numerose grotte di cui è ricco questo tratto di costa, la grotta di Capelvenere, che prende il nome da una pianta di felce capelvenere.
In questa grotta sono stati ritrovati reperti che risalgono ai primi insediamenti messapici, romani e  medioevali.

Salendo lungo un sentiero, per molti tratti gradinato, si giunge fino alla Torre dell'Alto, una delle piu' poderose fortificazioni aragonesi costruite a difesa della costa salentina , oggi è la sede del museo di biologia marina.
Sull'orlo di una strapiombo di 50 metri che finisce a picco nel mare, c' è la Dannata, un precipizio in cui, nel XIX secolo, cercò volontariamente la morte una ragazza che voleva sfuggire allo 'jus primae noctis' (diritto della prima notte) imposto da GianGerolamo Acquaviva, conte di Conversano e duca di Nardò, il famigerato 'Guercio di Puglia'.(1)

 http://www.quisalento.it/pagine/trekk30.html trekking

http://www.salentonline.it/BludiPuglia/tinserraglio.htm  itinerario subacqueo

Caletta FRASCONE

foto Maurizio Manna

TORRE DELL'ALTO - LA DANNATA

LADANN~2.JPG (229233 byte) La Dannata è questa rupe su cui sorge la Torre dell'Alto. Segna l'inizio del Parco di Porto Selvaggio.

SANTA CATERINA

 

 

LE QUATTRO COLONNE

Santa Caterina è una marina di Nardò, dal quale dista  7 km, centro balneare di grande valore ambientale e naturalistico, grazie alla tranquilla e verdeggiante pineta, le grotte naturali ed un limpidissimo mare.
Santa Caterina è sormontata dalle due vicine torri di "Santa Caterina" e "Dell"Alto".

Dalle alture di questo piccolo centro turistico si può ammirare il litorale salentino delimitato da Gallipoli verso sud e dal parco naturale regionale di Porto Selvaggio verso nord.             Alle spalle del tratto di costa che va da Santa Maria al Bagno sino a Santa Caterina, vi sono le Cenate, una delle zone residenziali più belle del Salento ed il suo nome deriva dall’ uva “acenata”. (1) Di interesse in questa zona le ville in stile moresco.

Questi poderosi torrioni sono ciò che rimane di una solida fortezza costruita nel 1600, per difendere le nostre coste dalle incursioni dei saraceni; vi stazionavano soldati addetti alla sorveglianza, che dovevano segnalare con prontezza l'avvicinarsi dei pirati.
L'antica torre fortificata crollò probabilmente non molto tempo dopo la sua costruzione, in seguito a qualche incursione nemica o a fenomeni tellurici, ma le quattro torri superstiti hanno mantenuto intatta nei secoli la loro maestosità.
Questa località veniva ricordata anticamente come la "Torre dei fiumi", perché, nelle vicinanze, alcuni piccoli rivoletti d'acqua dolce scendono dai monti vicini verso il mare e poi si uniscono in un'unica sorgente.
Per questo motivo sorse, nel 1600, la necessità di costruire l'antica fortezza delle Quattro Colonne, che doveva servire appunto per controllare la costa dagli sbarchi dei pirati, che certamente conoscevano l'esistenza di quest'acqua dolce e leggera ed erano invogliati a rifornirsene.
Sino a qualche decennio fa, le popolazioni vicine ne apprezzavano le proprietà diuretiche, e non solo ne bevevano sul luogo durante le gite e le vacanze, ma ne riempivano recipienti di tutti i tipi, che portavano nelle loro case.
Oggi non si assiste più a scene del genere, i tempi sono cambiati, ma l'attrattiva delle "Quattro Colonne" e delle vicine "sorgenti" è ancora forte: la località è ancora meta di tanti turisti che, specialmente nella stagione estiva, si soffermano ad ammirare i luoghi; e forse qualcuno torna indietro nel tempo col pensiero, e cerca d'immaginare la vita di qualche secolo fa, su queste coste.Le Quattro Colonne

LA MONTAGNA SPACCATA  

Scogliera scavata per far passare la strada litoranea. Recentemente, dopo numerose polemiche, è stata "stozzata" per evitare frane.

 

In direzione interna, allontanandoci dal mare, ci sono delle vecchie cave abbandonate che sono una prova di un passato non lontano durante il quale l'area veniva sfruttata intensamente, sempre ad opera dell'uomo. Tra i campi, ci sono altre testimonianze della presenza dell'uomo: antichissime, come Menhir o Grotta Cappuccini in territorio di Galatone, o più recenti, come l'Abbazia di San Mauro, sulla Serra dell'Alto Lido, in cima ad uno sperone roccioso a picco sul mare.
In questa area ci sono delle interessanti aree boschive, opera di rimboschimenti di Pino d'Aleppo, Acacia ed Eucalipto. La zona rocciosa lungo la costa invece custodisce elementi di macchia mediterranea, come il Mirto, il Lentisco, e alcune specie che crescono lungo le rupi come la Scrofularia lucida e varietà caratteristiche della flora del luogo: la Campanula versicolor, l'Alyssum leucadeum.
Lungo un tracciato che parte dalla litoranea, nei pressi della montagna spaccata, si raggiunge la Torre dell'Alto Lido (71 metri sul livello del mare). Qui sono stati ritrovati manufatti in selce, ceramiche e ossidiane che suggeriscono una frequentazione umana della zona già dal Neolitico.

Il Sito di Importanza Comunitaria "Montagna Spaccata e Rupi di San Mauro" ricade nel territorio dei Comuni di Sannicola e Galatone. La Regione Puglia ha disposto un finanziamento per la redazione del Piano di Gestione del S.I.C., affidandone la realizzazione ai due Comuni interessati. Il Piano di Gestione ha lo scopo di regolamentare l'uso del territorio in modo da garantire la ricostituzione e poi una conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e seminaturali e delle specie di fauna e flora selvatiche di interesse comunitario.

