GROTTE MARINE
Grotte in tutto o in parte sommerse dalle acque marine.Andando da nord a sud lungo la costa adriatica, quindi da sud a nord lungo la costa ionica.
GROTTE FRANCO DE PACE - Serra Cicora - Nardò
grotta S.Andrea - Torre S.Andrea
http://www.panoramio.com/photo/1745384
Grotta della Poesia Grande

comune:
Melendugno localita: Roca ingresso: semisommerso latitudine N: 40" 17'
10" longitudine E: 18" 25' 50"
Si tretta di un sistema costituito da una dolina
collegata a mare per mezzo di una galleria e, verso sud, a una sala per
mezzo di un cunicolo. La sala è a sua volta collegata alla Grotta della Poesia
Piccola per mezzo di un sifone.


descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale, di circa 50 metri. La grotta è, come
anche la Grotta della Poesia Piccola, una cavita di
crollo distante poche decine di metri dal mare e dall'altra cavith con la quale
costituisce, in realta, un unico sistema carsico. Attraverso un breve sifone,
ubicato in direzione nord, infatti, la grotta della Poesia Grande comunica con
una caverna subaerea, caratterizzata da una spiaggetta sabbiosa. Da tale
ambiente, attraverso un altro breve passaggio sifonante, sempre in direzione
nord, & possibile accedere alla grotta della Poesia Piccola.Altri
sifoni ed una condotta navigabile con piccole imbarcazioni mettono in
comunicazione la grotta col mare aperto. Sulle pareti della cavita sono state
rinvenute antiche iscrizioni e graffiti, probabilmente di epoca messapica. Si
presume che il nome dato alle due grotte adiacenti derivi da una leggenda
second0 cui nella grotta facesse il bagno una bella principessa che ispirb poeti
a scriverle delle odi.
Grotta della Poesia Piccola

comune: Melendugno localita: Roca ingresso: semisommerso latitudine N: 40" 17' 09" longitudine E: 18" 25' 53''
E' una grotta molto importante sotto il profilo archeologico in virtù delle migliaia di iscrizioni e segni murari che adornano gran parte della sala principale.
La grotta ha due accessi: uno da mare, alla base della
falesia e uno da terra, in corrispondenza del crollo della volta della
stanza principale. È collegata con la grotta della poesia grande mediante un
sifone.
descrizione: sviluppo prevalentemente orizzontale, di circa 20 metri. Presenza di sifoni sommersi e di passaggi subaerei che la collegano con la Grotta della Poesia Grande e con il mare.
18,25481954 40,17081523
Qui queste grotte vengono dette della posìa dalla parola greca medievale posià con la quale si indicava il luogo e la grotta ove era possibile bere acqua dolce. E qui in effetti vi sono i segni di una fonte che scorreva nell’antichità.
In questa Grotta nel 1983 sono state ritrovate numerosissime iscrizioni in lingua Messapica databili a partire dal IV secolo A.C.. La Grotta fu dal neolitico fino al II secolo A.C. sede di culto. In eta Messapica fu utilizzata per la venerazione del dio Taotor Andirabas. In età romana l'attività umana nella Grotta non cessò così alle iscrizioni in Messapico si aggiunsero delle altre in lingua latina.
Scrive il Pagliara, lo studioso scopritore delle Grotte:
“Le iscrizioni sono diffuse ovunque occupando una fascia continua che è alta rispetto all’attuale livello del mare circa 8 metri per un continuo valutabile intorno ai 70-80 metri e una superficie interamente iscritta che oscilla fra i 500-600 metri quadri.
Teniamo presente che sulle stesse superfici sono state eseguite, sovrapponendole una all’altra, sia le figure preistoriche, sia le iscrizioni messapiche, sia le iscrizioni latine. Volendo valutare a grandi linee questo monumento, diciamo che in età storica, (fase di IV, III ecc.), la grotta fu un santuario di una divinità indigena il cui nome compare sistematicamente in tutti i testi cioè Taotor, Teotor, Tootor a seconda delle varianti……..
grotta dello Speziale o dei Fidanzati
La leggenda vuole che due fidanzati, rigugiatisi nella
grotta per l'infuriare dei venti, non si accorsero del sopravanzare della
tempesta.
Nelle notti di aprile si sente ancora nell'aria un gemito come un lamento, è il
sospiro, l'ultimo, dei due amanti.
L'ambiente principale è costituito da una caverna aperta
sulla falesia in dir. N è presente un secondo ambiente più basso
che tende progressivamente a chiudersi in corrispondenza di una spiaggia
sabbiosa.
18,25303092 40,171839



un ingresso da terra tramite una scala a galleria introduce in un vano semmisommerso che si affaccia sulla torre di guardia di Roca
Grotta
delle Moniche o delle streghe
comune:
Melendugno localita: Torre dell'Orso ingresso: semisommerso latitudine N:
40" 16' 43" longitudine E: 18" 25' 55"
descrizione: sviluppo prevalentemente orizzontale, di circa 20 metri.
comune:
Otranto localita: Otranto Nord ingresso: semisommerso latitudine N: 40" 10'
53" longitudine E: 18" 28' 27"
Grotta
delle Conchiglie
comune:
Otranto localita: Otranto Nord ingresso: semisommerso latitudine N:
40" 10' 11" longitudine E: 18" 28' 53"
descrizione:
sviluppo orizzontale di circa 30 metri
Grotta
delle Pupe
comune:
Otranto localith: Otranto Nord ingresso: semisommerso latitudine N: 40" 10'
11" longitudine E: 18" 28' 55"
descrizione:
sviluppo orizzontale di circa 18 metri
Grotta
Verde
comune:
Otranto localita: Otranto Nord ingresso: semisommerso latitudine N: 40" 10'
09" longitudine E: 18" 28' 46"
descrizione: sviluppo orizzontale di circa 15 metri
Grotta
Sfondata
comune:
Otranto localita: Otranto Nord ingresso: semisommerso latitudine N:
40" 10' 09" longitudine E: 18" 28' 50"
descrizione:
sviluppo orizzontale di circa 20 metri
Grotta della Monaca

Otranto localita: Masseria Cerra - Otranto ingresso: semisommerso
latitudine N: 40" 09' 47" longitudine E: 18" 36'33"
La cavità è costituita da un'ampia caverna di crollo dal
cui fondo si sviluppa una galleria che termina in corrispondenza di
una frana. Un cunicolo artificiale permette di accedere alla prima sala da
terra.
18,29027991 40,094943



descrizione: sviluppo orizzontale di circa 110 metri. Cavita piuttosto ampia, con volta alta, ingresso stretto. Nell’ampia sala centrale una finestra naturale con un cunicolo conduce all’esterno. Presenza di concrezionamenti di notevole interesse. Accessibile con barca durante la bassa marea.
GROTTA DELLA MACCHIA o Grotta Le Macchie
DT

