CRIPTE

NINFEO DELLE FATE - LECCE                   16/08/2008

vedi anche MASSERIA PAPALEO nella sezione Masserie

Troviamo il luogo molto degradato, molta spazzatura ed evidenti segni della presenza di "extracomunitari" che nella masseria hanno trovato un alloggio di fortuna. Le pareti e le statue del ninfeo sono consumate dal tempo e dall'incuria, notiamo anche segni di asportazione di fregi. Il soffitto del Ninfeo presenta profonde spaccature che ne fanno presagire un non lontano crollo.

l'ingresso del Ninfeo, l'architrave sulla porta è molto consumata

la cupoletta della stanza circolare

 

la porta di passaggio nella stanza circolare

 

 

tratto da: "Il ninfeo delle fate " di Andrea Fiocco, Tiziana Zellino

Nella nostra esplorazione alla ricerca del Salento del mistero, siamo rimasti affascinati da un sito di notevole interesse artistico e monumentale, sul quale corrono molte storie e leggende e che nel nome stesso evoca il soprannaturale: il "ninfeo delle fate".
Uscendo da Lecce in direzione di S. Cesario, una strada traversa porta alla Masseria Papaleo, nella quale è inglobato un ninfeo cinquecentesco. l'edificio richiama nel nome, nella struttura e nella funzione i ninfei dell'epoca greca e romana: costruzioni che sorgevano in località ricche di acqua, dedicate al culto delle ninfe, ma adibite anche a luoghi di svaghi e riunioni. Nel '500 diversi edifici del genere furono costruiti nella nostra provincia: di epoca precedente è il ninfeo che si trova presso la torre di Belloluogo e che tuttora è rifornito di acqua da un fiume sotterraneo.
Anche il luogo dove sorge il ninfeo delle fate era in origine segnato da palle e stagni, poi prosciugati nell'operazione di bonifica delle "tagghiate".
Scavato in un masso monolitico, sul quale si erge la masseria, il ninfeo si compone di due vani: uno, di m. 10x5, presenta alle pareti delle nicchie con statue di ninfe scolpite a mezzo rilievo nel masso. Le statue sono corrose e sfregiate dall'umidità e l'ambiente è stato rozzamente "rinfrescato" con vernice azzurra. Il secondo vano, che ha un diametro di circa 5 m., è di forma circolare con una cupola emisferica. Da un'apertura della cupola, ora ostruita, doveva verosimilmente ricevere aria e luce. Un sedile corre lungo le pareti del locale, probabilmente una piscina.
Secondo le fonti, il ninfeo risale al sec. XVI e poté forse essere edificato da Scipione de Summa, Preside della Provincia (1532-1542) per la quasi identità dello stemma scolpito sulla porta di ingresso al ninfeo, ora assai corroso (cfr. Amilcare Foscarini, Guida Storico-Artistica di Lecce, ed. Conte, Lecce, 1929, p. 166).
Il ninfeo è detto delle fate perché si dice che in quel luogo esse amassero ritrovarsi, preferendo rocce, caverne, sorgenti; e le statue rappresenterebbero alcune delle più giovani e belle tra esse, compresa la Regina delle Fate.
Qualcuno racconta che anche oggi escono dal ninfeo - specie di notte - e che talvolta bussano alle porte delle case spaventando la gente, che possono impietrire con uno sguardo. Queste donne ultraterrene sono apparse talvolta in vaporosi abiti bianchi, talaltra nude e affascinanti: "mezze nute", ci diceva un contadino. Possono cambiare aspetto a loro piacere, divenire alte come palazzi, rendersi invisibili o tramutarsi in animali. Una signora ci ha narrato così di avere visto un giorno un animale fantastico balzar fuori al tramonto dal canneto vicino al ninfeo in un gran polverone, e di essere fuggita spaventata. Colei che abita la masseria si dice abbia visto un giorno una fata, vestita di bianco; seduta al tavolo di casa sua, e dopo poco sparita. D'altronde, secondo la tradizione, questi esseri avrebbero corpi leggeri e mutevoli, "astrali", dalla natura simile a quella di una nube condensata. "Sono così mutevoli per la tenuità degli spiriti che li animano, che essi possono farli apparire o scomparire a piacere" (cfr. Robert Kirk, Il regno segreto, tr. it. Adelphi, Milano, 1980, p. 14).
Nel ninfeo era nascosta l'acchiatura delle fate ed è per questo che fino a qualche anno fa non vi si faceva entrare nessuno. Ora si dice che il contadino che lavorava il fondo circostante abbia trovato, nascosta in una nicchia, l'acchiatura e che egli sia protetto dalle fate: in una notte di tempesta esse lo salvarono da un fulmine che lo sfiorò, bruciacchiandogli i calzoni, senza fargli male. Egli ci ha detto di non credere alle fate, che chiama con espressione poetica "illusione di vita", e di non averle mai viste. Ma non è forse vero che chi riceve favori dalle fate o intrattiene rapporti con loro non deve farne parola con nessuno? (...)

 

BARBARANO

Ipogeo di Leuca Piccola.

la lapide sull'ingresso del sotterraneo: 

DON ANNIBALE CAPECE HOR MI FECONDA

SE UN TEMPO SVISCERAR FECE IL MIO SENO

ENTRA QUI, DUNQUE, E TI TRATTENGA ALMENO

L'OMBRA, IL FRESCO, LA MENSA, IL VINO E L'ONDA

A Dì PRIMO GENNAIO 1688 

E' una grotta-cantina lunga circa 20 m, scavata nel carparo. Su di un lato sono scavate alcune mensole. In questo locale i pellegrini si fermavano a riposare, mangiare ed abbeverare gli animali tramite i tre pozzi, profondi circa 15 metri. Al terzo pozzo si accede tramite un cunicolo lungo una cinquantina di metri. Il primo Maggio di ogni anno vi si celebra la messa.

 

 

vedi  anche http://www.lecce360.com/?p=206

 

 cripta di Sascianne - GALATONE

28 Luglio 2009 di Francesco Danieli


 

Il sottosuolo di Galatone era, un tempo, straordinariamente vivo e popolato. Basti pensare alle numerose cavità naturali, ai quarantadue trappeti sotterranei censiti e ad almeno tre cripte bizantine tuttora esistenti ma inaccessibili. Della chiesetta ipogea di san Biagio (in via Montescuro) e di quella di san Demetrio (nella piazzetta omonima) si ipotizza la presenza, tutta da verificare, testimoniata dagli antichi documenti d’archivio, dalla toponomastica e dalla memoria storica popolare. L’unica cripta realmente localizzata, invece, è quella intitolata a san Giovanni Evangelista. Essa occupa all’incirca la metà dell’area sottostante largo Sascianne, la piazzetta che dalla contrazione e dialettizzazione del nome latino del santo trae la denominazione: “SA(nctu)S J(o)ANNE(s)”, appunto.

Ho sempre avvertito un certo disagio nel chiedere informazioni agli abitanti della zona circa la “mitica” cappella ipogea (come la definisce l’amico architetto Giuseppe Resta in un articolo del 2001 apparso su Il Giornale di Galatone). Una battuta stizzita me l’ero buscata già una volta e mi bastava. Era come se si parlasse dell’araba Fenice… “che vi sia ciascun lo dice, ove sia nessun lo sa”. Difficoltà a parlare più che comprensibile, visto che l’intero circondario è un vero e proprio sito funerario bizantino che, in più di un caso, interessa le abitazioni lì presenti. Di sicuro, non farebbe piacere a nessuno veder trasformare il cortile di casa propria in uno scavo archeologico! Basta pavimentare un atrio, intaccare il manto stradale, intervenire sulle tubature dell’acquedotto o su quelle del metano per veder sbucare un mucchietto di ossa. Non è un’esagerazione. In molti testimoniano con un certo fastidio episodi simili. Eppure, caso strano, quando alla fine del 2001 (durante i lavori di metanizzazione del centro storico) solo in largo Sascianne vennero alla luce ben sette tombe bizantine, databili tra il XIV e il XV secolo, fu proprio la gente più semplice del vicinato ad accorrere incuriosita e a sollecitare la prosecuzione degli scavi.

Lì compresi che il problema non era tanto dei cittadini ma di chi avrebbe dovuto industriarsi per rendere visitabile il sito e, contemporaneamente, permettere la percorribilità dell’intera area da parte di pedoni e veicoli. Ma le promesse dei governanti, come spesso accade, non ebbero riscontri. Sarebbe stata la volta buona per individuare e, magari, riaprire l’accesso alla cripta di san Giovanni. Allora mi resi pure conto che, alla prima occasione propizia, avrei potuto chiedere informazioni dettagliate circa la chiesetta ipogea a quei pochi testimoni ancora in vita. E così finalmente, nel 2005, armonizzai le notizie raccolte in un articolo per una testata salentina (La cripta di “Sascianne” a Galatone, in «Il Salento magazine», III (2005), 82). Dal sacerdote don Luigi Filieri avevo appreso una testimonianza da lui registrata qualche anno prima: intorno agli anni ‘50 del secolo scorso, durante l’arcipretura di don Luigi Bruno, alcune persone scesero nella cripta attraverso una scala ancora praticabile. Dal sotterraneo asportarono due candelabri in pietra (di cui si è smarrita ogni traccia) da utilizzare per un addobbo nella Collegiata dell’Assunta. In questa circostanza, questi tali avrebbero notato l’altare, sormontato da quattro affreschi e ricoperto ancora da una tovaglia. Tale accesso secondario potrebbe essere identificato con una porticina, murata da più di quarant’anni, di cui mi parlò l’ebanista Fernando De Giorgi.