Il Sito di Importanza Comunitaria denominato "Montagna Spaccata e Rupi di San Mauro", esteso per 151 ettari, interessa il territorio comunale di Galatone e Sannicola lungo la costa jonica, per il tratto che va da Rivabella e Lido Conchiglie a nord, e la S.P. 194 a sud; sulla costa si sviluppa per circa 10 km, si allunga nell'entroterra per circa 14,5 km. Il SIC rientra nella regione biogeografica Mediterranea.
Montagna Spaccata e Rupi di San Mauro è Sito di Interesse Comunitario grazie alla presenza di alcune rare specie e a rischio, come alcune specie orchidacee in habitat di pseudosteppa, nonché alcuni cosiddetti "Percorsi substeppici di graminee e piante annue (Thero-Brachypodietea)", che contraddistinguono la quasi totalità dell'area delle Rupi di S. Mauro e, a mare, di erbari di Poseidonie.
La costa compresa da Lido Conchiglie, a nord, alla località Rivabella, a sud, è contrassegnata dall'affioramento di terreni sabbiosi che risalgono all'Olocene. Lungo la costa, inoltre, si erge un cordone dunare fino a 10 m. di altezza composto da sabbie calcarenitiche. In fine l'area della litoranea è costellata da depositi marini terrazzati ricchi di fossili.

http://www.salentoviaggi.it/parco-montagna-spaccata-rupi-san-mauro.htm

SANTA MARIA AL BAGNO

 

Santa Maria al Bagno é un grazioso paesino del Comune di Nardò posto nel mezzo della favolosa baia che va da Gallipoli fino alla punta di Santa Caterina, altro centro turistico della marina di Nardò. Santa Maria al Bagno nasce come porto poiché vi trovavano rifugio le navi a causa del mare in tempesta, fu poi frequentata dagli abitanti di Nardò per gli scambi commerciali; in seguito, vista la bellezza del mare e della sua costa, i signori di Nardò incominciarono a costruirvi le loro dimore estive, ubicate a qualche centinaio di metri dal mare.

Nel medioevo fu ripetutamente saccheggiata da pirati e saraceni, in particolare, furono i Veneziani che, dopo la caduta di Gallipoli nel 1484, gli crearono più danni.
Gli abitanti furono costretti ad abbandonare Santa Maria al Bagno, riparando nei paesi vicini dell'entroterra. Le incursioni si protrassero per secoli. Per difendere le popolazioni da questi attacchi, nel 1563, Carlo V realizzò un programma di difesa delle coste costruendo una lunga catena di torri di avvistamento, a quell'epoca risale infatti la torre del Fiume di Rivabella.

Ora il paese è sede di villeggiatura degli abitanti dei comuni vicini e dei turisti alla ricerca di acque cristalline e coste selvagge.
Santa Maria al Bagno sorge in uno scenario caratterizzato da un alternarsi di rientranze e sporgenze, punte aspre e dolci pendii, boschi e pinete.

La costa é bassa e comoda per la discesa al mare. Per gli amanti della spiaggia, basta spostarsi al centro del paese dove c'è una spiaggia piccola (1)

LIDO CONCHIGLIE

 

Lido Conchiglie frazione del Comune di Sannicola, è un piccolo centro balneare sul versante Ionico della penisola salentina. Dista circa 30 km. da Lecce e a soli 5 km. da Gallipoli. La costa si estende per circa 2 km. e comprende: un tratto di scogliera alta, ideale per chi ama fare dei bei tuffi e per gli amanti della pesca; un tratto di scogliera bassa, consigliato a chi desidera esplorare i fondali marini; un ampio tratto sabbioso con spiaggia libera e alcuni stabilimenti balneari che si estende per altri 3 km. toccando le località di Le Canne, Padula Bianca e Rivabella.

Le origini di Lido Conchiglie  risalgono al 1938 ma la zona circostante risulta esistente sin dal periodo che va dal III al VII millennio avanti Cristo quando, uomini del paleolitico fissarono in questi luoghi la loro dimora, derivati dallo studio sul rinvenimento di cocci d'argilla, di resti umani, dai frammenti di ceramica nei pressi della Torre dell'Alto Lido e nella grotta situata sotto l'attuale Montagna Spaccata (un costone roccioso a picco sul mare e a ridosso di alti scogli). (1)

TORRE SABEA

GALLIPOLI  

 

dalla darsena accanto all'ex-distilleria, un evanescente sentiero porta alle spalle dell'ospedale vecchio. Costa alta di calcarenite franosa copera da alberi di caprifico, arginature con scaloni in cemento.

ISOLA S. ANDREA

L'isola, distante un miglio dalla costa, è un importante sito naturalistico protetto. L'isola è molto bassa e all'interno si trova una laguna salmastra e il grande faro. Stazione del raro gabbiano corso.

TORRE SAN GIOVANNI DELLA PEDATA

LIDO SAN GIOVANNI

BAIA VERDE

ALBERGHI

PUNTA DELLA SUINA   (scoju tunnu)

uno scoglio che si stacca dalla costa e segna il passaggio dalla costa rocciosa che va da poco dopo gli alberghi fino a qui, quindi inizia la spiaggia del pizzo. La circonferenza subacquea dello scoglio è tempestata di piccole cozze nere, il fondale è sabbioso.

TORRE PIZZO

IL PIZZO   vedi SCHEDA Pizzo

il "pizzo" del Pizzo

aspetti della costa vicino al Pizzo, rocciosa, bassa, brevissimi tratti di sabbia conchiglifera grossolana.

costa pizzo 2.jpg (645476 byte)costa pizzo 3.jpg (375717 byte)costa pizzo 4.jpg (1264717 byte)

L’estremità appuntita che chiude la baia di Gallipoli, detto anche capo Cutrieri. Vi troviamo la Torre del Pizzo, la spiaggia libera ed attrezzata e la masseria di Mattina, luogo di villeggiatura per Vip. Carrarecce in terra battuta e sassi  percorrono il Pizzo in mezzo a una macchia bassa, spesso impraticabile, ricca di rosmarino, timo, lentisco e orchidee in primavera.

v. anche la sezione Esplorazioni

http://www.ceridoc.it/Itinerario.asp?idIt=177

http://digilander.libero.it/legambientelecce/sos2.htm

 

 

MANCAVERSA  

al confine tra il Pizzo e Mancaversa questo suggestivo posto, un passaggio che taglia in due una collinetta di calcarenite friabile, ma potrebbe essere anche una duna fossile. Superato il passaggio vi è la costa bassa, di calcarenite, un bunker e sulla destra inizia la macchia del Pizzo.

costa mancaversa1.jpg (283729 byte)

Mancaversa è la marina di Taviano; il nome si dice che derivi dal fatto che i pescatori gallipolini definivano in tale maniera la parte di costa sul versante sinistro, mancino (versa-manca, Mancaversa) dopo il Pizzo. Un altro significato, derivato però dal termine dialettale di Baccaversa, cioè 'barca rivoltata'.
Il primo nucleo di case a Mancaversa fu costruite intorno agli inizi del 1900.