Comune: Otranto
Località: S. Emiliano
Coordinate Geografiche Latitudine: 40° 05’ 46” N, Longitudine: 18° 30’ 28” E
La Grotta della Macchia, conosciuta nell’ambito della subacquea amatoriale
e turistica come le Macchie, deve il suo nome alla colorazione bruna della
roccia
emersa, sopra il suo ingresso, che risalta sul grigio chiaro della roccia
circostante.
Ubicata a circa un miglio a S di Punta Palascìa, nei pressi della punta N
della baia
di S. Emiliano, al contatto tra calcari oligocenici e calcareniti, mostra il suo
ingresso
a -6 m di profondità. La cavità appare già descritta in CENTENARO et al.
(2003), ma con numerose difformità da quanto è stato a noi possibile rilevare.
Per
questo qui se ne propone una descrizione alternativa e un nuovo rilievo (Fig.
9).
La cavità è costituita da un’unica galleria lunga poco più di 25 m che termina
in una sala sub-ellittica emersa. Lo sviluppo planimetrico totale è circa 34 m.
Sulla
volta, nei pressi dell’ingresso, è possibile notare un solco d’incisione
idraulico,
mentre il fondo è ricoperto da numerosi ciottoli e blocchi di roccia.
All’interno
della cavità è possibile notare la massiccia presenza di acqua dolce che, in
assenza di
moto ondoso, si stratifica sopra l’acqua salata per uno strato spesso più di 3
m. L’acqua
dolce che invade quasi tutta la camera circolare interna, si rende responsabile
della desertificazione delle comunità benthoniche di roccia producendo la
situazione
di “quarto vuoto” di RIEDL (1966). Sulla volta della camera emersa CENTENARO
et al. (2003) segnalano una breccia ossifera con resti di mammalofauna (Bos
primigenius).
Molto sfruttata dal punto di vista turistico subacqueo, la grotta presenta,
però, una particolare caratteristica che la rende molto pericolosa per chi vi
accede
con eccessiva confidenza. Nel periodo di questo lavoro, si è avuta notizia di un
incidente
che ha coinvolto un subacqueo. Egli, risalendo in bolla, ha tolto l’erogatore
per
respirare all’interno della camera d’aria. Nella bolla d’aria, però, era
probabilmente
presente H2S che gli ha procurato danni alle prime vie respiratorie.
RIPARO DI PUNTA FACÌ
DT

Comune: Otranto
Località: Punta Facì
Coordinate Geografiche Latitudine: 40° 08’ 00” N, Longitudine: 18° 30’ 58” E
La cavità, modellata nei calcari del Cretaceo, mostra un portale di circa 20 m
di
larghezza con uno sviluppo interno di circa 5 m. A quota -6 m presenta una
cengia
di cospicue dimensioni che prosegue nel corpo roccioso con uno stretto condotto,
probabile collegamento con le adiacenti Grotte Gemelle Tau-Manhattan.
GROTTA DI CALA BADISCO I
DT

Comune: Otranto
Località: Porto Badisco
Coordinate Geografiche Latitudine: 40° 04’ 51”N, Longitudine: 18° 29’ 01” E
La cavità in questione, dalle dimensioni contenute, si apre nell’incisione
fluviale
di Porto Badisco, nelle immediate vicinanze della spiaggia, con un ingresso
sommerso ed uno sviluppo planimetrico di circa 15 m (Fig. 10). Modellata nei
Calcari di Castro, essa presenta un’unica galleria con un lucernario e due
piccole
campane d’aria in sequenza post-sifone, raccordate da uno strettissimo by-pass.
Particolare interessante è la presenza di tracce riconducibili ad antica e
consistente
attività risorgiva, che al momento della visita (mese di luglio) risultava
ridimensionata.
Il corpo roccioso in cui la cavità è modellata ha assetto inclinato e
fratturazione
di tipo concentrato. All’interno della cavità non si evidenziano depositi
chimici, né
biologici. L’accesso alla cavità ha difficoltà rapportata allo stato del mare.
GROTTA DI CALA BADISCO II
DT

Comune: Otranto
Località: Porto Badisco
Coordinate Geografiche Latitudine: 40° 04’ 51” N, Longitudine: 18° 29’ 02” E
Accanto alla Grotta Cala Badisco I, si apre un’altra modesta cavità. Modellata
nei Calcari di Castro, presenta un ingresso sommerso ed uno sviluppo
planimetrico
di meno di 10 m (Fig. 11). Piccola cavità carsico-marina è caratterizzata da una
zona emersa, interna, post-sifone. In direzione E-SE è presente una prosecuzione
impraticabile per le dimensioni ristrette. La cavità mostra una ridotta attività
di
risorgenza e, all’interno, non presenta depositi chimici, né biologici. La
potenza
degli strati del corpo roccioso in cui è modellata è ad assetto inclinato con
fratturazione
concentrata. La direzione di sviluppo di questa grotta è sub-perpendicolare
alla direzione di sviluppo della Grotta Cala Badisco I. La difficoltà
dell’accesso è
rapportata allo stato del mare.
GROTTA LU FAU OTRANTO
DT
Denominazioni alternative: Grotta di Torre del Serpe
Comune: Otranto
Località: Torre del Serpe
Foglio IGMI: 215 III NO “Otranto”
Coordinate Geografiche Latitudine: 40° 08’ 33” N; Longitudine: 18° 30’ 24” E
La grotta Lu Fau fu segnalata per la prima volta da OROFINO (1986) che,
ignorandone la direzione e lo sviluppo complessivo, registrò al Catasto
Speleologico
Pugliese l’ubicazione del lucernario esterno, detto fau, che si apre sulla
scogliera a E-NE di Torre del Serpe. La descrizione della grotta sommersa ed il
suo rilievo sono già apparsi in ONORATO et al. (1999). In più occasioni prima e
durante lo svolgimento di questo lavoro è stata riscontrata la presenza in
grotta di
acqua torbida e maleodorante. Le analisi di laboratorio hanno dimostrano
l’elevatissima
concentrazione di colibatteri fecali e totali, credibilmente dovuta allo
sversamento
illegale di acque fognanti. Sul fondale antistante l’ingresso sottomarino
della grotta si rinvengono, inoltre, rifiuti di ogni genere in particolar modo
lattine,
bottiglie, lenze da pesca complete di esche artificiali, piombi e, a volte, di
pescio62
lino morto all’amo. Non mancano pantaloni, giacche, scarpe e scarponi, retaggi
di sbarchi clandestini, contornate da reti da pesca e pneumatici. Nella sala
interna
sono state addirittura ritrovate due sedie da giardino. Sono state effettuate
dagli
autori denunce alle autorità competenti.