 

Questa, aperta nella muraglia destra di una casa a corte retrostante palazzo De Franchis, immetteva in una scala molto ripida che conduceva nei pressi dell’altare della cripta. Giovanni Vaglio, abitante nei paraggi, mi riferì che l’accesso principale alla cripta è ostruito all’incirca dagli anni ‘30. Fino a quegli anni, infatti, il basolato stradale in lastre di pietra leccese occupava la piazzetta solo nel lato destro, come continuazione di via Ospedale, mentre la parte centrale e sinistra era completamente sterrata. Proprio lì, frontalmente al braccio sinistro di palazzo De Franchis, a circa quattro metri dall’imbocco di via Colonna, era posizionata la botola d’accesso. Una rampa, dagli scalini che si allargano gradualmente verso il basso, conduceva all’ambiente sotterraneo. L’altare, arricchito da affreschi, era posto a tramontana, precisamente al di sotto della rimessa di proprietà del gentiluomo Corrado De Franchis, podestà fascista di Galatone (oggi della famiglia Casaluci). Tali indicazioni sommarie, sfumate dal pennello del tempo, assumono una certa credibilità se si considera un episodio avvenuto circa vent’anni addietro, durante i lavori per l’allacciamento idrico in casa Vernaleone.

In quell’occasione, un cedimento del manto stradale nell’area sinistra di largo Sascianne, provocato dal martello pneumatico, lasciò intravedere la chiesa sottostante, la cui volta era stata intaccata proprio al centro. Da questo foro i presenti, tra cui il Giovanni Vaglio, si resero conto della reale collocazione dell’ipogeo, della sua struttura, delle dimensioni e dello stato di conservazione. Risultato? Compatibilità con le testimonianze enunciate in precedenza. La chiesa, a pianta rettangolare e dalla volta a botte, occupa realmente la parte sinistra della piazzetta, misura all’incirca m. 10 x 7 e ha un’altezza orientativa di m. 3. L’ipogeo, al di là di normali macchie d’umido alle pareti e di una non eccessiva quantità di materiale di risulta che ne occupa il pavimento, godrebbe di un discreto stato di conservazione e conserverebbe realmente un altare e una serie di affreschi.

A parer mio, la cappella sotterranea non sarebbe una vera e propria chiesa ipogea a sé stante quanto, piuttosto, la cripta di un edificio sacro più ampio edificato su di essa nel tardo Medioevo. Ciò spiegherebbe come mai, il 14 giugno 1593, il vescovo di Nardò Fabio Fornari firmò un decreto con cui permetteva la vendita della chiesa di san Giovanni Evangelista, insieme ad altre quindici cappelle galatonesi. Il solo pensare che il Fornari sperasse di ricavare denaro dalla vendita di una “cantina”, per finanziare la costruzione della nuova Collegiata latina dell’Assunta, ha del ridicolo. La presenza di una chiesa soprastante, poi, è ipotizzabile anche per la tipologia della volta a botte, in muratura, della cripta. Il metodo edilizio sarebbe il medesimo impiegato per la costruzione delle case antiche.


 

L’estrazione dei tufi avveniva in loco, la cava così originata era utilizzata quale cisterna e, infine, si edificava la struttura superiore. Una prova ulteriore, poi, viene dalla presenza di un considerevole numero di sepolture, di cui si è fatta menzione in precedenza, ubicate nell’area circostante la cripta e proprio a livello della volta di quest’ultima. Sta di fatto che, fino a Cinquecento inoltrato, la chiesa era regolarmente officiata. Ne è una testimonianza inoppugnabile l’inventario del 1501, contenuto nel Codice Galatonese V e conservato nell’Archivio della Matrice. La chiesa di san Giovanni Evangelista, infatti, risulta all’epoca in possesso di due libri liturgici, uno latino e uno greco.

Rendere nuovamente accessibile la cripta di Sascianne permetterebbe di mettere in luce un altro prezioso tesoro di Terra d’Otranto, ahimè completamente sconosciuto. Ma gli amministratori ronfano alla grande, mentre altrove si farebbero carte false per avere un briciolo del nostro patrimonio storico, artistico e culturale. L’amara constatazione è che “il Signore dà il pane a chi no ha i denti!”.


 

 

AQUARICA DEL CAPO - CELSORIZZO,   CHIESA DI SAN NICOLA XIII SECOLO

si trova nella base della torre di Celsorizzo

 

Abside della cappella

affreschi sulle pareti della cripta

 

COPERTINO

Cripta di Masseria Mollone

foto www.ankale.altervista.org

ANDRANO

ATTARICO  

sulla serra del Mito nei pressi della cappella della Madonna dell'Attarico. Piccola grotta di origine naturale. Sono ancora visibili tracce di un affresco sul basso altare e una croce sulla destra.

(la cappella Madonna dell'Attarico, nella sezione chiese rupestri.)

BORGAGNE

S.NICOLA o del TRAPPETO VECCHIO

costruzione semplice, rettangolare,solo labili tracce di affresci

SANTA MARINA DI STIGLIANO 

 

CARPIGNANO SALENTINO

SS. MARINA E CRISTINA o MADONNA DELLE GRAZIE 

si trova al centro del paese, nel largo S.Maria delle Grazie. costituita da due ambienti con due ingressi. Ha gli affreschi  più antichi datati del Salento rupestre. Inoltre numerosi graffiti in greco.

S.MARINA CRISTINA o MADONNA DELLE GRAZIE - CARPIGNANO SALENTINO

La cripta delle Sante Marine Cristina ( o Madonna delle Grazie),è situata nella zona ai margini del centro antico, in Largo Madonne delle Grazie. Fu edificata nei secc. IX-X,ed è interamente scavata nella roccia tufacea. L'accesso avviene da due ampie scalinate, costruite nel 1775 e risistemate nel 1960, e conducono una nella sezione maggiore, quella dedicata a S. Cristina, l'altra in quelle di dimensioni più ridotte dedicata a S. Marina.Presenta una pianta rettangolare, con volta pianeggiante sorretta da quattro pilastri: di questi solo uno è originale, rozzo, non squadrato, gli altri pilastri sono stati inseriti per evitare il crollo della volta pianeggiante.Nella sezione maggiore, verso nord, ricavato nella roccia un banco per sedere. Dei due lucernari esistenti,oggi ne rimane solo uno, nella sezione più ampia.La cripta è completamente affrescata da cicli pittorici, tra i più antichi del Salento rupestre, del 959 d.C. e 1020 d.C. eseguiti da i pittori Teofilatto ed Eustazio su commissione ecclesiastica. L'altare del vano minore testimonia che qui si pregava ancora nel 1765, anno in cui risale la sua collocazione: è dedicato alla Madonna delle Grazie.
La cripta è stato oggetto di restauro nel 1999

 

CASARANO

CROCIFISSO  

i resti del convento sovrastante la cripta

grotta-cripta ancora oggi adibita a culto. Presenta due galleria, una corta in cui vi è l'altare e una più lunga, buia e del tutto spoglia. Gli affreschi sono stati coperti con calce. Sovrastante la grotta alcuni resti di un monastero.

 

v. anche categoria grotte

CARPIGNANO

S.MARINA - CARPIGNANO

E' situata a Stigliano, antico casale distrutto dai saraceni, fatto edificare dai Baroni Salzedo.La cripta è accessibile con difficoltà da una scala ricavata dalla roccia.In essa sono presenti degli affreschi. In epoca successiva sorsero sulla cripta un chiostro con la chiesa di S.Marina, oggi cadente e pericolante.

 

CASTRIGNANO DEL CAPO

S.APOLLONIA - CASTRIGNANO DEL CAPO

La cripta si presenta come una voragine profonda circa 3 metri, di forma circolare e del diametro di circa metri 6. Vi si accede da una scaletta, alla cui destra si nota una celletta detta trono, dove vi è un sedile ricavato nella pietra; questo costituiva il giaciglio del monaco che dormiva seduto, secondo la regola di San Pacomio, il Santo egiziano del IV secolo dopo Cristo e fondatore del Cenobitismo. La grotta presenta due grandi bocche divise da un pilastro. Al suo interno, sulle pareti, di notano tracce di affreschi e di colore