Nel periodo estivo la Marina si riempie, oltre che dagli stessi cittadini tavianesi e dei paesi limitrofi, anche da tantissimi turisti che sono attratti dal mare pulito e incontaminato, dalla tranquillità della cittadina.

Nell'entroterra Mancaversa prende ancor di più per il verde curato che sovrasta le bianche costruzioni, per i Parchi e i giardini atti a trascorrere il tempo libero specialmente con i bambini, per le numerose strutture sportive (campo di calcio, calcetto, campi da tennis e da bocce oltre a percorsi per la corsa campestre), per le accoglienti e attrezzate strutture ricettive (alberghi,locande, residence e turismo familiare), per le invitanti e caratteristiche strutture di ristoro, mèta di buongustai alla ricerca di sapori locali antichi e nuovi.(1)

TORRE SUDA

Prende il nome da una torre costiera a forma circolare alta 13,5 metri, risalente al XV secolo, dipinta di bianco, così chiamata perché dalla base, che contiene una cisterna di acqua, ne trasudava il liquido. Affollata località estiva, si organizzano spesso spettacoli musicali e sportivi. Ndelle vicinanze della torre una costruzione in stile moresco e le “bagnarole”, piccole vasche scavate nella roccia dove si facevano i bagni di mare nell’800.

dalla Bella Napoli alla darsena

costa verso Nord, a destra la pizzeria Bella Napoli

 

 

prima di arrivare alla torre, una serie di ville signorili tra cui spicca questa in stile moresco.

U "MILIU"

dal nome di una vecchia pescheria dove oggi è il ristorante Ripatemare. Costa rocciosa molto bassa.

alberi dietro il ristorante, il bunker e i resti di una vasca in cemento per la cura delle cozze.

CAMPORE

   

subito dopo u Miliu la strada litoranea fa una curva allontanandosi poco dalla costa da cui è separata da alcune piccole case. Costa rocciosa irregolare alta fino a due metri con "palastre", l'erosione marina ha prodotto numerose "pozzelle" e scolpito la roccia di calcarenite ("munti pizzuti") formando talvolta delicate trine. Vi troviamo un bunker della guerra e uno scivolo in cemento per l'alaggio di piccole imbarcazioni.

VALERIANO

località di “seconde case” estive.

questo breve tratto di costa si differenzia per la presenza di piccoli accumuli localizzati di ciottoli di dimensioni dai centimetri al metro. Alcuni di questi ciottoli sono di granito, fatto insolitoe che ho trovato solo in questo punto.

grotticelle di erosione nell'insenatura del valeriano. Quando il mare è agitato si formano dei "soffioni" dalle fenditure delle rocce.

Si notano tracce di "gradini", forse un tempo era una bagnarola.

PILELLA  (italianizzato, più corretto: Pileddra: piccola pila (vasca di pietra)) CAPILUNGO

GIANNIPERO, SCIANNUPULU

località di "seconde case", costa rocciosa bassa.  Nulla di particolare da segnalare.  La roccia della costa è formata da due strati di calcare. Quello inferiore, più compatto, è coperto da una colata rossa di pochi centimetri di spessore, su questa vi è lo strato di calcarenite più tenera. Pochi i punti agevoli per la balneazione.

 

                                                              sullo sfondo lo Jonico                        antica casa padronale

piccola insenatura                                  pila scavata nella calcarenite                antica cava di estrazione di conci

fioritura di finocchio di mare                                                                                  palastre

CAPILUNGO

una grotticella di crollo nei pressi della rotonda di Capilungo

MARE DEI CAVALLI

insenatura dove la costa diventa alta, fino a 4-5 metri, simile a quella vicina del Mare dei Diavoli, ha la caratteristica di avere una spiaggetta ciottolosa e una formazione di rocce stratificate che sembrano gettarsi in mare.

in questo tratto, dove la litoranea si allontana relativamente dalla costa, troviamo un lembo di macchia mediterranea con cespugli a "cuscino"

 

i bianchi strati di roccia calcarea con una forte inclinazione verso il mare.

 

due minuscole grotticelle si trovano dove la costa diventa più alta, come nella vicina Pilella, troviamo lo strato roccioso rosso "a colata" che qui ha formazioni più evidenti e variegate.

 

nell'insenatura del Mare dei Cavalli vi è questa relativamente ampia cavità di crollo/erosione

----------------------Ottobre 2007, dallo Jonico a Mare dei Diavoli, 1 Km in linea retta, 1 ora e 45 minuti.

JONICO

dove la strada forma una curva in corrispondenza del ristorante Jonico, la costa rocciosa diventa un poco più alta. Tratto di costa poco frequentato d'estate, fuori stagione preferito dai pescatori. La linea di costa è un pò più varia formando minuscole insenature e piccole cavità di erosione.

in alcuni tratti la roccia assume forme "prismatiche"

MARE DEI DIAVOLI

una insenatura rocciosa così chiamata perché qui la costa è più alta e il mare più profondo. Secondo una leggenda fu invece chiamata così perché vi naufragò una nave di Pirro che andava a combattere contro Taranto. Gli autoctoni, non avendo mai visto elefanti, li chiamarono “diavoli”.

Da rilevare la presenza di una piattaforma rocciosa alta 5-10 metri dalla quale i ragazzi più coraggiosi si tuffano. nel mare, alla base di questa roccia, si trovano i resi di una automobile.

Il fondale all'interno della insenatura è sabbioso e vi sono correnti di acqua fredda salmastra.

la piattaforma rocciosa da cui ci si tuffa, alta 6 metri sul mare, acqua profonda 4 metri.

a sud dell'insenatura la costa diventa gradualmente più bassa.

si trovano delle "marmitte" di erosione che comunicano con delle grotticelle a loro volta comunicandi con il mare.

POSTO ROSSO (STELLA MARINA)

Piccola località di villeggianti locali così chiamata da una costruzione rossa usata dai pescatori come punto di riferimento sulla riva.  Costa bassa e rocciosa. Quando è bassa marea escono dall’acqua le “palastre”, piattaforme rocciose sulle quali è piacevole camminare alla ricerca di patelle e di granchi (cozzemateddhe e caore).

Da Mare dei Diavoli a Posto Rosso: tratto di costa uniforme con scogli tormentati e resi aguzzi dal mare, in alcuni tratti sono consumati dal calpestio dei bagnanti. Numerose buche piccole e più grandi a qualche metro dalla riva comunicano con il mare.

 

alcuni buchi comunicanti con il mare. In questo a destra sgorga una discreta sorgente di acqua dolce.