descrizione:
sviluppo orizzontale di circa 60 metri. Grotta spettacolare per la scenografia.
Si tratta di un sistema di due cavita a “duomo” tra lor0 in comunicazione.
La sala piu vicina a1 mare vi comunica con un ingresso posto a -24 m. La stessa
sala i! in comunicazione con l’esterno subaereo a mezzo di un lucernaio
(prodottosi per il crollo del “soffitto”). da cui i! possibile introdursi
anche in condizioni di mare mosso. La 78 seconda sala è tutta buia. Altezza
della colonna d'acqua, 24 m nella prima sala; circa 17 nella seconda. Ciascuna
sala ha un diametro alla base di oltre 30 m. Sul fondo della prima cavitiì si
nota un cono clastico, formato in parte dal crollo della volta ed in parte da
pietrame vario, che ignoti hanno gettato per decenni nella grotta dal lucernaio.
Il cono ha il suo vertice a -17 m, in prossimitA della verticale che porta al
lucernaio (foto i), e degrada ripidamentc verso la base dell'apertura sommersa,
a -24 m. Tutto il cono accoglie decine di cerianti Cerianthus membranaceus di
varie dimensioni e colori. Da segnalare, sulla parete in prossimitA della base,
esili e lunghe spugne Axinella cunnabina e, ben sviluppate e ramificate, le
colonie del brio- Porella ceruicornis. Le pareti della seconda camera, buia,
accolgono serpulidi, ma anche forme erette di Agelas orodes protese verso il
passaggio alla prima camera. Le formazioni su cui tali spugne sono rinvenibili
somigliano a travi protese verso la luce, forse formate da generazioni
successive di organismi sessili ciascuna delle quali si è sviluppata sulla
precedente, morta. I misidacei sono presenti solo in questo secondo ambiente. Il
pavimento limoso non accoglie i piccoli cerianti Arachnanthus visti altrove ma
appare disseminato di grossi coni con fori apicali. Ben sviluppate, e
ramificate, le spugne "stcllate" appartenenti al genere Dysrdea che si
ergono dal fondo melmoso. Il plancton si presenta carat- terizzato dal rosso
arpacticoide Peltuìium sp. in entrambe le camere.
GROTTA LU FAUCEDDHU - OTRANTO
DT

Denominazioni alternative: Grotta del Cammello
Comune: Otranto
Località: Torre del Serpe
Foglio IGMI: 215 III NO “Otranto”
Coordinate Geografiche Latitudine: 40° 08’ 39” N Longitudine: 18° 30’ 28” E
Questa cavità, di cui qui si fornisce per la prima volta il rilievo, presenta
uno
sviluppo complessivo di circa 30 m (Fig. 2). Le è stato assegnato il nome Lu
Fauceddhu per via della similitudine con l’adiacente grotta de Lu Fau, e come
secondo nome Grotta del Cammello per la particolare forma che assume il
lucernario
se visto da una certa angolazione. La cavità si apre anch’essa nei Calcari di
Melissano, lungo la scarpata sommersa che, partendo dalla grotta de Lu Fau, di
cui contiene l’ingresso sommerso, si allontana dalla costa. La grotta presenta
un
ingresso alla base della scarpata, a -19 m (a circa 200 m dalla linea di riva),
ed un
lucernario a -6 m modellato sul piano del terrazzo del IV ordine che
caratterizza
l’area sommersa nei pressi di Torre del Serpe. La grotta è composta da due
stanze
principali. L’una, con l’ingresso posto a quota -19 m circa, presenta
centralmente
un camino che salendo verso l’alto porta ad una cengia caratterizzata da
concrezioni
organogene in giacitura sub-orizzontale. Sul fondo in direzione S, invece, si
diparte un laminatoio esplorato solo in parte. La seconda stanza assume una
forma
allungata verso l’alto, con all’apice il lucernario, che immette sulla
superficie del
terrazzo marino posto a 6 m di profondità.
Il ricoprimento biologico è influenzato dalla generosa quantità di luce che
riempie la cavità di modeste dimensioni, ad esclusione del laminatoio
meridionale,
in cui si ritrova il caratteristico ambiente di grotta semioscura.
Nel corso delle esplorazioni ricognitive è stato rinvenuto un ordigno esplosivo,
residuato bellico del calibro di 250 mm, carico con 20 kg di tritolo che è stato
fatto brillare al largo dagli uomini del Com.Sub.In. della Marina Militare in
data
05 maggio 2004.
TUNNEL DI TORRE DEL SERPE - OTRANTO
DT

Comune: Otranto
Località: Torre del Serpe
Foglio IGMI: 215 III NO “Otranto”
Coordinate Geografiche Latitudine: 40° 08’ 31” N, Longitudine: 18° 30’ 24” E
Questa cavità è un ampio traforo carsico che si sviluppa in orizzontale per più
di 30 m (Fig. 3), modellata anch’essa nei calcari del
Cretaceo superiore come le
due grotte vicine, le Grotte de Lu Fau e de Lu Fauceddhu. Lo sviluppo verticale
si svolge in due porzioni. La prima, la camera di base, ha il fondo leggermente
digradante in direzione NE. La volta è ricoperta da concrezioni stalattitiche
slargate
distalmente e ricoperte da organismi serpulidi. La seconda zona, a camino,
sale verso l’alto rastremandosi, generando sulla parete N due cengie poste a
quote
rispettivamente di -15 m e -8 m. Su quest’ultima si ergono affiancate due
colonne
verosimilmente stalatto-stalagmitiche. L’enorme portale che dà accesso dalla
parte
settentrionale mostra un grande oblò in alto che concorre alla illuminazione
dell’interno.
Alla base della parete esterna, a S-W della grotta è presente un’ulteriore
piccola cavità inesplorabile per le anguste dimensioni dell’ingresso. Le
biocenosi
presenti sono tipiche delle biocenosi di grotta semioscura, sulle pareti,
caratteristica
evidente è la presenza di spettacolari axinelle rosse e ramificate. Molto
scenografica per i giochi di luce che si formano, la cavità non presenta
particolari
difficoltà rapportabili all’immersione in grotta, fatto salvo il caso della
presenza di
reti da pesca e lenze di nylon.
anche:
comune:
Otranto localith: Torre del Serpe - Otranto Sudi ingresso: sommerso latitudine
N: 40" 08' 19" longitudine E: 18" 30' 26"
descrizione: sviluppo prevalentemente orizzontale di circa 26 metri. Ampio traforo carsico sommerso che attraversa la punta estrema Sud dell'insenatura di Torre del Serpe. Probabile relitto di condotta freatica, originariamente appartenente al sistema carsico de "Lu Fau" (0 Grotta di Torre del Serpe, ).
GROTTA PALOMBARA - OTRANTO
DT
Denominazioni alternative: Grotta dell’Alga
Comune: Otranto
Località: Baia Palombara
Coordinate Geografiche Latitudine: 40° 08’ 18’’ N, Longitudine: 18° 30’ 27’’ E
La Grotta Palombara, una delle prime grotte salentine ad essere accatastata,
è collocata nella baia omonima. Non risulta presente nella rassegna di ONORATO
et al. (1999), per cui se ne fornisce qui una breve descrizione. Modellata nei
calcari mesozoici apre il suo ingresso lungo una serie di fratture, e si
sviluppa per
una lunghezza di circa 25 m per poi risalire in una piccola bolla d’aria. Verso
N
presenta altri ingressi minori, che si raccordano a by-pass con la galleria. Il
fondo è
prevalentemente sabbioso, escludendo una zona al centro della cavità dove
affiora
del calcare, probabile porzione di un masso staccatosi dalla volta (CENTENARO,
1997), mentre il fondale esterno presenta ciottoli molto arrotondati.
All’interno
della cavità è poi possibile osservare la fuoriuscita di acqua dolce dalle
fratture
presenti sulla volta. Sopra l’ingresso della grotta, posta sulla scogliera
emersa,
è visibile una piccola cavità caratterizzata dall’esistenza di concrezioni
stalattostalagmitiche.
RIPARO STRAZZA o STRAZZACUJUNI - OTRANTO
DT
Denominazioni alternative: Grotta Strazzacugghiùni
Comune: Otranto
Località: Baia Palombara
Coordinate Geograjìche Latitudine: 40” 08 17” N,
Longitudine: 18” 30’36” E
La cavità in questione (sgrottamento o riparo sottoroccia), descritta in
CENTENARO
(1997), non può essere definita e accatastata come grotta, data la sua
conformazione
e rapporto sviluppo interno/dimensioni ingresso. La si riporta in questo
lavoro per le sue dimensioni superiori a quelle degli altri sgrottamenti
rinvenuti
nell’area d’indagine. Al pari della vicina Grotta Palombara, il Riparo Strazza
si
apre nei Calcari di Melissano con un largo ingresso di circa 14 m con altezza di
8 m circa ed in parte ostruito da una frana. La caverna presenta lunghezza media
interna inferiore alla larghezza dell’ingresso, ed il fondo è costituito da
sabbia
bioclastica molto fine; sulla parete meridionale sono visibili alcuni condotti
che
si rastremano verso l’alto. Sulla parte emersa della costa, in corrispondenza
del
riparo sommerso, è visibile un’altra cavità, Grotta dell’Orte