CASTRIGNANO DEI GRECI

S.ONOFRIO CASTRIGNANO DEI GRECI

Di particolare importanza storico - religiosa è la cripta di S. Onofrio che prese il nome di un monaco eremita,  venuto dalla lontana Tebaide, antica provincia dell' alto Egitto. Riguardo questa cripta niente è rimasto nei vari archivi, quindi, se ne può ricavare la sua storia solo dalla storia delle altre cripte, con le stesse caratteristiche, risalenti alla stessa epoca e costruite per gli stessi intenti. Un solo fatto accertato è che sulla cripta esisteva una chiesa intitolata allo stesso S. Onofrio e ce ne dà atto la testimonianza del De Giorgi che viene convalidata dal fatto che demolita la chiesa, la piazzetta rimase col nome : Largo S. Onofrio.
Il De Giorgi, nella descrizione che fa dei comuni della provincia di Lecce nel 1897, scrive: "Recentemente è stata vandalicamente atterrata la chiesa di S. Onofrio con cripta sotterranea a volta sostenuta da colonne e con un' iscrizione greca (che io conservo) sull' architrave di una delle porte d' ingresso del piano superiore".14
Con l' atterramento della Chiesa di S. Onofrio, anche la cripta fu interrata e nessuno parlò più di questo luogo sacro. Il 25 agosto 1965, ad iniziativa dell' Amministrazione Comunale Cotardo, furono eseguiti i lavori di sterramento che portarono alla luce la cripta. Detta cripta è situata in una grotta naturale con evidenti trasformazioni della primitiva grotta, al tipo di basilichetta. E' formata da due ambienti, uno dei quali, il più grande, al quale si accede attraverso due rampe di scale regolari e convergenti, è diviso in due parti, una è riservata al celebrante e l' altra ai fedeli. Quest' ultima era dotata forse per sostenere la volta o per puro abbellimento da colonne di "Lecciso" (pietra Leccese), di cui sei abbinate, scanalate a metà. Una sola è stata trovata intatta, le altre sono state ricostruite poi, nella restaurazione, con vari pezzi tratti dalle rovine. L' altare è scolpito in un masso naturale, mentre ai suoi lati si trovano due mensole in pietra costruite in epoca più recente. Alle spalle dell' altare, attraverso due passaggi, a destra e a sinistra si accede ad un secondo ambiente, molto più piccolo del primo, il quale per l' aspetto rozzo e nudo e l' esistenza di un foro in alto che, probabilmente, era il primitivo ingresso della grotta, fanno pensare essere il primo abitacolo. Da un lato è incastrata nella roccia la pila dell' acqua Santa (anche questa costruita in un secondo momento), sulla quale è scolpita una data in lettere greche IBYZ (1236). (Forse l' epoca di una ristrutturazione).
Al momento in cui la cripta fu portata alla luce nella iconostasi c' era dipinta l' immagine della Madonna con colori a tempera che andavano dal grigio scuro, al giallo all' azzurro e al rosso ocra. Ai lati di una delle scale, nelle stesse tinte, si intravedeva in maniera indistinta la figura di un Santo non individuato. Purtroppo, sia l' una che l' altra al contatto della luce e dell' aria si dileguarono.
Altro ritrovamento interessante, i resti di scheletri umani. Lo sterramento della cripta richiamò l' attenzione di studiosi e ricercatori, i quali, esaminato il suo complesso architettonico, concordarono a farla risalire al VI secolo dopo Cristo, quindi al tempo "in cui i Calogeri Basiliani si rifugiarono nelle cripte, scavate nella roccia, che divennero poi centro delle comunità e delle manifestazioni di carattere religioso"15. Inoltre, da varie ricerche storiche, si può dedurre che S. Onofrio era una chiesa di rito greco, ma, nel 1600,dopo il tramonto di questo rito, passò sotto il controllo dei preti latini. Questi, per imporre più efficacemente la loro religione, non ebbero scrupoli a coprire gli affreschi delle cripte, sottovalutando la distruzione di vere e proprie opere d' arte legate a un periodo storico importante e basilare per tutti.

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www.castrignanodeigreci.it Eclisia -La Cripta Bizantina-

http://www.tuttocasarano.it/cripta%20crocefisso.htm

http://www.prolococastrignanodeigreci.org/castrignanodeigreci/cappelle&chiese=3.asp

 

COPERTINO

CRIPTA MASSERIA MOLLONE

CRIPTA S. MARCO - COPERTINO

L'antica cripta basiliana si trova all'interno della cappella di San Marco nel Castello, sulla sinistra.
E' protetta da una inferriata, si scende per mezzo di una scala a pioli in una botola che conduce in una prima piccola cripta scavata nella roccia tufacea, comunicante con un'altra più stretta.
Sulle pareti della prima cripta sono incise alcune figure, ripetute in proporzioni più piccole a livelli diversi sulla pietra tenera.
Fra queste una Madonna in Trono che allatta il Bambino ed un Cristo raffigurato senza la Croce. Ci sono, inoltre, figure appena abbozzate, altre più complete, teste con o senza aureola, alcune lettere indecifrabili e delle teste di uccelli.
Un incavo nella parete conteneva diverse ossa umane.

CRIPTA S.MICHELE ARCANGELO - COPERTINO

La cripta di S. Michele Arcangelo di trova nella masseria Monaci, sulla strada provinciale Copertino - Galatina, in una ridente campagna coltivata a vigneto.
Essa risale al 1314 e fu affrescata dai pittori Nicola e Demetrio da Soleto che scrivono di lei "Venerabilissima Chiesa". La cripta fu realizzata per conto del cavaliere Surè e dedicata a San Michele Arcangelo. L'asse dell' invaso è orientato Est-Ovest , si accede da una scala in tufo . Ha pianta rettangolare, misura metri 9,00 per 5,20, è coperta da una volta piana alta metri 2,60 che è sostenuta da due pilastri quadrangolari scavati nella roccia.Al centro della roccia si apre una botola ovale che serviva da rifugio in caso di incursioni. Di fronte alla scala d'ingresso sono scavati due altari posti uno al centro e l'altro spostato a sinistra: quello centrale è detto Pastophorion e serviva per la preparazione e consacrazione delle Sacre Specie. La cripta è interamente affrescata con scene della Crocifissione, dell'Annunciazione, di S. Michele Arcangelo ed altre ancora.

CORSANO

CRIPTA VIA CROCIVECCHIE - CORSANO

La cripta, poco nota, si trova in Via Crocivecchie.
E' un ipogeo basiliano di modeste dimensioni al quale si accede scendendo alcuni scalini.
Quasi certamente, in origine questi antri erano degli insediamenti rupestri, successivamente cristianizzati. Vi sono due locali, tra loro comunicanti, un altare, un basso rilievo ed un giaciglio.

 

 

CURSI

S.GIORGIO CURSI

http://www.turismo.provincia.le.it/home/risorse.php?id=1789

S.GIORGIO o S.STEFANO - CURSI

è situato in Vico Bianco, si accede dal soffito essendo la'ntico ingresso murato. numerosi riquadri affrescati.

S.STEFANO o S.GIORGIO - CURSI

La cripta di S. Stefano e S.Giorgio è situata nella zona più antica del paese, il Trieti, al centro di una strada cieca denominata "vico Bianco", ed insiste per metà sulla pubblica via, mentre per la restante parte s'interna in un giardino privato.Fu scoperta nell'estate del 1955. Ha una pianta a forma circolare elittica e si estende per una superficie di circa mq 23.00.La cava interna, scavata in un banco di tufo a volta piatta, ha una lunghezza di ml 9.86, ml 5.19 di larghezza e ml 2.00 circa di altezza. La planimetria può essere ricondotta ad uno schema a due navate scandite dall'unico pilastro esistente, non ricavato nella roccia, ma formato di conci di pietra di Cursi, fu realizzato in un successivo momento per sostenere parte del soffitto lesionato. L'ingresso originario è dato da una scalinata tuttora visibile che termina sotto un arco a volta in cui si notano diverse croci greche scolpite con ai due lati due piccole nicchie che dovevano fungere da lucernari. La navata sinistra termina con un altare a credenza, per la deposizione delle offerte. La cripta presenta diversi dipinti lungo le pareti. Questa cripta era legata al culto e al rito greco che durò a Cursi per Diversi secoli.(cfr. 'Cursi:cripta di S.Stefano o di S.Giorgio' di D. Giannuzzi,1980)
La cripta è stata oggetto di restauro nel 1999 a cura dell'amministrazione comunale. Restauro degli affreschi a cura di Daniela Verdesca Zain.

 

CUTROFIANO

S.GIOVANNI o SCAFURDO - CUTROFIANO

foto Carlo Mariano

Sito in località San Giovanni a sud-est del paese, a km. 2 dal centro e a km. 1 dal casino Don Lattanzio. Luogo di culto della comunità proveniente dalla Calabria intorno all'VIII-IX sec.d.C., la frequentazione dell'area in epoche precedenti è attestata da una discreta necropoli e da resti di altre piccole strutture comunitarie; fu sede, tra l'VIII ed il XV sec., di una chiesa dedicata a S. Giovanni, da cui prende il nome ed il cui crollo è attestato nel 1607: della chiesa medievale resta una base di colonna (al Museo Civico) e forse una trave in pietra, riutilizzata nella costruzione della vicina masseria Don Lattanzio. Attualmente sul posto, in corrispondenza dell'ingresso alla grottella, sorge la cappella votiva di S. Giovanni. La pianta è orientata secondo lo schema liturgico delle chiese bizantine, con l'abside rivolto ad oriente e l'ingresso ad ovest; interamente scavata nel banco roccioso, a pianta circolare e di piccole dimensioni, non supera i tre-quattro metri di diametro con un unico pilastro centrale a sezione irregolare ed un incavo di 60-70 cm. c.a, adibito a coro e/o giaciglio; un tempo interamente affrescata, oggi resta solo qualche rara traccia cromatica.