Da Posto Rosso a Mare Verde: dopo un primo tratto pianeggiante frequentato da numerosi bagnanti, inizia un tratto di costa poco frequentato per gli scogli così aguzzi che non è possibile trovare un posto per sedersi. Sulla pietraia tra la litoranea e la linea di costa ci sono i cespugli a "cuscino".

 

le infiorescenze di Scilla Marina (Cipuddrazzu)

i "canaleddri"                                                                                                                   i "tuffi"

la casa rossa                                            la chiesetta di Posto Rosso

l'ex ristorante "Stella Marina"

MARE VERDE

così chiamato perché la luce, riflessa dal fondo sabbioso, fa assumere all’acqua di mare una colorazione verde.

INSENATURA DEL PICOLO RISTORO

alla base di questa insenatura, dalle rocce tormentate e fratturate, vi è una discreta grotticella. Al centro dell'insenatura, a circa 10 m di profondità vi è una antica e grossa ancora.

 PAZZE

Località della marina di Ugento così chiamata dall’isoletta a 100 metri dalla riva. “Pazze” deriva da Pax perché vi fu firmato un trattato di pace tra i romani ed Annibale. Costa bassa rocciosa tranne due lingue di sabbia prodotta dallo sgretolamento della duna fossile sulla quale sono stati rinvenuti resti di un villaggio preistorico. D’estate queste due spiaggette sono piene di bagnanti e chi è più bravo raggiunge a nuoto l’isola.

Il fondale tra la costa e l'isola, profondo al massimo 10 m. è costituito da sabbia compatta su cui troviamo grandi massi, anemoni di mare, sogliole, le onnipresenti oluturie e alcuni piccoli banchi di posidonia. Sulla destra dell'isola vi è subito una depressione di circa 15 metri e poi un piccolo bassifondo su cui si può toccare con i piedi. 

L'Isola di Pazze

a sinistra gli alberghi e la duna fossile, a centro Torre San Giovanni, a destra l'isola di Pazze

v. insediamento preistorico Pazze

Il nome sembrerebbe derivare da Paxos: qui, secondo la leggenda, nel 470 a.C. fu sancita la pace tra i greci di Taranto e la lega Messapica guidata da Ugento. Ovviamente non potremo mai avere certezza se questa vicenda è veramente accaduta e se l'isola della pace era davvero questa.

La costa, bassa ed a tratti sabbiosa, permette di fare il bagno senza rischi. Dalla piccola spiaggia all'isola il mare non è mai più profondo di 7/10 metri. I fondali sono di arenaria bianca, per molti tratti non coperti da vegetazione. Molluschi e ricci popolano in gran quantità il fondale.

L'isola di Pazze ha una forma tozza anche se, vistra dalla litoranea, sembra quasi distesa parallelamente alla costa; fa da protezione naturale a questo breve tratto di costa, attenuandone il moto ondoso e proteggendone il piccolo lido sabbioso. E' possibile giungere sull'isola a nuoto in 10/15 minuti. L'isola è appena uno scoglio lungo meno di 200 metri e con rilievi che non superano i due metri.

TORRE S.GIOVANNI

  il porto con la torre

il porto e la costa dietro la torre

 

Torre San Giovanni, marina di Ugento, l’ antica Auxentum, la cui torre fu edificata in riva al mare nel 1563 in prossimità delle rovine dell antico porto romano, è una delle più conosciute fra le località della zona. Il paesaggio è molto suggestivo: una folta fascia pinetata si protende fin sulla spiaggia di sabbia fine e bianca; basse dune rigogliose di macchia mediterranea arrivano fin quasi a lambire il mare.

I migliori campeggi sono situati sotto gli splendidi pini, che offrono un ombra ristoratrice sotto il caldo sole estivo.(1)

In questa zona, un tempo vergine, si sono costruite numerose abitazioni abusive, un grande albergo, un campeggio, bar, ristoranti e due villaggi turistici per tedeschi. Si continua a costruire con un altro grande albergo che inevitabilmente aumenterà la pressione antropica su questa zona con conseguente ulteriore degrado.

COSTA DI UGENTO  POSEIDONE-PINETA-FONTANELLE

wpeC.jpg (41497 byte)

La costa di Ugento è nota per la particolarità delle sue Secche (insieme di bassi fondali) che si estendono per un tratto di costa che va dalla località I PALI fino a TORRE MOZZA spingendosi fino a tre chilometri dalla costa che termina con gli scogli detti CAVALLO e SCIUMENTA.

Le Secche sono considerate pericolose per la navigazione, infatti, si racconta che su di esse naufragò una parte della flotta di Pirro re dell Epiro, ma sono invece la felicità dei subacquei e dei pescatori. Particolarmente pericoloso è lo scoglio chiamato GIURLITA.

Particolarissimi sono anche i piccoli scogli che affiorano appena dall acqua che i pescatori del luogo chiamano CHIRICHE, a causa della loro caratteristica di avere i bordi ricoperti di alghe mentre il centro è piatto e vuoto, tanto da farla assomigliare, appunto, alla chierica dei monaci. (1)

dettagli costa Ugento

http://parchi.regione.puglia.it/natura2000/ppggle/tablecce/9150009.htm

SCOGLIO GIURLITA

isolato e piccolo scoglio rotondo che esce dal mare a circa un km dalla costa e appena visibile dalla stessa.

TORRE MOZZA

è un centro balneare caratterizzato da lunghi arenili di sabbia fine e dorata e da un mare cristallino. (Questo finchè non è aumentato l’inquinamento causato, sembra, dal vicino allevamento ittico).

Il piccolo agglomerato urbano della marina di Torre Mozza è sorto e si è ampliato intorno ad una torre costiera di avvistamento a partire dal 1565. All origine, Torre dei Fiumi, crollò appena terminati i lavori di costruzione, venne quindi riedificata, ma ulteriori lesioni e crolli hanno determinato la definitiva e attuale conformazione, ovvero di una Torre Mozza. (1)

PALI

Tranquilla località turistica inserita nel cuore della penisola Salentina, caratterizzata da piccole distese di sabbia intervallata da scogliere basse.
Ideale per chi cerca mare pulito, sole e natura. Ideale anche per i subacquei perché qui i bassi fondali si spingono fino al largo con le “secche di Ugento”.

Simbolo di questo antico villaggio di pescatori è la torre costiera costruita nella metà del 1500 su uno scoglio isolato, circondato dall'acqua, ad una ventina di metri dalla riva. Questa torre era unita alla terraferma da uno stretto ponte in muratura. (1)

ISOLA DELLA FANCIULLA

L'isoletta della fanciulla è uno scoglio isolato che è situato ad ovest della torre dei Pali, a circa cento metri dalla spiaggia.