La grotta Strazzacuiuni è scavata nei Calcari di
Melissano lungo il lato meridionale della Baia
Palombara. Il suo ingresso, largo una dozzina di
metri ed alto circa 6 metri, è posto a 18 metri di
profondità, ma è parzialmente ostruito da alcuni
massi caduti con tutta probabilità dalla falesia
soprastante.
Il pavimento è costituito da un deposito di sabbia
bioclastica fine e le pareti sono tappezzate di alghe
e briozoi analoghi a quelli visti per la Palombara.
La cavità è caratterizzata da una scarsa lunghezza e
da due condotti a sezione circolare (verosimilmente
di origine carsica) che si rastremano verso l’interno.
accessibilità: solo subacquea
Grotta Palombara o dell'Alga
Grotta marina con due ingressi. Innanzi a quello
principale cè un grosso blocco, probabilmente derivante da crolli che
hanno ridotto l'originaria cavità. Il fianco desctro della grotta è costituito
da un'alta parete orientata N 90° di presumibile
origine tettonica.
18,30282676 40,08214117


GROTTA LU LAMPIUNE - OTRANTO
Comune: Otranto
Località: Punta Facì
Coordinate Geografiche
Latitudine: 40” 08’ 04” N,Longitudine: 18” 3 1’ 00” E
La grotta de Lu Lampiùne
deve il nome all’omonima
rivista salentina, il cui
editore segnalò l’ubicazione
del lucernario
alla squadra speleosub del
Gruppo Speleologico Neretino che ne effettuò
l’esplorazione ed il rilievo
topografico nel 1989 (ONORATO
and PALMISANO,
1990). Il rilievo originale fu
successivamente aggiornato
da ONORATO et al. (2003)
in seguito alla scoperta di
importanti dettagli strutturali.LE PSEUDOSTALLATTITI DI CUI è RICCA LA PORZIONE più confinata della grotta sono
state oggetto, di recente, di approfonditi studi che ne hanno definito la genesi
sia dal punto di vista strutturale che temporale.
La cavità ha quattro ingressi di cui uno a pozzo e tre
sottomarini. Gli ingressi sommersi introducono in un salone di forma
irregolare da cui si diparte in direzione SO un'ampia galleria. Si notano
morfologie freatiche e delle "strane" concrezioni di
origine organica.
18,31010791 40,08052


GROTTE GEMELLE TAU-MANHATTAN OTRANTO
DT
Denominazioni alternative:
Grotta del Tau
Comune: Otranto
Località: Punta Facì
Coordinate Geografiche
Latitudine: 40” 08’ 01” N,
Longitudine: 18” 30’ 59” E
Questa grotta, che appare
già segnalata in ONORATO
et al. (2003), è costituita
da due ambienti ben distinti
con il pavimento posto tra i
- 10 ed i - 11 m di profondità, Fig. 6 Il “muro” nella grotta Tau-Manhattan
separate da un diaframma I
di roccia in cui il passaggio
tra le due camere ha una evidente
forma di “t”. La sala
settentrionale ad andamento
sub-circolare ha due ingressi
impostati su due frane ad una
quota di -8 m, il più piccolo
dei quali a “buca di lettera”.
Nei pressi di questo secondo
piccolo ingresso è presente
un ammasso detritico molto
ben ordinato che ne chiude
Fig. 7 La fessura verticale con le digitaziom di grotta Tau-Ma- quasi
l’apertura. L’ammasso nhattan,
è allungato con andamento
sub-parallelo a quello dell’adiacente diaframma, quasi a rappresentare una sorta
di
opera muraria (Fig. 6). Sulla volta, in corrispondenza di esso, non si notano
segni di
distacco di blocchi.
Sulla volta di questa sala, diparte un largo camino (a fessura) che rastrema
verso l’alto a chiudere intorno alla quota di -2 m. Sul fondo, invece, parte uno
stretto laminatoio orizzontale, inesplorabile per l’esigua altezza, in direzione
approssimativa
dell’adiacente grotta de Lu Lampithe. Attraversando il diaframma
di roccia, tramite l’apertura a forma di “t” (che si proietta sulla luce
azzurrognola
che deriva dall’ingresso del secondo ambiente) si passa nella seconda camera del
6 7
Grotta
lu Lampiune e Tau-Manhattan

comune: Otranto localita: Punta Faci - Otranto Sud ingresso: sommerso latitudine N: 40" 08' 04" longitudine E: 18" 31' 00"
E' una delle più complesse della costa orientale. In questa grotta, per la prima volta, è stata appurata la presenza di stallattiti organogene. Nelle vicinanze, e forse collegata a questa la grotta TAU-MANHATTAN non ancora del tutto esplorata.