GAGLIANO DEL CAPO

CRIPTA DI S.APOLLONIA

Cripta di Santa Apollonia Vicinale per Corsano. E' una suggestiva grotta dedicata a Santa Apollonia sita appena fuori del paesino di San Dana. La cripta si presenta come una voragine profonda circa 3 metri, di forma circolare e del diametro di circa metri 6. Vi si accede da una scaletta, alla cui destra si nota una celletta detta trono, dove vi è un sedile ricavato nella pietra; questo costituiva il giaciglio del monaco che dormiva seduto, secondo la regola di San Pacomio, il Santo egiziano del IV secolo dopo Cristo e fondatore del Cenobitismo. La grotta presenta due grandi bocche divise da un pilastro. Al suo interno, sulle pareti, di notano tracce di affreschi e di colore.
 

GALATINA

LA CRUTTA

La cripta situata lungo una strada campestre a pochi centinaia di metri dalla strada statale 476 di proprietà delle sorelle Gaballo, ha l’invaso originale non più visibile. Questo invaso si potrebbe trovare sotto od attorno all’attuale complesso architettonico, costituito da un chiostro scavato e da una chiesa in muratura, datata 1889, con copertura a cupola e di forma circolare. Sicuramente il chiostro di quello che doveva essere un cenobio basiliano scavato nel tenero tufo sul finire del XIX, secolo come abbiamo visto dall’iscrizione presente sul mosaico della chiesa circolare, diviene un cosiddetto giardino di delizia, prova ne sia appunto il mosaico che ricopre non solo la chiesa ma anche il chiostro con la presenza di gradino sedile, fontane e ninfei fatti con le conchiglie.

http://www.rairo.it/territorio/Galatina/SMaria.html

http://www.rairo.it/territorio/Galatina/cripte.html

http://www.comune.galatina.le.it/gallerie_immagini/view.php?id=22&numero_elemento=22  ED ALTRE

S. MARIA DELLA GROTTA o LA CRUTTA o DELL'ASSUNTA o DEI GROTTI - GALATINA

si trova sotto la cappella dell'Assunta vicino alla masseria Grotta.

S.ANNA - GALATINA

nei pressi di masseria S.Anna. affreschi coperti da calce.

CRIPTA S. ANNA - GALATINA

Ubicata ad est di Galatina, a circa un chilometro dalla città, in contrada Piani, distante dall'omonima masseria circa duecento metri. La costruzione probabilmente doveva far parte di un antico Cenobio di Basiliani, del quale, in passato si vedevano tracce di un affresco. All'esterno presenta una piccola edicola votiva con altorilievo rappresentante due angeli che sorreggono un drappo che fa da sfondo a Sant' Anna e alla Vergine con Bambino.
Ogni anno, in occasione della festività di Sant' Anna, la chiesetta diventa punto di ritrovo per tutti coloro i quali risiedono stagionalmente nella campagna limitrofa.

S.MARIA DELLA PORTA - GALATINA

Ubicata in località Pisanello, nei pressi della masseria omonima. In questo punto il terreno non si presenta uniforme, infatti la cripta è ubicata per metà interrata, pecui si può accedere ad essa attraverso uno scavo di forma quadrangolare, corrispondente alle fondamenta di un chiostro, mentre per accedere alla chiesetta superiore, di forma circolare dobbiamo ritornare sul piano di campagna.
La leggenda narra di un tesoro nascosto nella grotta

S.MARIA DELLA GROTTA - GALATINA

La chiesetta di Santa Maria della Grotta, ubicata presso l'omonima masseria si sviluppa su tre navate, con absidi e un corridoio che conduce in locali affiancati alla cripta Basiliana. Sul corridoio, interrotto in un certo punto da un muro posticcio, si aprono alcune cellette dei monaci basiliani. La struttura attualmente è inaccessibile pericolante.
Nella cripta, fino a pochi anni si celebrava la messa, il 31 maggio ed il 15 agosto.

 

 

GIUGGIANELLO

CRIPTA S.GIOVANNI - GIUGGIANELLO

La chiesa-cripta si trova in località monte San Giovanni, lungo una strada rurale immersa tra secolari ulivi e una quercia spinosa (Quercus Coccifera).
Essa risale probabilmente al XII secolo. Alle origini era adibita alle funzioni di culto greco ma in seguito divenne cappella cristiana dove si continua a venerare San Giovanni Battista.
La cripta è interamente scavata nella roccia tufacea; vi si accede attraverso tre scalini che conducono in un atrio-ingresso. La struttura è a tre navate, il pavimeneto in terra battuta, il soffitto pianeggiante misura circa 2 m. in altezza. Intorno ai due pilastri centrali vi sono sedili a gradino e al di sopra dell'altare vi è un incavo quadrangolare dove forse vi alloggiava l'icona del santo.
Recentemente sono stati rinvenuti su una parete laterale alcuni affrechi con volti di santi non ancora identificati.

La cripta si trova a due Km. dal centro abitato sul Monte San Giovanni (120 m.s.l.m.) immersa negli olivi secolari e la macchia mediterranea lungo la strada di campagna sulla direttrice Giuggianello-Palmariggi. Nel medioevo la grotta - cappella era adibita a funzioni religiose col culti greco, in seguito le funzioni si celebrarono col rito latino continuando a venerarsi San Giovanni Battista. Con il passare degli anni, però, la devozione si disperse, ma un avvenimento miracoloso ne rinverdì i momenti pi intensi. Il massaro della vicina masseria "Armino" aveva una figlia cagionevole di salute la quale aiutava la famiglia portando al pascolo le pecore proprio nei pressi della cripta, dove un giorno le apparve San Giovanni che le promise la guarigione. Ciò avvenne ed il padre, in segno di gratitudine, riportò la cripta all'antico splendore. Qui il parroco del tempo ogni 24 giugno, festa di San Giovanni, celebrava la messa, e il massaro alla fine della funzione religiosa offriva ai fedeli vino e formaggio in segno di devozione. tratto da

http://www.ccsr.it/s_giovanni.html

GIURDIGNANO

San Salvatore a Giurdignano

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La cripta è ubicata a Giurdignano (circa 5 km da Otranto) e rappresenta una testimonianza di epoca bizantina molto interessante e dal punto di vista storico e da quello artistico.

Dalla piazza della città si percorre la strada a senso unico che porta a Uggiano e Minervino. Dopo circa 300 metri ci troviamo di fronte ad un bivio e frontalmente avremo la cripta.

Alla fine degli anni '80, durante un intervento di restauro, vi fu l'imprevisto rinvenimento di numerose sepolture, tutte ormai violate e prive di resti mortali e/o corredi funerali di qualsiasi tipo, costituente una vera necropoli, scavata nel banco tufaceo. Tale rinvenimento e l'assenza di sufficienti risorse economiche imposero la scelta di provvedere ad una copertura provvisoria per proteggere dagli agenti atmosferici il banco tufaceo della cripta e della necropoli.

La cripta e' ricavata dalla roccia e si sviluppa sotto il piano terraneo stradale. La pianta è a tre navate divise da quattro pilastri che terminano con tre absidi. La zona absidale e' sopraelevata e presenta un iconostasi. L’orientamento è secondo l’asse est ovest con gli absidi rivolti ad oriente.

La cripta si sviluppa secondo lo schema triabsidale don orintamento a est. L'elemento iconostatico e' in pietra, presumibilmente afrescato in origine. Su tutte le pareti sono presenti tracce di affreschi che fanno ritenere che la cripta fosse particolarmente ricca di icone religiose.

La chiesa e' divisa in tre navate ed e' presente un gradino-sedile. Nell’abside centrale è presente un affresco raffigurante la Madonna con due angeli ai lati. Sono presenti due colonne che dividono la struttura in tre navate. Le volte sono scolpite in maniera tale da simulare una cupola, ora un soffitto in legno a cassettoni. Tutti gli elementi architettonici non hanno nessuna funzione strutturale in quanto le caratteristiche della pietra calcarea fanno si' che la struttura stia perfettamente in piedi senza di esse.

La cripta è stata concepita in modo da creare particolari effetti di luce al tramonto. Difatti il sole penetra nella struttura illuminando l’altare centrale creando effetti particolarmente suggestivi.

Nella parte soprastante la cripta, nella zona esterna poco al di sopra del manto stradale, cica un decennio fa sono state rinvenute antichissime tombe.

Cripte bizantine a Otranto e dintorni. Cripta di San Salvatore a Giurdignano

CRIPTA ANONIMA - GIURDIGNANO

Lungo la strada rurale di "Quattro Macine, oltre la cripta di San Paolo, in prossimità del bordo stradale è situata la cripta anonima. Presenta una pianta articolata. Vi si accede attualmente da nord, attraverso una zona crollata del soffitto; l'ingresso originale, a dromos e rivolto ad est, è completamente ostruito dalla terra di riporto. All'interno è visibile un pilastro centrale che sottende quattro arcate, corrispondenti ad altrettante campampate. Sono presenti tracce di una rudimentale iconostasi, di gradino-sedile e alcune nicchie ad arcosolio e a ripiano; il pavimento è pieno di materiale di riporto, il soffitto è piano. Sono altresì visibili resti di colore e una croce greca incisa sul pilastro. E' probabile che la cripta avesse funzioni religiose. Oggi giace in completo abbandono.