La leggenda narra che, durante una delle sue incursioni lungo le coste del Salento, Dragut inviò i suoi uomini a depredare alcune masserie poste in territorio di Salve. Dopo aver sequestrato un cospicuo bottino di derrate alimentari, i saraceni catturarono la figlia di un colono di una masseria con l'intento di portarla in Africa e rivenderla come schiava. Ma la giovane si oppose con ogni mezzo ai corsari, tentando più volte la fuga. Nonostante le violenze subite, la fanciulla si rifiutò di rinnegare la religione cristiana, promessa che gli avrebbe salvato la vita, e venne uccisa e gettata in mare dallo stesso Dragut.

Qualche giorno più tardi, il corpo della fanciulla fu ritrovato da alcuni pescatori sull'isoletta, ricoperto da un velo di sabbia. Da quel momento lo scoglio venne chiamato l'Isola della Fanciulla.

Storie di pirati a Torre Pali e Torre Vado - SalveWeb.it

 

LE SECCHE

Al Largo, in corrispondenza dei Pali, ci sono le famose secche di Ugento, sulle quali spesso si incagliano grosse navi. Le secche terminano con due scogli affioranti detti Cavallo e Giumenta. La secca del Palombaro a circa un miglio dalla costa è coperta da solo 80 cm di acqua.

PESCOLUSE

 

Pescoluse è una delle località balneari più belle, ricercate ed incontaminate, del Salento, grazie alle acque cristalline, le dune di sabbia ed i fantastici tramonti.

E' anche per questo motivo, che le marine di Salve hanno ottenuto nel 2004 il prestigioso riconoscimento delle '4 VELE' di Legambiente.

A Pescoluse, i resti dei Dolmen, le numerose 'Pajare' (i caratteristici trulli salentini), la Torre cinquecentesca eretta in difesa delle scorrerie dei corsari e il Pozzo Monumentale in pietra leccese,  testimoniano la presenza della storia, arte e cultura. (1)

TORRE VADO

Una delle caratteristiche del luogo è la Torre di Guardia che fu costruita nel XVI secolo e rientra in quel piano di difesa voluto da Carlo V.
L'edificio è a pianta circolare, si sviluppa su due livelli e presenta sul coronamento una caratteristica merlatura.

La costa è costituita da scogliere basse che fa da cornice ad un mare cristallino. Torre Vado è una delle località balneari più accoglienti e meglio attrezzate del versante Ionio, che negli ultimi quindici anni ha raggiunto un notevole sviluppo turistico. (1)

SAN GREGORIO

grotta del drago

v. anche scheda COSTA Grotta del Drago

PUNTA RISTOLA

 è il punto più a sud. Proprio all'interno di questa punta c'è la famosa grotta dei Diavoli.  

SANTA MARIA DI LEUCA

Santa Maria di Leuca è la cittadina che si trova tra i due mari. Dista dall'Africa 800 Km. Presente il faro alto 47 metri, il Santuario si innalza sulla parte più alta del promontorio, ha accolto pellegrini da ogni parte del mondo, conosciuta per le sue ville  del fine '800, di stile orientale e neoclassico. (1) Qui termina anche l’aquedotto pugliese con una cascata monumentale che viene attivata una volta l’anno. Nelle vicinanze le famose grotte preistoriche de Diavolo e Porcinara.

PUNTA MELISO

Su questa punta è il faro e segna il passaggio sulla costa orientale

Tra Leuca e il Ciolo.

tra Leuca e il Ciolo la costa è spesso inaccessibile perché alta scogliera o per le recinzioni dei privati. In questo tratto si trovano le grotte marine più grandi: Vora, Ortocupo, del Pozzo ma inaccessibili da terra. 

vedi scheda DA LEUCA AL CIOLO

CIOLU   Ciolo

Profonda insenatura con pareti alte e ripide e il caratteristico ponte della litoranea. Un sentiero corre sul fondo e arriva a Gagliano.

foto di Antonio Passaseo

NOVAGLIE  

l'insenatura "Lo Scalo", prima costa bassa dopo il Ciolo. Panoramica verso Sud. Caratteristica la conformazione e finitura delle rocce basse.

PUNTA ROSSA E IL PIZZO

Suggestiva piccola cala chiusa

ANDRANO

Nella località di Andrano è in avanzata fase di completamento un Lungomare. Quest’opera è realizzata con lo scopo di contenerne l’impatto ambientale e per valorizzare la naturale bellezza del litorale: lontana dai gas e dai rumori delle auto, dovrà diventare il cuore pulsante di Marina di Andrano, spazio per incontri, passeggiate, fiere artigianali e luoghi di divertimento, lungo gli oltre ottocento metri di percorso pedonale.

Da vedere assolutamente è il "Belvedere Madonna dell’Attarico" dove si può anche visitare la caratteristica Chiesa (dalla singolare forma a chiglia di nave, pianta a forma di campana, copertura a forma di vela), circondata dalle numerose "Paiare" (di recente recuperate con progetti finanziati dalla Comunità Europea) e la cripta rupestre, con affresco di epoca Basiliana.


La Marina di Andrano è stata più volte insignita negli anni passati della "Bandiera Blu", sigillo europeo della purezza del suo mare, si snoda lungo circa 2 Km di costa, quasi interamente fruibile dai bagnanti che hanno la possibilità di optare per spiagge di massa ovvero ricercare costoni isolati e tranquilli.

Le spiagge più note sono "La Botte" (naturale contenitore per interi nuclei familiari che qui trovano acque poco profonde per i bambini od anche per inesperti nuotatori e limitrofi fondali più profondi dove rilassarsi in fantastiche nuotate) e la "Marina della Torre" con i suoi due punti di balneazione "Il Fiume" e la "Grotta Verde" (che offre il misterioso fascino di una cavità naturale nella quale da una combinazione del sole con l’acqua scaturisce un riflesso verde smeraldo, da cui appunto il suo nome).

Marina di Andrano detta anche Feronzo

CHIANCA LISCIA   o ARENOSA - MARITTIMA

ampia rada dal litorale liscio che decliva verso il mare. A nord il Pizzo Galera (sembra una galera romana). Detta anche Arenosa per sabbia sul fondale.