descrizione: sviluppo prevalentemente orizzontale, con diramazioni, per un totale di 108 metri. La grotta ha quattro ingressi di cui tre sottomarini. L'imbocco a terra 6 ubicato sulla spianata costiera a circa 30 metri dal mare e si presenta come un pozzo impostato su una frattura orientata NNO-SSE. Gli imbocchi sommersi si aprono a -11, - 11 e -23 m. I1 ram0 principale si sviluppa per 73 metri. Profondita massima di immersione: -25 m. Fine sediment0 ricopre il pavimento della grotta. Caratteristiche le numerose concrezioni eccentriche pre- senti nella parte terminale della grotta
una esplorazione postata da Giancarlo Casale su fondali.it:
Sono le 11,30 Hotel Tiziano
Lecce....arrivo e finalmente scorgo una sagoma con una bellissima donna...NO non
puo' essere lui,,,,invece era propri lui..il mitico Simo23....finalmente lo
conosco un vero onore....
Scendo saluti di rito e poi partiamo verso Otranto alle ORTE ,uno dei piu'
suggestivi posti del Salento..Orari per l'Immersione ore 14,00....
Arriviamo al diving scarichiamo le attrezzature e parcheggiamo le macchine negli
appositi spazi.
Carichiamo i bibo con mix mistiche un miscuglio di gas soporiferi...ed
attendiamo il gommone che ci accompagni a Punta Faci' la Location.......
Eccolo arriva con i sub del diving..tutti felici della loro immersione ,intanto
io e simo discutiamo del piano ,gli faccio vedere piante e sezioni e gli
descrivo l'immersione...ok
Intanto arrivano i sub e fra un saluto ed un'altro il capitano ci invita a
prepararci..ci vestiamo di tutto punto e scendiamo giu' sul pontile dove il
gommone ci attende.....
Partiamo ,5 minuti appena di navigazione e arriviamo nella caletta ,,,c'era un
po di mare ,,ma niente di che' per due Arditi SUBBI.
Ci diamo l'ok e via...in acqua..Simo mi comunica che a 3 metri facciamo il
bubble check gli do l'ok andiamo giu' controllo ok....e via per l'ingresso della
grotta.
Entro prima io trovo l'ancoraggio per la sagola e cominciamo la
penetrazione...mentre si progrediva Simo lo vedevo giu' a quota 22 metri mentre
io risalivo per intercettare il corridoio principale a quota 11 metri..gli
faccio segno con la lampada di risalire e si allinea con la sagola,proseguiamo
l'immersione Simo mi fa segni di approvazione ,percorriamo la grotta ed
arriviamo al BY-Pass che ricongiunge la camera iniziale......
Torniamo indietro per recuperare la sagola ma gli passo il pathfinder a Simone
per il recupero mentre io avanti la tengo in tensione...
Ci giriamo ogni angolo della grotta ed usciamo...qualche pnneggiata e ci
immettiamo nella TAU.
Entriamo visibilita' molto buona..ed avanziamo ..passiamo la diaclasi molto
suggestiva e andiamo a dx dove un manto di cerianthus ci accoglie ,una piccola
ispezione al cunicolo e dicidiamo di tornare indietro attaccare la sagola e
progredire....la visibilita' e' ridotta a 5 cm ma continuiamo siamo all'imbocco
del pozzo Simo avanti ed io indietro ,,,,,faccio sengno a Simone di tornare
indietro e di interrompere la progressione visibilita' quasi a zero..visto le
dimensioni del pozzo e le strettoie che lo precedono ....non ci sono piu' le
condizioni per andare avanti....Sempre la Sicurezza al primo posto...mentre
usciamo simulo un fine aria e perdita della maschera ...Simo prontissimo mi
fornisce la sua assistenza e mi accompagna fuori della grotta ,,,gli faccio
segno di fermarci ,di lanciare l'smb e risalita con condivisione
aria...Perfetto...

CAVITA' DI MASSERIA DELL'ORTE
Coordinate geografiche: 40° 08’16’’ N, 18° 30’36’’E
Greenwich
La grotta, scavata nei calcari mesozoici, è posta su
una piccola spianata tipo “rampart”, situata tra le
due scarpate che delimitano la superficie del IV
ordine. L’ingresso appare occluso quasi
completamente da un deposito di estensione
abbastanza limitata. Il pavimento della grotta, posto
a - 6 metri di quota, non è visibile, ma dovrebbe
essere impostato su delle brecce molto precedenti la
falda che caratterizza questo tratto di litorale, come
accade per il rampart.
La grotta, sulle pareti della quale sono stati
rinvenuti fori di litodomi con resti di valve, è alta
poco più di 2 m e larga non più di 10 m e profonda
circa 4 m, si apre su una piccola spianata larga non
più di 10 m e profonda circa 4,5 m, tappezzata di
ciottoli calcarei non cementati, di dimensioni
pluridecimetriche e ben puliti.
Cominciando dalla base, in questa sezione si
distinguono arenarie ben cementate di colore
giallastro, seguite da una crosta calcitica spessa da
5 a 20 cm, da 1m di brecce fangosostenute color
rosso mattone ed infine da 70 cm di sabbie ben
classate e piuttosto cementate.
GROTTA LA SORGENTE - PORTO BADISCO
descrizione dells ua scoperta postata da Giancarlo Casale su fondali.it:
Ci ritroviamo io,simone ed antonio seduti
al bar di fronte allo splendito scenario di badisco a organizzare e pianificare
l'immersione di oggi...
Obiettivo quello di forzare due strettoie abbastanza impegnative in due grotte
marine molto vicine fra loro....
Io e Simo in configurazione DIR (12+12) mentre Antonio in configurazione
side-mount (7+7) e sara lui a Violare i segrete che queste due grotte
custodiscono...mentre io e simo gli faremo assistenza.
Dopo aver discusso le procedure appropriate ed i compiti per ogni membro del
team ,,,ci prepariamo alla vestizione,io e simo prepariamo uno spool caricato
con 40 metri di sagola e segnandolo con un nodo ogni 3 mtri circa affinche
antonio possa fare una rilievo speditivo di lunghezza,profondita' e direzione
degli ambienti che Antonio si trovera' davanti(speriamo bene)...Forniamo spool e
lavagna per scrivere i dati ad antonio...siamo pronti scendiamo le scale per
l0avvicinamento al mare.
Ci tuffiamo ed a nuoto in superfice raggiungiamo la parete sx dove sono ubicate
le due cavita'.
Raggiungiamo il punto ci diamo l'L'ok e scendiamo...io fisso la sagola della boa
di segnalazione in superfice ,mentre Simo stende la sagola primaria ,fino alla
strettoia,dove poi attaccheremo lo spool metrato che avevamo preparato prima e
che antonio stendera' dentro...
Siamo pronti Facciamo spazio ad antonio affiche' passi per la
progressione,faccio presente che la strettoia si trova alla base di una
collinetta di sabbia e limo.per cui assetto perfetto per non alzare sospensione
e per rischiare di compromettere l'esplorazione..
La strettoia e' alta circa 50 cm e larga 70 cm...Antonio si avvicina ed io gli
fornisco il tempo che deve stare dentro .5-6 minuti...
Antonio finalmente entra ed io e simo ci prepariamo ad ogni evento..io come un
padre che aspetta il primo figlio sono con mezzo corpo dentro la strettoia per
tenere sotto controllo le luci di antonio..mentre Simo in posizione con la luce
puntata verso me...Il tempo passa ed e' interminabile..io non vedo le luci di
Antonio ,spengo la mia ..niente buio completo...sono passati quasi 5
minuti...incomincio un po' a pensare come forzare la strettoia con il mio bibo
per entrare...ma nel frattempo vedo le luci di Antonio ...un sospiro di
sollievo...esco un attimo ed avviso Simo che sta tornando...e rientro...faccio
l0ok con la torcia ed Antonio mi risponde con il suo ok...bene..faccio spazio ad
Antonio Alba esce e mi fa segno con la mano che la scrittura non puo'
descrivere..ci diamo la mano tutti e tre e' fatta....
Antonio ha Esplorato una stanza di circa 40x40 metri ed alta 13-14 metri...non
gli e' bastato lo spool siamo soddisfatti...IL suo nnome:
Grotta della sorgente
Disarmiamo il posto c'e ancora l'altra strettoia da fare....poche pinneggiate ed
entriamo nell'altra ...solita scena Simo arma la grotta io assistenza ad Antonio
come punta avanzata,questa volta piu'0 complicata in quanto c'e' un sifone lungo
8 metri alto 80 cmme larco un metro con fondo fangoso prima di arrivare alla
vera strettoia ..antonio entra ed io dietro di lui .
L'ambiente dopo la strettoia e' molto piu' piccolo la roccia e' molto frattura e
pulita in quanto per infiltrazione delle acque meteoriche questa parte di grotta
assorbe dalla superfice ela restituisce come sorgente sottomarina...questa volta
riesco ad entrare di piu' mettentomi di taglio e vedo tranquillamente antonio
sopra di me che esplora un camino..quasi fino in superfice...non c'e' estensione
verticale ma solo orizzontale cmq e' una parte non topografata che completeremo
in seguito...
Usciamo felici dell'eccellente riuscita e del lavoro in Team che abbiamo
esguito...
Questo e' il trailer del Salento Cave eXpedition 2009:
http://www.youtube.com/watch?v=z2Pp4ZjILpM
Coordinate geografiche: 40° 06’04’’ E, 18° 30’55’’
Greenwich