S.PAOLO - GIURDIGNANO

Sita fuori dal nucleo storico, lungo la via rurale di "Quattro Macine", interamente ricavata da un masso di calcarenite, la piccolissima grotta è posta sotto il menhir detto di San Paolo; risale all'IX-XI sec. d.C. L'ingresso è accessibile dal piano stradale; sono immediatamente visibili le tracce di affreschi raffiguranti tre immagini sacre ampiamente ritoccate. La presenza di culto-chiese-cripte è diffusa nel territorio: lungo la stessa strada campestre, infatti, sono presenti altre numerose grotte insieme a dolmen e menhir, la vicinanza dei quali non sembra casuale ed è forse riconducibile all'interpretazione di croci che la simbologia cristiana dà alle pietrefitte.

LECCE

CRIPTA DEL DUOMO - lecce

all'interno del duomo di Lecce

Vi si accede da due ingressi posti in corrispondenza dei pilastri del transetto verso la navata.
La Cripta fu ricostruita agli inizi del Cinquecento su un preesistente impianto medievale. E' costituita da un corpo longitudinale a cui si innesta un lungo braccio colonnato e due cappelle. Di particolare pregio i capitelli delle colonne e gli altari del periodo "Barocco".

 

MATINO

SANT'ERMETE

La grotta è situata nella parte orientale della serra di Matino, a sinistra della strada che da Matino conduce a Casarano

La grotta, che dà il titolo anche alla circostante collina, è dedicata a Sant'Ermete; sia la grotta che la collina sono chiamate dai matinesi col nome di Santa Palmeta, per via di un'immagine anticamente affrescata sulle pareti della grotta. La parete destra della grotticella si prolunga in una formazione a breccia ossifera che si allarga a semicerchi occupando buona parte del pianoro antistante e costituisce un probabile residuo della grotta originaria molto più ampia di quella attuale. In superficie si trovarono numeore ossa che rivelarono un grado molto alto di fossilizzazione, che sembravano appartenere ad un complesso pleistocenico di notevole interesse. La grotta è il giacimento più antico dell'area compresa tra la grotta delle Veneri di Parabita ed il complesso di Ruffano.

 

MIGGIANO

S.MARINA - MIGGIANO

MURO LECCESE

S.MARIA ASSUNTA - MURO LECCESE

La cripta di Maria SS. Assunta è situata sotto l'omonima chiesa .Fu realizzata nel secolo XII, scavando nel banco calcarenitico.A sud-ovest di Otranto il fenomeno rupestre assume un carattere di particolare densità.L'impianto originario conservato presenta una pianta a schema rettilineo a tre navate:triabsidata( presenta delle analogie con S. Tolomeo a Uggiano La Chiesa).L'invaso sacrale è partito a nove pilastri in dodici campate.Elemento comune è l'orientamento del loro asse secondo uno schema liturgico:asse est-ovest, con le absidi poste a oriente.L'iconastasi presenta un triforiun e delle finestrelle per la sistemazione di icone e dittici.L'abside centrale accoglie l'altare di pietra, mentre i locali laterali erano adibiti alle cerimonie preparatorie e alla celebrazione del sacrificio.
Sono visibili tracce di affreschi

 

NARDO'

SANT'ANTONIO ABATE - NARDO'

S.ANTONIO ABATE - NARDO'

La cripta, che per le modeste dimensioni dell'invaso dovette essere destinata ai bisogni cultuali di una piccola comunità medievale, è dedicata a Sant' Antonio Abate e risale al XIII secolo.
Nelle fonti è denominata 'Santus Antonius de la Gructa' .
La zona antistante all'accesso è stata scavata in modo da creare un vestibolo a cielo aperto, in cui è stata ricavata la scala, che scende, per oltre due metri, al di sotto del piano di campagna.
Il pavimento è in terra battuta. Il basso soffitto è irregolarmente piano e s'incurva agli angoli per raccordarsi alle pareti.
L'impianto della cripta è rettangolare. L'asse liturgico è orientato in direzione Est-Ovest, con altare addossato alla parete orientale. Un gradino-sedile, in parte interrato, corre ai lati dell'altare, lungo la parete a sud e parte di quella opposta. L'ingresso è invece a Nord.
Le pareti sono affrescate. I colori, completamente sbiaditi ed ormai difficilmente leggibili, sono presenti su tutte le pareti e informano tra le16 ed le 18 raffigurazioni databili al XIII secolo e ritenute perciò di matrice bizantina. Queste raffigurazioni appartengono ad un unico ciclo e, probabilmente, ad una stessa mano. Esse sono: San Francesco, l'Annunciazione, Sant' Antonio Abate, La Vergine con il Bambino, Crocifissione, Cristo, San Pietro. Seguono alcuni affreschi di Santi non ancora identificati. Il ciclo di immagini è completato dalle iconografie intitolate a San Nicola, San Giorgio e San Demetrio, San Giovanni Battista. Le figure sono accolte all'interno di una 'architectura picta' costituita da sottili colonnine bianche coronate da capitelli a foglie su cui si impostano archetti trilobati decorati ad ornati vegetali.
In passato, la cripta era inoltre dotata di paramenti sacri adesso conservati nella Cattedrale.

Attualmente, nella cripta si svolge un culto saltuario ad opera degli abitanti che il 17 gennaio festeggiano il Santo.

Nello scrigno di Sant'Antonio Abate a Nardò

Era da tempo che meditavo di andarci. Devo dire grazie all’amico Nestore, che informandomi che da li a pochi giorni si sarebbe tenuta la tradizionale focara di S. Antonio Abate, se alla fine mi sono messo in macchina, ci sono arrivato e ho avuto modo di visitare uno dei più bei patrimoni storico-artistici dimenticati del nostro Salento. La chiesa-cripta di S. Antonio Abate nelle campagne di Nardò (detta S. Antonio di fuori, per distinguerla dal convento di S. Antonio presente all’interno della città).

La chiesa-cripta è situata nelle campagne di Nardò, nei pressi della masseria Castelli-Arene. La chiesa è scavata nel blocco tufaceo e si entra agevolmente, avendo, i monaci scavato anche i piani a scendere verso l’ingresso della cripta.

Entrare nella cripta è come entrare nello scrigno che nasconde un tesoro. Si rimane estasiati dalle bellezza del ciclo pittorico presente su tutte le pareti della cripta. Il tempo e l’incuria hanno posato la loro pesante mano ma la sensazione di incredulità dinanzi a quello che è possibile, anche ai nostri giorni, ammirare è reale e intensa. Soprattutto è forte il contrasto tra la bellezza della cripta e la brulla campagna che la circonda. Nei pressi sorge ora una casa dei proprietari della zona, ma immaginiamo come potesse essere lo stato dei luoghi secoli addietro. Silenzio e solo silenzio attorno. E la mano di un monaco che crea il capolavoro.

http://www.youtube.com/watch?v=DqJq5MDd1KY (per le foto segui il link)

All’interno, muovendosi da sinistra è possibile ammirare l’Annunciazione e ai suoi lati due Santi. Il primo, si ritiene San Francesco, il secondo Sant’Antonio Abate.

La parete successiva è suddivisa in tre riquadri, due laterali e uno centrale posto sopra l’altare. Nel primo riquadro, la Vergine in trono con Bambino. L’affresco centrale è la Crocifissione, anche se ormai poco visibile. Il terzo riquadro è occupato dalla figura di un Cristo benedicente alla greca. Soffermatevi sulla bellezza del viso e dei lineamenti che l’autore ha dato alla figura.


La parete successiva, quella più lunga che si para dinanzi entrando nella cripta, è suddivisa in cinque riquadri. San Pietro, un trittico di Santi anonimi, un Arcangelo e, nuovamente un Santo anonimo. Purtroppo lo stato degli affreschi non consente di risalire all’identità dei Santi a cui gli affreschi sono dedicati. Nell’ultimo riquadro della parete è presente l’affresco di San Nicola.

Nella parete successiva l’affresco è dedicato a due figure a cavallo, San Giorgio e San Demetrio.

Nell’ultima parete, a ridosso dell’ingresso, si trova la figura di San Giovanni Battista.

Il ciclo pittorico si può far risalire al XIII inizio del XIV secolo. Alcuni elementi degli affreschi si ritiene siano stati aggiunti successivamente, quali ad esempio i motivi floreali. Considerando che le iscrizioni visibili sugli affreschi sono in latino, è lecito pensare che tale luogo fosse legata alla liturgia latina.
E’ molto probabilmente l’unica cripta del medio-basso Salento in cui sono completamente assenti iscrizioni in lingua greca. Ai benedettini, a cui fu donato nel 1080 l’antico monastero greco di santa Maria di Neretum, si deve molto probabilmente la costruzione della cripta come segno, ancora ai tempi embrionale, di questo progressivo passaggio dalla liturgia greca alla liturgia latina. Infatti, nella zona sono diversi i siti che si possono far risalire alla tradizione greca – basiliana. Tra questi san Giovanni di Colometo, S. Elia e la stessa prima citata Santa Maria de Neretum e diversi altri siti di preghiera.