 

CORSANO

Saline di Funnuvojere

foto di http://www.panoramio.com/user/2202021

CANALE DEL RIO

PORTO DI TRICASE

MARINA SERRA

foto di http://www.panoramio.com/user/864915&comments_page=1&photos_page=4

MARINA DI ANDRANO

ACQUAVIVA

Coordinate = Lat: 39.991333, Lng: 18.413939

Acquaviva è la più importante delle insenature della costa locale. La veduta d' insieme è suggestiva e nello stesso tempo maestosa.
 » Informazioni e curiosità
Acquaviva è la più importante delle insenature della costa locale, molto simile morfologicamente al Ciolo di Gagliano e al Canale del Rio di Tricase. La veduta d'insieme è suggestiva e nello stesso tempo maestosa e ardita per gli spacchi e gli anfratti erosi dall'onda. Si chiama Acquaviva per le numerose polle di fresca acqua sorgiva che ravvivano l'incontro con le acque salate del mare. Il paesaggio è reso più bello e vivace dalle forti movenze del "Canale del Bosco", ultimo residuo di una vasta macchia mediterranea ormai scomparsa, e dal ponte viabile che congiunge le due sponde. Per il suo facile accesso e il graduale aumento di profondità delle acque, la baia costituisce una piacevole spiaggetta per i bagni estivi. La trasparenza delle acque rivela il minuto disegno del fondo, ricco di sassi, di ciotoli e di flora.

Provincia di Lecce

CASTRO

Castro: la Perla del Salento, con la sua dolce atmosfera avvolgente, la natura generosa, il suo incantevole mare, le bellezze paesaggistiche, è uno dei più bei approdi turistici del Salento.

Sorge al centro di un arco di costa stupenda ed unica che va da Otranto a S. Maria di Leuca. Gli abitanti sono circa 2500, ma nel periodo estivo si popola di turisti attratti dalla cittadina. Chi arriva a Castro entra subito in una dimensione piacevole che fa dimenticare lo stress e il caos della città, facendosi cullare da emozioni che si susseguono e coinvolgono l'anima e il corpo. E' in questi posti che il blu del mare e il verde della vegetazione, si uniscono per presentare le più variegate possibili ambientazioni. Dal caratteristico borgo Medioevale  ricco di storia, al porto nei pressi del quale si vedono le grotticelle scavate che servono da magazzini per i pescatori, alle sue famose grotte, ai picchi rocciosi, ai fondali ricchi di fauna e di flora, paradiso dei sub. Dalla saporita cucina ai divertimenti. Tutto questo rende Castro, un luogo davvero magico. (1)

(1) non sono state evitate le esagerazioni (n.d.c.)

PIZZO MUCURUNE

GIUSTINO

ZINZULUSA

PORTO MIGGIANO

PETRA TU CAULU

LE MONTAGNE DELL'ALBANIA VISTE DA S.CESAREA TERME

 

SANTA CESAREA TERME

    

Piccolo centro che si leva su un’amplissima scogliera a strapiombo sul mare. L’abitato è ricco di ville costruite dai nobili della zona nel secolo scorso e anche palazzine a schiera pronte ad accogliere i suoi visitatori. Una lieve collina verdeggiante dove crescono gli uliveti e le vigne. L’eleganza delle sue strade che costeggiano le abitazioni e tracciano il percorso di questi posti incontaminati da renderlo un paesaggio di altri tempi. Ma la cosa che rende Santa Cesarea unica al mondo è la presenza di sorgenti d’acqua sulfurea che, con gli stabilimenti termali, sono meta di tanti turisti.

Nelle giornate di grande luminosità, si possono ammirare all’orizzonte i monti della lontana Albania. Il mare è limpido, ricco di scogliere e di grotte.

L'acqua delle terme è sulfureo-salso-bromo-iodica che acquista particolare consistenza in quattro grotte comunicanti con il mare.

I nomi delle grotte sono: Gattulla, Fetida, Solfurea e Solfatara. Quando l' acqua arriva agli stabilimenti viene sottoposta a un processo di eutermalizzazione, che la porta dai 30 C° originari ai 36-37 C° necessari per il suo utilizzo terapeutico. Questa acqua non può essere bevuta essendo  ricca di sali. Bagni e fanghi risultano molto efficaci nella cura delle malattie artroreumatiche come l' osteoartrosi. I soli bagni sono indicati in alcune malattie dermatologiche come le dermatosi, l'acne, gli eczemi e la psoriasi. Le inalazioni con l'acqua di Santa Cesarea sono indicate per la cura di tracheiti, sinusiti, bronchiti, faringiti, laringiti, tonsilliti. Le insufflazioni endotimpaniche curano il deficit uditivo conseguente a deposito di catarro nelle tube, le irrigazioni nasali combattono invece la sinusite purulenta e la rinite crostosa. Bagni e lavande vaginali trovano indicazione in ginecologia nelle flogosi pelviche, nelle vaginiti e nelle leucorree.Le terme sono aperte da maggio a novembre. (1)

LA FRAULA

PORTO BADISCO

MINUSCOLO FIORDO NOTO PER ESSERE STATO L'APPRODO DI ENEA E PER LA VICINANZA DELLA GROTTA DEI CERVI

Porto Badisco, definito dai geografici un “fiordo in miniatura”, è un piccolo paese, situato a 6 km a Sud di Otranto .

La valle di Badisco, terminando verso il mare, forma un porticciolo (Porto Badisco) che si apre fra Punta Scuru e il Capo Palascìa. La leggenda narra che Enea, nel suo viaggio in Italia, si fermo" proprio a Badisco.

A Porto Badisco si trova la famosa "Grotta dei Cervi" un complesso ipogeo, che quattro millenni fa ospitò i primi abitanti della zona. Questo anfratto sotterraneo, così denominata per le numerose scene di caccia al cervo rappresentate sulle pareti, è lungo tre chilometri ed è diviso in tre corridoi: il primo custodisce alcune rappresentazioni della vita quotidiana, hanno la netta predominanza le scene di caccia e numerosi resti di ceramiche,come i vasi, otri, alcuni dei quali sono disegnati con all"interno del grano. Proseguendo per 150 m, il corridoio si divide in due gallerie che si sviluppano parallelamente per 60 m, per poi ricongiungersi in un solo corridoio; il secondo corridoio, cui s"accede tramite uno strettissimo passaggio, è quello che conserva il maggior numero di testimonianze pittoriche; infine, l"accesso al terzo corridoio, che si distende parallelamente al secondo, è consentito da un passaggio molto basso. Inoltre, in alcuni punti, è ornato da formazioni stalattitiche e stalagmitiche. La grotta oggi è chiusa al pubblico.