La grotta è ubicata circa 1000 metri a sud di Capo
d’Otranto e si apre a 6 metri sotto il livello del mare
e risale in bolla. E’ lunga 25 m, il corridoio
principale è largo 5 m e nel punto in cui la grotta
risale in bolla la cavità è ampia circa 8 m.
L’imboccatura larga circa 2 m, è caratterizzata da
un solco di incisione torrentizia con numerosi
ciottoli. Essa è modellata al contatto fra calcari
oligocenici e calcareniti laminate omometriche
prive di macrofossili.
Nella cavità si riconosce in volta una breccia
ossifera con resti di mammalofauna (B o s
primigenius, ecc). Sul fondo della grotta abbondano
blocchi carbonatici e frammenti di resti ossei in
parte rimaneggiati. All’interno della grotta e nei
dintorni della stessa sorgano numerose sorgenti di
acqua dolce ad una temperatura piuttosto bassa.
accessibilità: solo subacquea
Grotta
La Mastèfina
Santa
Cesarea Terme localith: Stabilimento termale ingresso: semisommerso latitudine
N: 40" 02' 23" longitudine E: 18" 28' 08"
Grotta
Fètida
comune: Santa Cesarea Terme località: Stabilimento termale ingresso: emerso latitudine N 40" 02' 12'' IonGtudine E: 18" 27' 33"
L'ingresso largo circa 6m immette in un'ampia cavità con volta irregolare. La cavità presenta a circa 16 m dall'ingresso un'angusto passaggio non praticabile posto sotto il livello marino in prossimità della quale vi è un imponente colonna calcarea.
18,27548469 40,02159289



descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale, di circa 150 m. Grotta superficiale
consistente di una pre-grotta lunga 60 metri e larga 20 metri, ed una grotta
propriamente detta che si sviluppa per altri 80-100 metri. La profondita massima
dell'acqua è di 1-2,5 metri. Sono presenti sorgenti sulfuree.
Grotta
Grande o Sulfurea
Santa Cesarea Terme 1ocalit.A: Stabilimento termale ingresso: semisommerso latitudine N: 40" 02' 11" longitudine E: 18" 27' 50"
L'ingresso largo circa 4m immette in una sala ellittica al cui interno a circa 35 m dell'ingresso si apre un piccolo varco che da accesso ad un corridoio di circa 25 m alla cui fine vi è la presenza di una sorgente sulfurea.
18,27510782 40,02152754



descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale, di 103 m. Si svi- luppa superficialmente
in una cavita di forma ellittica per 40 metri per poi immettersi in un corridoio
naturale lungo 25 metri. La profondith massima & di 1,50 metri. Nota anche
come Grotta Sulfurea per la presenza di sorgenti. Curiosa & la leggenda che
associa il caratteristico odore di zolfo che le acque di questa e di altre
grotte vicine (C2, C4, C5) emanano alla decomposizione dei corpi dei giganti
Lestrigoni che vennero trucidati da Ercole.
18,27472577 40,02137697

Grotta Gattulla
18,27460582 40,02101582

Santa
Cesarea Terme localita: Stabilimento termale ingresso: semisommerso latitudine
N: 40" 02' 07" longitudine E: 18" 27' 44"
descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale di circa 30 metri. Si articola in una
pre-grotta parallelepipeda di dimensioni 10x10 metri e profondita massima
dell'acqua di 3 metri; un cunicolo, in parte su- bacqueo lungo 10 metri; un
tunnel piu interno lungo 12 metri e con profondita massima dell'acqua di 1
metro; una grotta naturale propria- mente detta, ellittica, lunga 15 metri e
larga 8; anche qui la profondita massima dell'acqua & di 1 metro. La grotta
propriamente detta, pur distando in definitiva dal mare oltre 30 metri, risente
delle maree e delle tempeste. Le sorgenti sulfuree sono tutte subacquee.
Grotta
Sulfuràra
Santa
Cesarea Terme localita: Stabilimento termale 84 ingresso: semisommerso
latitudine N: 40” 02’ 04” longitudine E: 18” 27’ 36”
descrizione: -
Grotta dei Cefali
E' una piccola cavità che si apre sulla costa di Santa Cesarea Terme vicino alla "petra tu caulu". Dopo uno stretto passaggio si allarga ed arriva fino al mare sottostante.

grotte I Cacaturi
così chiamate perché utilizzate dai pescatori per i bisogni corporali
grotta delle Ancore
si apre dopo le Striare ed è seguita dalle due grotte "i Cacaturi"
grotta S.Riori
vicino alla grotta le Striare, di scarso interesse, piccola sorgente (Parenzan)
Grotta Romanelli e Grotta Le Striare
pur essendo a pochi metri dal mare, non sono raggiunte dall'acqua. vedi sezione grotte.
Grotta Zinzulusa
la
Zinzulusa vista dalla Discesa Giustino
comune: castro localita: Zinzulusa ingresso: emerso latitudine N: 40” 00’ 41” longitudine E: 18” 25’ 49” . La più nota e l'unica turistica.