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CAPPELLA DI LOCAGNANO - NARDO'

NEVIANO

CRIPTA DI MACUGNO - NEVIANO

Strada Statale N.101 Salentina di Gallipoli, uscita Galatone. Provinciale Galatone-Seclì. Provinciale Seclì-Neviano. Proseguire per Via Roma fino Piazza Concordia. Voltare in Via Dante e percorrere la strada fino alla fine. Quindi voltare a sinistra in Via Rodolfo Graziani e a destra sulla Provinciale per Collepasso. L'insediamento è collegato alla Provinciale da un'antica strada solcata da una profonda carrareccia ora irrimediabilmente danneggiata.

La cripta di Macugno si trova a circa 2,5 Km a sud-est dall'abitato attuale di Neviano sulla Provinciale per Collepasso. Il sito è impervio e sassoso, coperto da lecci e vegetazione tipica delle macchie. La cripta è scavata nel tufo, sotto il piano campagna. La pianta è pressocchè circolare, mentre, sul lato sinistro, un grosso pilastro nativo regge la volta. Sulle pareti sono scavate nicchie e in ognuna è ricavato un sedile; quello centrale sembra destinato, per dimensioni e caratteristiche, al personaggio più importante. Nelle immediate vicinanze si osservano altri resti di grotte delle quali alcune occluse, probabili laure basiliane.

 

ORTELLE

MADONNA DELLA GROTTA - ORTELLE

MADONNA DELLA GROTTA - ORTELLE

La cripta, edificata intorno al XIII secolo, è ubicata nello spazio detto "largo della fiera" alla periferia del centro abitato di Ortelle. L' impianto planimetrico è caratterizzato da un vano rettangolare, scavato interamente nella roccia, con due grossi pilastri centrali che sorreggono una volta piana, e tre absidi, anch'esse scavate, che accedono ad una pianta a tre navate. In corrispondenza di ogni navata si descrive un abside inscritta in un arco quasi perfetto. Nell' abside centrale si può ammirare un bel altare di gusto barocco. Le pareti della cripta presentano diverse superfici dipinte a fresco. Si tratta di affreschi databili intorno ai secoli XVII-XVIII che hanno sostituito quelli originali più antichi. L'esterno della cripta, affiorante rispetto al piano di campagna, è riconoscibile per la presenza di un vano in conci di tufo con due accessi voltati a botte. L'accesso alla cripta è assicurato da due scale in corrispondenza di ognuno dei due ingressi, entrambe ad una sola rampa, costruita da gradini monolitici in pietra locale. Alla sommità della facciata meridionale della cripta è posto un piccolo campanile a vela in muratura di conci di tufo.

OTRANTO

ABITAZIONI A GROTTICELLA?

sulla destra andando per Torre Pinta

S.NICOLA - OTRANTO

S.NICOLA - OTRANTO

La Cripta si trova nella Valle delle Memorie luogo di particolare importanza storica con la presenza di un antico villaggio rupestre.
Risale probabilmente ai secoli X - XII.
Nella Valle sono ancora visibili, poco lontano dalla cripta, grotte rupestri scavate lungo il costone roccioso spesso ricoperte da una vegetazione spontanea.
La Cripta anch'essa scavata nella roccia è formata da tre navate divise da pilastri con nicchie a forma di absidi.
Sono ancora visibili alcune tracce di affreschi bizantini e di iscrizioni in greco.

S.ANGELO - OTRANTO

CRIPTA DEL PADRE ETERNO - OTRANTO

La cripta è ubicata in via ottocento Martiri ai margini del centro antico in zona denominata "Domenicani".
Risale, presumibilmente, ad epoca medievale quando i domenicani si insediarono ad Otranto.
Alla grotta, si accede mediante una scala a tre rampe. Un sedile in pietra dirimpetto all'altare, perimetra l'invaso.
Gli affreschi attendono di essere restaurati per essere meglio leggibili.
La grotta comunicava con altri ambienti anch'essi affrescati e sostenuti da pilastri monolitici.

CRIPTA DELL'ANGELO - OTRANTO

Situata sul versante destro della Valle dell'Idro, la Cripta si colloca come chiesa di un insediamento sparso.
Risale presumibilmente, ai secoli X - XI e presenta una struttura a tre navate, in buona parte crollata, nella quale rimangono solo poche tracce di affreschi risalenti al XIII secolo.

CRIPTA O CONFESSIONE DEL TEMPIO OTRANTINO - OTRANTO

sotto la basilica

Fu edificata tra il X-XI secolo.
Internamente ha cinque navate nel senso longitudinale e nove nel senso trasversale con tre absidi.
Di particolare rilievo sono le 68 colonne delle quali 42 sono monolitiche sormontate da bellissimi capitelli.
Le restanti costruite in pietra semincastrate nei muri perimetrali sorreggono le volte a crociera.
Di particolare rilievo alcune colonne di spoglio di origine bizantina ed altre romaniche come i capitelli, alcuni dei quali realizzati da maestranze bizantine.
La decorazione pittorica è superstite nelle absidi e nelle murature d'ambito verso ovest e risalgono ai secoli XIV e XV.

 

PALMARIGGI

PALMARIGGI

La grotta sorge fuori dal centro abitato di Palmariggi, nelle vicinanze del santuario di Monte Vergine.
Datata all'VIII secolo, la grotta presenta una parete di intonaco bianco, sul quale si conservano diversi affreschi, la maggior parte dei quali palinsesti. Il ciclo pittorico va, infatti, dal IX al XVI secolo, testimoniando il passaggio dallo stile bizantino a quello latino. L'ultima pittura porta la data del 1541, periodo in cui si ipotizza che i monaci basiliani abbiano lasciato la grotta, portando via ogni arredo e suppelettile sacra.
Di notevole rilievo l'affresco in stile bizantino che raffigura l'icona della Madonna.
La grotta, secondo la leggenda, fu ritrovata nel 1595, da un pastorello che aveva smarrito il suo coltello

SANTUARIO DI MONTEVERGINE Palmariggi

La cappella-grotta sorge a Palmariggi, sotto le fondamenta del santuario di Monte Vergine, su una collinetta raggiungibile dalla provinciale Maglie-Otranto.
Risale al XVI secolo; al suo interno accoglie un altare moderno, datato al XVIII secolo e precisamente al 1727, anno in cui fu fatto erigere da don Francesco Vernozza. Decorato con uno stemma gentilizio con a lato due angeli portanti una tromba, l'altare presenta, dentro una nicchia in pietra leccese, una statua a mezzo busto della VerginProvincia di Lecce

 

PARABITA

SANTA MARINA - PARABITA

S.MARINA - PARABITA

La cripta è ubicata fuori del centro storico nell'omonima via ed è interamente ricavata in un banco roccioso.E' databile verso la fine del secolo XII e inizio del XIII. L'interno presenta tracce di affreschi con qualche iscrizione. Lo stato di conservazione è discreto e merita di essere visitata.
Dal 1999 nel piazzale antistante la cripta si svolge, nel periodo estivo, una festa di " pizzica" con canti e balli popolari.

 

CIRLICI' - PARABITA S.ELEUTERIO - PARABITA

resti di affreschi

vedi SCHEDA Cirlicì

PATU'

CRIPTA S.ELIA - PATU'

La cripta si trova all'interno del calzaturificio Filanto. Sorge rivolta a levante, con pianta di un quadrilatero irregolare. L'ingresso è scavato nella roccia e presenta un arco a sesto acuto. Si entra scendendo tre gradini e subito a destra si nota un primo affresco completamente deturpato. Più avanti vi è un secondo affresco nelle stesse condizioni. Sull'architrave vi è una figura velata circondata da angeli.Intorno ai piedi dei muri interni gira una base alta non più di 45 centimetri che, molto probabilmente, fungeva da sedile durante i riti religiosi. La cripta testimonia la presenza dei monaci Basiliani che, a partire dall'VIII secolo, trovarono nel luogo un valido rifugio alle persecuzioni.

http://www.patulive.it/StoriaTerritorio/CriptaElia.php

POGGIARDO

SANTA MARIA - POGGIARDO

S.ROCCO - POGGIARDO

La cripta è posta sotto la cappella di San Rocco ubicata sulla strada, al bivio, Poggiardo-Spongano. Interamente scavata nel banco roccioso risale ai secoli XI-XII. L'impianto planimetrico è caratterizzato da un vano quadrato, con due grossi pilastri centrali che sorreggono una volta leggermente arcuata.

PRESICCE

S.MAURO - PRESICCE O MADONNA TE LU RITU

La cripta denominata di San Mauro è situata alle spalle della cappella di Santa Maria del Reto ed è stata ricavata nel sabbione pliocenico conchiglifero. Sia della cripta che della cappella attualmente restano solo i ruderi. La cripta in passato era quasi interamente affrescata: al momento vi sono solo le tracce di sette figure sacre tra cui Santa Caterina d'Alessandria ed una scena dell'Annunciazione nella navata destra. La risorsa risale al periodo bizantino e sulla base delle componenti stilistiche gli affreschi (o ciò che ne resta) si possono far risalire al massimo al XIV secolo. La cripta sembra sia nata non come luogo di culto destinato ad un vasto pubblico ma in funzione di una minuscola comunità rurale.

 

RACALE

CRIPTA DIETRO AL CIMITERO

Sulla parete di una vecchia cava si apre questa misteriosa nicchia (circa 2x3x2 metri) . All'interno statue che sembrano di divinità e di defunti.Ci sono 8 statue più altre decorazioni più piccole, esse sembrano rappresentare: un prete, un cristo flagellato, un suonatore di flauto, una donna, un frate e tutte hanno la testa troncata.