L’entroterra è lievemente ondulato con valli e rilievi, punteggiato da muretti a secco, architetture chiare e isolate rocce bianche. (1)

 

TORRE S.EMILIANO

Sicuramente il più affascinante tratto di costa del Salento e forse d’Italia, soprattutto perché è rimasto quasi integro da costruzioni. La torre solitaria sembra quasi persa in incommensurabili  lontananze di spazio e di tempo. La torre, il rosso della terra, il giallo dell’erba e il bianco delle pietre dipingono un’atmosfera che rimane impressa negli occhi e nell’anima.

costa verso sud dalla rupe della torre.

pietra lavorata, nei pressi di Torre S.Emiliano, forse per ricavarne una macina.

PALASCIA  

dala faro di Punta Palascia verso nord.

Zona caratteristica per la sua formazione con maestose falesie formatesi per le vicende tettoniche e per l'azione corrosiva del mare sulle rocce

PIANA DELL'ORTE

foto di http://www.panoramio.com/user/356254

Lungo la costa, a pochi metri dal mare, sono ancora rinvenibili alcune sorgenti di acqua dolce denominate "il fiume d'oro" e la sorgente "Fontana".

PUNTA FACI

OTRANTO

RIVA DEGLI HAETEY

ALIMINI

  SECCA DI MISSIPEZZA

FRASSANITO

 

TORRE DELL’ORSO

 SANT'ANDREA (?)

le "due sorelle" foto Angelo Puscio

Torre dell'Orso, frazione di Melendugno, è un paesino a ridosso sulla spiaggia, circondata da una splendida e fitta pineta. Con le sue ampie insenature, anche questa frazione presenta una torre troncoconica cinquecentesca, in parte distrutta ma restaurata.

Tra la roccia calcarea si aprono numerose e piccole grotte, un tempo rifugio sia di anacoreti e di pescatori.
A fare da contrappunto alla torre eretta dall'uomo, due splendidi faraglioni, poco distanti dal mare, uniti e vicini, tanto da essere chiamate Le due Sorelle: dalla somiglianza di due sorelle che vivevano in un paese del Salento che erano sempre intente a lavorare e non avevano mai avuto la possibilità di guardare il mare. Un giorno, le due sorelle decisero di fare una passeggiata sino alla costa, seguendo viottoli di campagna e attraversando i boschi, giunsero fino a Torre dell'Orso; qui ammaliate dall' estrema bellezza del mare, si gettarono in esso dall'alto di una rupe, gli Dei, allora, avendo pietà di loro, le trasformarono nei due splendidi faraglioni affinché non si perdesse mai il loro ricordo.

Nella vicinanza, è presente anche la grotta di S. Cristoforo, luogo cultuale i cui antichissimi graffiti in greco e latino rivelano testimonianze di fede dei naviganti che si fermavano nel luogo.

Tra questi anche la preghiera di un tal Felicior Hispanus che invoca la divinità di fargli portare a buon compimento il viaggio. Attualmente Torre dell'Orso è una delle mete turistiche e balneari più ricercate da italiani e stranieri. (1)

 

SECCA DELLA BALENA

I POSTI

ROCA VECCHIA

un tratto di costa particolarissimo, dove l'incanto dei luoghi si somma al fascino della storia. Quello che oggi appare come un modesto villaggio di pescatori, era anticamente una fiorente città messapica.

La sua storia si rivela a chi sa scrutare con attenzione le pietre, ed è così che ora appaiono le grotte di un antico insediamento rupestre ed ora si vedono i resti della città dei messapi, una strada, un grande pozzo e poi resti di tombe scavate nella bianca roccia calcarea.
Allo stesso modo si vede, tra ruderi per metà conquistati dal mare, la rocca fatta erigere da Gualtieri VI di Bienne, agli inizi del '300, che passò ai d' Enghien (che ne rafforzarono le difese) e poi ad altri feudatari, fino al tragico assedio turco del 1480. Proprio qui, Alfonso d'Aragona, insieme a Giulio Antonio Acquaviva ed al duca di Melfi, posero le tende per la riconquista di Otranto. In seguito, il castello fu rafforzato. Abbandonato, divenne ben presto un temuto covo di pirati e Carlo V, nel 1544, ordinò di abbatterlo.Oggi i ruderi, a strapiombo sul mare, fanno di questa località, una delle più romantiche e suggestive di tutto il Salento. Ma il gioiello vero e proprio di Roca Vecchia è la Grotta della Poesia che la legenda narra che una bellissima principessa amasse fare il bagno nelle acque salutifere della grotta, la sua bellezza era così folgorante che ben presto la notizia si diffuse in tutta la Puglia. Fu così che schiere di poeti provenienti da tutto il Sud dell'Italia, si riunivano in quel luogo per comporre versi ispirati dalla sua bellezza. Questa Grotta sembra essere stato anche il Santuario del Dio Taotor, divinità che dona salvezza.
Tutta l'area è interessata alla realizzazione di un grande parco archeologico. (1)

 

SAN FOCA

San Foca, frazione di Melendugno, è una stazione balneare di grande richiamo. Importante tratto di litorale divisa da due spiagge ai lati del porto: quella dei Brigantini e l'altra degli Aranci e il mare trasparente che riflette i raggi del sole.

San Foca sorge in corrispondenza dell'omonima torre costiera che risale alla seconda metà del 500, a due piani, di impianto quadrangolare, che fu voluta da Carlo V allo scopo di avvistare eventuali attacchi dal mare. Accanto alla torre sorge  la piccola cappella settecentesca con gli altari dei SS. Pietro ed Andrea Foca.

Importante presenza della Grotta degli Amanti che una leggenda vuole che sia stata il riparo dal freddo di due giovani innamorati e che durante il periodo primaverile si sentono ancora i sospiri e le frasi d'amore dei due fidanzati. (1)

CESINE

la casa del pescatore

Le Cesine, Riserva Naturale Statale e Oasi del W.W.F, sono un tratto di costa che da Brindisi si estende fino ad Otranto, fu sempre una zona estremamente repulsiva e malarica, a causa della presenza di numerose paludi. Le Cesine è stata dichiarata Zona Umida d’Importanza Internazionale sin dal 1977 e Riserva Naturale Statale di popolamento animale dal 1978. L’intera unità ambientale ha un’estensione di circa 620 ettari, dei quali un po’ più della metà sono destinati ad uso agricolo e i rimanenti a Riserva Naturale.

Pantano Grande” e “Pantano Piccolo” o “Salapi”, sono i due stagni costieri che costituiscono il cuore della riserva naturale. Essi sono alimentati da sorgenti sotterranee di acqua dolce e arricchiti dall’acqua piovana. Due altri grossi canaloni “ Cocuzza” e “Campolitrano”, furono costruiti per permettere il drenaggio delle acque, in modo da mantenere costante il livello nella piena.