La Grotta Zinzulusa è tra le grotte più affascinanti del Salento, sia per la posizione, sia per la spettacolarità della roccia. Deve il suo nome alle particolari formazioni calcaree che 'pendono' dal soffitto, come degli stracci appesi (in dialetto Salentino, zinzuli), è la più importante grotta del Salento, si apre sul mare come un'enorme bocca che si staglia su di una scogliera alta ben quindici metri. Enormi formazioni calcaree, stalattitiche e stalagmitiche, formano delle strane forme e anche i colori che ne scaturiscono danno alla grotta un aspetto particolare.
Scoperte prosecuzioni subacquee sotto il Lago Cocito e una fauna troglobia che non finisce mai di stupire
di Pino Palmisano, Raffaele Onorato e Giovanni Contessa
DESCRIZIONE
Nota da alcuni secoli e frequentata da migliaia di turisti nel suo tratto aereo, la grotta e' uno dei maggiori fenomeni carsici del Salento e senza dubbio il luogo, che, per ricchezza di dati esplorativi, riservera' nei prossimi tempi non poche sorprese al mondo speleologico, non solo nazionale.
La cavita' si apre in un'ampia insenatura a livello del mare, circa un chilometro a sud della cittadina di Castro, lungo il litorale adriatico. L'accesso e' oggi possibile anche da terra, percorrendo un breve sentiero ricavato nel fianco della ripida scarpata costiera. A1 grande vestibolo iniziale, di suggestiva scenografia con la ripida falesia verticale a meridione e la sequenza dei piccoli terrazzi di abrasione a settentrione, segue un corridoio ad andamento rettilineo, lungo la direzione NNO-SSE. Questa modesta galleria penetra l'entroterra per circa un centinaio di metri. Gli ambienti, fortemente concrezionati, riducono progressivamente la propria sezione, per aprirsi nel salone terminale del tratto turistico. Da questo ambiente, il percorso fa una retroversione e, riducendo la quota altimetrica, giunge allo specchio d'acqua da cui inizia la parte sommersa. Per praticita' di descrizione si riportano solo i due elementi significativi del tratto aereo: l'ambiente a sviluppo verticale posto alcune decine di metri dopo l'ingresso (La "Conca") e l'ampia caverna terminale (il "Duomo"). La Conca e' una modesta caverna a base ellittica la cui parte settentrionale degrada ripidamente a pozzo in un bacino di acque salmastre profonde circa 5 metri.
Il Duomo poi, da' la sua massima dimensione in sviluppo verticale raggiungendo 1'altezza di circa venti metri con caratteristiche morfologiche a cupole da corrosione da condensa. Questo ambiente, contrariamente a tutto il tratto della grotta, e' privo di concrezioni ed ha il fondo fortemente concavo, ancora in parte ricoperto dal residuo di un deposito di guano estratto negli anni '50.
Dal Duomo la grotta si dirige nettamente a sud e dopo l'ultimo breve tratto aereo inizia il suo percorso sommerso che, per alcuni versi, si sviluppa in ambienti analoghi a quelli aerei, con forme concrezionate e caverne articolate anche da uno sviluppo verticale. Il "Cocito" e' il primo nome che venne dato dai primi esploratori a questa prima caverna sommersa. L'ambiente, dopo un primo tratto a corridoio, sfonda in basso dove sono state rinvenute le spugne ipogee attualmente in studio. La prosecuzione naturale di questa caverna e' impostata, attraverso un doppio passaggio, sulla parte alta della parete meridionale. Il primo di questi passaggi, abbastanza esiguo, e' un laminatoio ascendente in interstrato. Il secondo, invece, e' una comoda condotta di morfologia freatica. Gli ambienti mostrano tipiche morfologie di gallerie vadose con il fondo completamente ricoperto di fango, dove, di tanto in tanto, emergono spuntoni di blocchi di crollo o resti di lame di erosione. Le pareti sono mosse da ampie sculture erosive e a tratti conservano le croste calcitiche in via di dissoluzione. Resti di concrezionamento si fanno progressivamente piu' radi e singolarita' degna di studio e' il colore marrone che ha assunto la calcite come se fosse interessata anche da un'azione biologica di degrado. La fine dell'ampia galleria vadosa conduce su un balcone che immette, quasi all'altezza del soffitto, nel salone "De Lorentiis", l'ultimo degli ambienti esplorati e il maggiore di quelli sommersi sinora conosciuti. Si tratta di una caverna di base rettangolare, con diverse articolazioni di piccoli ambienti al livello piu' profondo, che promette ancora alcune prosecuzioni che saranno oggetto di esplorazione in un prossimo futuro. Il fondo, che presenta un conoide di crollo a schiena d'asino lungo 1'asse mediano dell'ambiente, conserva in diversi punti delle tozze stalagmiti che testimoniano di una fase di continentalita' della grotta.
Alcune altre annotazioni preliminari che riguardano le recenti esplorazioni mettono in evidenza che la concentrazione della popolazione faunistica delle acque si rinviene principalmente nel primo tratto sommerso. L'apporto di acque freatiche dolci dall'entroterra, almeno nella stagione delle recenti esplorazioni, e' debolissimo, e infine la salinita' di tutto il tratto di recente esplorazione e' piu' bassa sia rispetto alla "Conca" che al mare aperto. Pertanto, la Grotta Zinzulusa rappresenta il relitto fossile di una antica canalizzazione carsica sotterranea che, in virtu' dei movimenti relativi della linea di riva e dell'attivita' geodinamica di questa porzione di territorio, ha subito una sequenza di cicli carsici le cui fasi di ringiovanimento sono mostrate negli approfondimenti della "Conca", del "Duomo", del "Cocito" e della Caverna "De Lorentiis". Inoltre, le fasi di continentali degli ambienti sono testimoniate dall'esteso concrezionamento che si rinviene nelle parti ora sommerse. Infine le fasi di trasgressione marina dimostrano di aver creato delle oasi faunistiche e hanno specializzato, attraverso l'isolamento geografico, alcuni organismi che un tempo vivevano in mare aperto. La progressiva diminuzione di salinita' dimostra, qualora ve ne fosse ancora bisogno, come gli ambienti interni, nonostante la relativa vicinanza al mare, non comunicano con esso attraverso passaggi praticabili, se non per capillarità o esili fratturazioni.
QUADRO GEOGRAFICO-GEOLOGICO