     

Cos'è questo luogo?  Questa memoria?  Niente so  eppure vedo  simulacri di una antica verità  rimasti ora muti  per sempre immobili

ROCA

CRIPTA ANONIMA - ROCA VECCHIA

 

RUFFANO

CRIPTA DELLA CHIESA DEL CARMINE - RUFFANO

mi dicono che nella chiesa di San Francesco, vicino alla Posta, ci sia una cripta

SALVE

FANO

notizie di alcni resti di una cripta su un costone del canale

 

SAN CASSIANO

MADONNA DELLA CONSOLAZIONE - SAN CASSIANO

foto di http://www.panoramio.com/user/515643

foto di http://www.panoramio.com/user/356254

La cripta, scavata in terreno tufaceo, è al centro del paese. Si scende per una scalinata di 15 gradini. All’esterno si presenta di ordine classico sormontata da un campanile a vela. L’interno presenta 3 navate irregolari, divise da pilastri cruciformi, con capitelli rozzamente incavati. Il pavimento è a lastroni di pietra leccese. Misura in altezza metri 2,40, in lunghezza metri 10 e in larghezza metri 12. Ha solo due absidi: la principale, ad ovest, con decorazione barocca, fa da incorniciatura ad una vergine col Bambino; l’altra, a sud, a forma di nicchia, su cui campeggia un trittico con al centro una Vergine in trono con Bambino benedicente alla greca. Il tema degli affreschi è neotestamentario e la tecnica è bizantina: naso lungo e dritto, viso ovale, occhi grandi, iscrizione esegetica, teste con aureole a nimbo. Le condizioni delle icone sono per lo più guaste, fatta eccezione per le pareti di destra. Entrando dall’ingresso principale, a destra è raffigurata un’Annunciazione: la Vergine nella destra e l’Arcangelo inginocchiato a sinistra; l’affresco è in più parti guasto. Nell’altare barocco, sulla parete di destra è inserito il volto ovale d’una Vergine col Bambino nimbato, più volte ritoccato. La Vergine ha volto ovale e occhi allungati, il Bambino benedicente inclina il capo sulla spalla della Madre. Sulla parete di fondo è rappresentato un trittico: al centro una Vergine col Bambino e sul capo a sinistra si legge: M.D.E/V,G,l,E (=M(A)D(R)E V(E)(R)GI(N)E) e a destra la data 1596, anno in cui l’affresco è stato ritoccato. A destra della vergine, una Santa col Bambino e a sinistra una santa Caterina con palma e ruota, simbolo del martirio. Ai piedi della vergine si trovano inginocchiati lateralmente un uomo e una donna con abiti epocali del ‘500; certamente trattasi del barone Giovanni Francesco Santabarbara e di sua moglie Giuditta che comprò il feudo di San Cassiano nel 1591 da Vittoria Doria e lo tenne fino al 1602. Sulla parete di sinistra vi è un affresco composto da tre riquadri: al centro un Cristo in trono che tiene un libro aperto su cui si legge:
EGO SUM LUX MUNDI (lo sono la luce del mondo). E’ da accertare il perché la cripta è denominata “Madonna della Consolazione”, dal momento che questo termine non è riscontrabile in nessun’altra cripta del Salento. Presumo che essa sia stata edificata in un periodo di calamità, di pestilenza ecc.., per cui “della Consolazione” potrebbe significare devozione o assistenza spirituale.  (tratto da : http://www.inqueldisancassiano.it/wp/?page_id=38 )

 

 

SANT'APOLLONIA - SAN DANA

SANT'EUFEMIA

MADONNA DEL GONFALONE - SANT'EUFEMIA

 

SANARICA

CRIPTA DELLA CHIESA DELL'ASSUNTA - SANARICA

SAN LASI - SANARICA

S.LASI - SANARICA

La cripta di S. Lasi a Sanarica è situata lungo una dolina nei dintorni del paese. Nei dintorni vi sono altre strutture ipogeiche, alcune di esse sono state interrate. La cripta attualmente visible è costituita da un piccolo ambiente con un pilastro centrico e due accessi di cui uno attualmente interrato; sul soffitto è presente un foro per l'aerazione; numerose sono le nicchie di piccole dimensioni e vi sono inoltre i resti di un gradino-sedile, una cattedra ricavata in una parete e una probabile alcova con giacitoio. Non vi è traccia di intonaco; le uniche decorazioni sono sul pilastro centrale dove sono incise due croci latine.
Attualmente è in stato di abbandono

 

SANNICOLA

SAN SIMONE SANNICOLA

Anticamente, presso questo piccolissimo paesino, sorgeva un insediamento basiliano dal nome ignoto, del quale si possono vedere ancora oggi, i ruderi della  grotta denominata dei Monaci. (1)

 

SANTA CESAREA TERME

SANTA CESAREA

La grotta rupestre, ubicata in contrada Attarico, è in parte naturale e in parte scavata nel banco calcarenitico.La grotta è situata in una zona con belle peculiarità naturali e ambientali e si affaccia sul mare. Oggi è in parte ostruita dal frontale franato e dal terriccio portato dall'acqua piovana, ma in origine doveva essere molto più grande.Anticamente il romitaggio rupestre era abitato da monaci Basiliani, sbarcati qui mentre in Oriente imperversava l'anticattolica lotta iconoclastica. All' interno della grotta sono presenti tracce di pitture murali in uno stato di conservazione precaria. Infatti, entrando ci si trova di fronte a due affreschi scoloriti, ma dai contorni
definiti: il primo riproduce l' Immagine della Madonna, il secondo rappresenta la Croce, con delle figure ai lati.

(probabilmente si riferisce alla Madonna dell'Attarico)

SANTA MARIA DI LEUCA

GROTTA DI S. PIETRO

E' situata nelle immediate vicinanze della chiesetta della Madonna delle Rasce, a circa due chilometri dal Santuario di Santa Maria di Leuca.

Tipica grotta basiliana, dove la leggenda dice che si rifugiò San Pietro per sfuggire alla persecuzione.

E' situata nelle immediate vicinanze della chiesetta della Madonna delle Rasce, a circa due chilometri dal Santuario di Santa Maria di Leuca. Quello che attualmente si vede è un vano circolare alto circa due metri e del diametro di circa tre. Vi si accede da un stretto passaggio nella roccia. Alla fine del corridoio di accesso, un altro piccolo vano anch'esso circolare sulla destra era probabilmente adibito a dormitorio. Nelle immediate vicinanze si possono notare tracce che denotano la permanenza umana nel sito: canali per la raccolta dell'acqua piovana, resti di piccole cisterne interrate, ecc.

SOGLIANO CAVOUR

CRIPTA S.MARIA DEL RIPOSO - SOGLIANO CAVOUR

sotto la chiesa degli Agostiniani

Nella cripta della Madonna del Riposo, della struttura originaria rimane ben poco: una parte rocciosa sulla quale è affrescata una tarda scena della natività. La Vergine è databile intorno al XII secolo, mentre San Giuseppe è di epoca posteriore.Sotto l'attuale scala in marmo, sono visibili i gradini, scolpiti nella roccia, che conducevano all'interno dell'ipogeo.Tutto il resto è stato irrimediabilmente compromesso, nel 1969, dai restauri voluti dai coniugi Concetta De Filippi e Carlo Magnolo.

 

SPECCHIA

S.CATERINA - SPECCHIA

sotto la chiesa di S.Caterina

La cripta è situata sotto la chiesa di Santa Caterina.
E' impreziosita da una serie di colonne con capitelli non più leggibili nei loro caratteri originari.
Sulle pareti laterali vi sono tracce di affreschi.

 

STERNATIA

SAN PIETRO - STERNATIA

S. SEBASTIANO - STERNATIA

S.SEBASTIANO - STERNATIA

Si trova nella parte opposta dell'abitato di Sternatia alla fine di via Neviera, inglobata nel giardino di un'abitazione privata.
Privata ma visitabile

La cripta di S. Sebastiano, risalente al secolo XI, ubicata fuori dal centro storico, è interamente scavata nel banco roccioso. A pianta quadrangolare, è suddivisa in due navate da un pilastro centrale sul quale è visibile un affresco di S. Sebastiano con un iscrizione votiva in greco. Sulle pareti sono visibili altri affreschi recanti iscrizioni greche e latine

CRIPTA DI S.PIETRO - STERNATIA

La cripta di S. Pietro, annessa alla masseria Caraffa, risalente ai secoli XI-XIII, è interamente scavata nel banco roccioso. La pianta è a navata unica quadrangolare con un ambiente retrostante limitato da un'iconostasi litoide. Le estreme condizioni di degrado lasciano solo intravedere l'originaria decorazione parietale risalente ai secoli XII-XIII. Altre decorazioni furono aggiunte nel corso del secolo XVIII, tra le quali un affresco raffigurante S. Pietro che dà il nome alla cripta.

 

SUPERSANO

MADONNA CIRIMANNA  (CELIMANNA) SUPERSANO

si trova all'interno del cimitero comunale di Supersano.