Le Cesine costituiscono, dal punto di vista naturalistico, una ricca  zona comprendente diversi habitat, nei quali vi si trova un elevato numero di specie vegetali ed animali.

 L’ambiente flogistico sembra essere suddiviso in tre fasce: la prima è formata da delle dune sabbiose, oramai sparite quasi del tutto o ridotte a leggeri dossi degradanti verso la battigia, poche sono le specie in grado di sopravvivere alle difficili condizioni ambientali; tutte piante in grado di resistere alla forte concentrazione salina, ai venti battenti dal maree alla scarsa acqua superficiale. Man mano che si procede verso l’interno e si abbandona la spiaggia, la vegetazione si trasforma e diviene più abbondante e fitta. La seconda fascia abbraccia la zona intorno ai laghi, flora tipicamente palustre, caratterizzata dalla presenza della cannuccia da palude che circonda, molto fittamente, le coste dei bacini. Accanto alle cannucce troviamo molte specie come il giglio acquatico, il crescione d’ acqua, la sarcenella e altre.Da sottolineare la presenza, proprio nelle Cesine, di rare specie di orchidee, alcune addirittura catalogate per la prima volta, come la orchis palustris e il corvolvo palustre, in estinzione. Infine la terza zona è quella pinetata, che costituisce la flora arborea dove, accanto ai classici esemplari di pino d’Aleppo e del pino domestico, troviamo il pino marittimo insieme a eucalipti, acacie, querce, olmi, salici.

La riserva rappresenta una importante tappa di svernamento per numerose specie di uccelli: i moriglioni e il raro fistione turco, lo svasso piccolo e il tuffetto; le folaghe si trasferiscono qui da ottobre fino a marzo, insieme agli aironi cinerini e alle garzette; il falco palustre fa la sua apparizione per poi allontanarsi in vicinanza del tepore primaverile.

 L’Oasi  “Le Cesine” è gestita dal W.W.F. con la supervisione del Corpo Forestale dello Stato, il quale svolge un’attenta azione di sorveglianza. Attualmente è in corso di restauro e di ampliamento la vecchia Masseria che funge da centro visita e che nei secoli scorsi veniva usata come torre di avvistamento a guardia della costa.

Dal 1976, vengono organizzate vacanze naturalistiche per ragazzi, con lo scopo di insegnare e attuare i principi di educazione all’ambiente, comprendenti una serie di attività tra cui l’osservazione della flora e della fauna, attività di conservazione naturalistica, attività manuali e contadine, nel costante rispetto della natura e dell’ambiente. (1)

 

S.CATALDO

San Cataldo è stata da sempre considerata la spiaggia dei leccesi, per la breve distanza, circa 10 km, che la separa dal capoluogo.
L’Imperatore Adriano costruì il primo porto di S. Cataldo, nel II secolo e ancora oggi è possibile vederne i resti. Esso fu varie volte distrutto e ricostruito fino a quando, i turchi, con le loro devastazioni operate su tutta la costa, lo demolirono completamente. San Cataldo, privato del suo porto, cessò di essere meta di scambi e di passaggi commerciali con le altre città marinare, diminuendo così d’importanza. Nel 1833, San Cataldo fu collegata alla città di Lecce per mezzo di una strada che poteva essere percorsa agevolmente. Agli inizi del secolo, la località risorse non come porto ma come luogo di villeggiatura. Per un lungo periodo e fino agli inizi del ‘900, tutta la fascia costiera da San Cataldo a Otranto, compreso l’entroterra, rimase quasi disabitata a causa della natura paludosa e acquitrinosa del terreno che portò l’infestazione della malaria che poi fu debellata grazie alle opere di bonifica.

La costa di San Cataldo è bassa e si alterna a tratti di roccia, è una stazione balneare di tradizione, grazie alla splendida spiaggia, dove sono ancora visibili i resti del molo, immersa nel verde della lussureggiante pineta che comprende anche la riserva naturale delle Cesine.
Recentemente è stato anche costruito un piccolo porto turistico. (1)

Tra San cataldo e Torre Veneri

i estende una serie di depressioni umide retrodunali fra loro collegate, caratterizzate da salinità elevata, in parte ricoperte da salicornia glauca. Queste depressioni sono separate dal mare da un esile cordone dunale.
Il paesaggio è brullo ma molto suggestivo. Alle spalle una grande pineta.

 TORRE VENNARI  

sede di poligono militare e interdetta all'accesso.  vedi sezione laghi e paludi

ACQUATINA

SORGENTE GIAMMATTEO

FRIGOLE

 

Il litorale della marina di Frigole, sulla costa Adriatica, si presenta principalmente sabbioso, con un mare pulito e acqua limpida.

Una tranquilla e graziosa località ideale per una vacanza in completo relax.

Qui si trova il bacino di Acquatina, un bacino costiero delimitato da una serie di dune, dove la sabbia bianca e sottile è interamente ricoperta dalla vegetazione, il bacino idrico comunica con il mare attraverso due canali.(1)

 

TORRE CHIANCA

Torre Chianca, è una delle marine di Lecce, deve il suo nome alla torre che è una delle più imponenti della linea difensiva costiera ideata da Carlo V.

Nello specchio d’acqua in corrispondenza della torre è presente un isolotto chiamato “Lu squeiu”.

A soli 5 -7 metri di profondità, si trovano una serie di colonne di marmo cipollino risalenti al II secolo a.C.

Torre Chianca è un piccolo borgo di pescatori e stabilimenti balneari. (1) 

 

TORRE RINALDA

 

Torre Rinalda è una delle marine di Lecce, dal quale dista 15 Km, deve il suo nome alla diruta torre che faceva parte del sistema difensivo voluto dagli Spagnoli.

Torre Rinalda si affaccia su una lunga spiaggia di sabbia fine e dorata, con un mare cristallino che fa da cornice a questo splendido paesaggio.

Un"altra ricchezza, che si trova poco distante da Torre Rinalda, è l"antica Abbazia di S. Maria a Cerrate che risale alla prima metà del secolo XII. L"abbazia si compone di una Chiesa particolarmente ricca di motivi architettonici sia all"esterno che all"interno. Una serie di affreschi di epoche successive ne adornano le pareti. (1)

 

(1) TRATTO DA: WWW.NELSALENTO.COM

CASALABATE

 

 

www.surpluspace.com