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due ambienti realizzati in periodi diversi conserva interessanti affreschi del XIII secolo. circa rettangolare 15x8metri

Attualmente vi sono due altari, di cui soltanto il primo difronte all'ingresso dovrebbe essere originale, mentre il secondo è barocco. Sono visibili i resti di un gradino - sedile, alcune nicchie, un pozzo artesiano, i resti di un piccolo fonte battesimale, e una cattedra in pietra.

SURANO

CRIPTA CHIESA DI S.ROCCO - SURANO

TRICASE

CRIPTA MADONNA DEL GONFALONE - TRICASE

La Cripta si trova lungo la Strada Provinciale che da Sant'Eufemia porta ad Alessano; la struttura risale al secolo IX. La copertura è sorretta da 19 pilastri, in parte scavati nel tufo ed è sormontata da un campanile. Il monumento ha notevole importanza archeologica, fu una "Laura" (un monastero) e per molto tempo fu anche una "Grancia" (fattoria convento) dell'Abbazia di S. Maria de Amito. Caratteristica la presenza di un recinto al centro.  La cripta ha subito numerose trasformazioni, dei suoi affreschi rimangono solo alcune tracce. (da Il Gallo).   Si festeggia dal 21 al 23 agosto

 

TORRE DELL'ORSO

S.CRISTOFORO - TORRE DELL'ORSO

UGENTO

IL CROCIFISSO - UGENTO

IL PORTALE DI INGRESSO

 

la lunetta sull'ingresso e le tombe dei monaci

 

un affresco e un animale fantastico sulla volta

 

interno e le stelle sulla volta

 

decorazioni di scudi crociati sulla volta e l'affresco sull'altare

 

animali fantastici e decorazioni sulla volta

UGGIANO

S.SALVATORE UGGIANO

http://www.otrantopoint.com/cripte_bizantine.html

 

S.ELENA  UGGIANO

http://www.salentu.com/comuni/Uggiano-la-Chiesa/monumenti.asp

S.ELENA - UGGIANO

La Cripta si trova sulla strada Uggiano - Porto Badisco, all'interno di un giardino recintato con muri a secco e conci di tufo.
La struttura risale, probabilmente, ai secoli X-XI.
E' costituita da tre navate divise da pilastri.
Oltre all'ingresso presenta una seconda apertura nel cortino absidale.
Vi sono tracce di affreschi ormai quasi del tutto scomparsi.

 

VASTE

SS.STEFANI VASTE

http://www.le.camcom.it/CapitoloTuristico/Itinerari/Vaste2.htm

S.MARIA DEGLI ANGELI - VASTE

La cripta si trova nel cuore del paese in via Don Minzoni sotto il livello stradale, nei pressi della chiesa Matrice e del palazzo Ducale dei Guarini.
Di epoca bizantina, risale all'XI secolo; fu riportata alla luce e resa agibile nel 1929.
Gli affreschi furono staccati e decontestualizzati dalla parete di tufo su cui erano stati dipinti, per il restauro curato dell'Istituto Centrale del Restauro di Roma.
L'iter di restauro di questi affreschi si è concluso nel 1975 con l'inaugurazione di un edificio-museo realizzato a Poggiardo, dove ancora oggi sono conservati gli affreschi.
La pianta della cripta, di derivazione orientale, è a tre navate concluse da absidi a profilo curvo; quattro pilastri dividevano l'aula in nove campate, ma di essi solo due sono conservati, mentre degli altri due rimangono solo i basamenti.
L'ingresso originale, posto lateralmente, era forse preceduto da un dromos concluso da una sorta di pseudo-protilo.
L'invaso è diviso in naos e bema da un'iconostasi litica in parte diruta, in cui si aprono tre stretti passaggi che permettono la comunicazione tra le due zone.
Il pavimento della cripta è in terra battuta, mentre il soffitto originario, non più esistente, doveva avere la forma piana.
Sono presenti resti di un altare staccato dalla parete nell'abside mediana e di una mensa, forse adibita alla preparazione della Specie, in quella di sinistra.
La cripta apparteneva ad una comunità di rito greco come attestano chiaramente l'iconostasi e la struttura del bema

 

VEGLIE

CRIPTA DELLA FAVANA - VEGLIE

E' situata nei pressi del Convento dei Francescani del quale rimangono poche mura e una chiesetta attigua al cimitero. Presenta una forma architettonica di origine greco - orientale. Vi si accede attraverso un dromos (in cui è stata ricavata una scala di 13 gradini). Entrando, a sinistra, abbiamo un piccolo vano comunicante con la Cripta. Probabilmente si tratta del pastophorion cioè del locale adibito alle cerimonie preparatorie delle funzioni religiose. La Cripta ha un'unica navata con una piccola abside orientata ad est (l'orientamento ha motivazioni religiose e simboliche). Nell'abside era presente un altare di recente fattura su cui è ricavata una nicchia che serviva probabilmente da diakonicòn - cioè deposito di arredi sacri-. Il pavimento è in terra battuta e il soffitto di m. 2.10 è perlopiù pianeggiante.

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LE SEGUENTI A LECCE?

S.ONOFRIO

La cripta di S. Onofrio è ubicata ai limiti del centro storico sull'omonima via. Risalente forse al secolo XI, la cripta è formata da due ambienti. Il più ampio, al quale si accede attraverso due rampe di scale regolari e convergenti, presenta 18 colonne in pietra leccese, di cui sei abbinate, probabile frutto di un intervento cinquecentesco. L'altare è scolpito in un masso naturale ed ai suoi lati si trovano due mensole in pietra di epoca più recente; le poche tracce di affreschi non risalgono al XVI secolo. Alle spalle dell'altare, attraverso due passaggi, si accede ad un secondo ambiente molto più piccolo, dall'aspetto nudo, con un foro in alto che probabilmente rappresentava l'unico antico accesso. Su di un lato è incastonata nella roccia la pila dell'acqua santa sulla quale è scolpita la data in lettere greche IBYZ.

 

CRIPTA CHIESA DEL SS.SACRAMENTO

E' situata sotto la chiesa del SS. Sacramento ubicata accanto all'ex-convento dei domenicani nel nucleo antico del paese e vi si accede da due scalette inserite nel pavimento della chiesa. La costruzione ipogea, di origine Bizantina, risale all'anno Mille ed è costituita da un unico vano di forma longitudinale scavato nella roccia calcarea; è dotata di un semplice altare centrale e di due altarini laterali. Sulle pareti si intravedono tracce di dipinti con figure poco leggibili.

 

CRIPTA BIZANTINA (?)

Da p.zza A. Perotti, percorrendo via Roma ,si arriva in P.zza Vittoria dove la cripta è recintata ed è visibile.

La cripta fu scoperta, nel secolo scorso, dall'architetto Bacile. Si tratta di una piccola chiesa, situata sul lato sinistro esterno dell' attuale Chiesa
SS. Annunziata, che risale al tempo dell' espansione dell' architettura bizantina nell' Italia meridionale. Dai resti si deduce un impianto a croce greca con cupola centrale e navatelle coperte a botte. Le due coppie di colonne rimaste hanno capitelli composti dall' abaco e da un tronco di cono rovesciato. In qualche zona si notano ancora tracce di affreschi molto deteriorati dal tempo.

CRIPTA MADONNA DELLA CONSOLAZIONE

La cripta si trova all'interno del centro urbano, inglobata nelle costruzioni adiacenti. Presenta due ingressi, uno su via Monticelli e l'altro su via Roma.
La cripta, risalente all'XI secolo, ha una forma basilicale a tre navate che, divise da pilastri, terminano in tre absidi, delle quali ne rimangono solo due. Sulle pareti laterali interne sono ricavate nicchie di forma quadrangolare a profilo curvo. Il pavimento è in lastre di pietra leccese; il soffitto è piano.
Gli arredi litici consistono in un gradino-sedile nella navata destra, un altare situato nell'abside destra e alcune piccole nicchie; due altari di epoca posteriore (dei quali uno barocco) nella navata destra. Lungo la navata principale vi sono due nicchie sagomate e un acquasantiera.
Gli affreschi delle pareti, alcuni dei quali palinsesti, sono databili dal XII al XVI secolo.
La presenza di iscrizioni in lingua greca e latina fanno supporre che l'ipogeo fosse usato per il culto da comunità miste.

CRIPTA DELLO SPIRITO SANTO

La cripta dello Spirito Santo, antico luogo di culto dei monaci basiliani, è ubicata alla periferia del centro abitato. Presenta un' impostazione planimetrica rettangolare interamente scavata nella roccia calcarenitica, tipica della zona. La cripta ha un unico pilastro defilato rispetto all' asse centrale, un sedile ricavato nella roccia ed un unico altare a blocco, addossato alla parete ad est. Al di sopra dell' altare è presente una nicchia quadrangolare, dove in origine vi era l' immagine dello Spirito Santo

CRIPTA DI SAN MARCO

si trova nella chiesa della Madonna del Carmine

La cripta è scavata nella viva roccia ed ha la forma di un semicerchio.Sulle pareti laterali sono visibili tracce di affreschi risalenti al XII secolo. Sono stati rinvenuti resti di ossa conservati in una teca.

CRIPTE DI GALATINA

S.Anna, S. Maria della Grotta, S.Maria della Porta, De Giorgi

leggi articolo del G.S.N.