La Grotta Zinzulusa si apre lungo la fascia costiera adriatica, poco a sud di Capo d'Otranto, nel territorio comunale di Castro. La porzione di regione pugliese, geograficamente denominata Penisola Salentina, e' compresa tra il basso Adriatico a oriente e l'alto Ionio, a occidente. E' questa, insieme alle Murge, situate piu' a nord e di cui e' la naturale prosecuzione geologica, un'estesa area di avampaese "africano" individuatosi nel Terziario nel corso dell'orogenesi appenninica. L'intera area viene generalmente interpretata come un horst, esteso in direzione NO-SE, articolato da scarpate e ripiani, rilievi e depressioni, variamente estesi e ordinati secondo le principali direttrici tettoniche dell'area. Gli elementi morfologici del paesaggio e la dìsposizione dei sedimenti permettono di comprendere l'evoluzione paleogeografica dell'intera penisola. Il basamento dell'area (come dell'intera regione pugliese) e' costituito da una spessa copertura sedimentaria carbonatica di eta' giurassico-cretacea (Calcare di Altamura), evolutasi in ambiente di piattaforma interna, a cui sono addossati sedimenti terziari di margine e di piattaforma aperta (Calcari di Castro, Calcareniti di Porto Badisco, ecc.). Successive ingressioni marine plio-pleistoceniche hanno deposto sia diversi termini calcarenitici, che depositi marini terrazzati poggianti in trasgressione su distinte superfici di abrasione. La considerazione di base oramai riconosciuta è che lo sviluppo dei sedimenti è stato condizionato da fasi alterne di regressione e trasgressione marina. In genere le formazioni che si riconoscono nelle parti di territorio più elevato sono le piu' antiche, mentre le formazioni più recenti occupano le zone più depresse. Lungo i margini costieri, d'altro canto, si rinvengono le unita' paleogeniche e neogeniche, temporalmente intermedie, e i depositi recenti. Il raccordo tra le alture e le depressioni si presenta sempre in modo asimmetrico con il versante orientale generalmente piu' ripido di quello contrapposto. Evidenza questa del tutto manifesta lungo i margini costieri dove le alte falesie calcaree del versante adriatico costituiscono un elemento caratterizzante del paesaggio salentìno. La relazione tra giacitura di elementi di eta' diversa, la tipologia del contatto e le innumerevoli forme carsiche, anche relitte, portano alla conclusione che le scarpate rappresentano antiche linee di costa più o meno rimaneggiate sia dalla successione dei cicli marini, sia dall'attività esogena degli agenti atmosferici.
E' sulla base di queste premesse che va interpretata la Grotta Zinzulusa.
Pino Palmisano
STORIA DELLE ESPLORAZIONI
Le esplorazioni speleosubacquee nel Cocito iniziarono nel '57 ad opera di 4 coraggiosi sommozzatori salentini. Essi, equipaggiati con attrezzature che oggi non userebbe neanche un kamikaze, effettuarono un'immersione che, anche per i risultati prodotti, all'epoca fece molto clamore. I dati di questa prima esplorazione vennero pubblicati in diversi articoli sulla rivista salentina "La Zagaglia", edita a Maglie. In uno di tali articoli, il sommozzatore Raffaele Congedo narra, tra le altre, di aver visto nel Cocito una stalagmite alta 5 metri, ubicata a venti metri di profondita'. Una concrezione di tali dimensioni a quella quota sconvolgeva le teorie geologiche e speleogenetiche elaborate fino ad allora. Il Prof. Parenzan, inoltre, presento' la topografia degli ambienti sommersi eseguita dagli stessi sommozzatori. Secondo tale rilievo il Cocito si limitava ad una saletta di pochi metri quadrati di sviluppo, con una profondita' massima di circa 25 metri. Sulla pianta e sulla sezione fu messa in evidenza la fantomatica stalagmite.
Passarono quasi 20 anni prima che altri sommozzatori ci riprovassero. Nel '73 fu volta dei bolognesi dell'USB. Come scrisse lo stesso Paolo Forti nella sua relazione presentata nell'81 al Primo Convegno di Speleologia Regionale Pugliese a Castellana Grotte, i sub bolognesi appurarono innanzitutto che la stalagmite era in realtà una lama di erosione alta circa due metri e posizionata a soli 5 metri di profondita'! Il rilievo topografico prodotto dai bolognesi e' molto simile a quello dei salentini, ma con dimensioni piu' ridotte e profondita' piu' ridotte. Altra differenza tra la prima e la seconda esplorazione fu il fatto che mentre Congedo parlo' di una probabile via di prosecuzione, i bolognesi invece non ne fecero cenno. Restava quindi un dubbio da chiarire: il Cocito era o non era un bacino ipogeo dello sviluppo di pochi metri quadrati? Tale interrogativo tormentava non solo gli speleologi, ma anche e soprattutto i biologi. Nel Cocito infatti vivono da millenni delle rarissime specie di crostacei troglobi come la Typhlocaris, la Spelaeomysis e la Salentinella. Tntti gli scienziati che hanno studiato questi animaletti hanno basato le loro teorie su quello che era il risultato delle esplorazioni citate, e cioè che il Cocito era un bacino ipogeo di scarsa estensione che comunicava col mare aperto tramite piccole fratture e porosità della roccia. Questa realta' pero' convinceva pochi studiosi. Uno speleologo salentino che ha nutrito da sempre questo dubbio è stato Nini Ciccarese, presidente del Gruppo Speleologico Salentino "P. de Lorentiis", che ebbe la possibilità di partecipare all'immersione dei bolognesi nel '73. In quella occasione Ciccarese ci riprova, anche se non personalmente. Approfittando della richiesta fatta dalla troupe televisiva di "Mare Vivo", che voleva riprendere la Typhlocaris nel suo ambiente naturale. Nini Ciccarese favorì quella immersione a condizione che gli operatori subacqueì dessero anche un'occhiata esplorativa all'ambiente sommerso. L'immersione ebbe però risultato negativo in tutti i sen si. Stessa sorte toccò nel'93 ai cineoperatori subacquei di Puccio Corona in caccia di immagini per "Linea Blu". Queste ultime due esplorazìoni nascevano già sotto una cattiva stella dato che venivano effettuate da persone con notevole esperienza di immersione in acque libere, ma completamente estranee al mondo ipogeo e, soprattutto, completamente estranee alle tecniche speleosubacquee. All'inizio del '96 Ciccarese, che non demordeva e che nel frattempo era divenuto assessore alla cultura del comune di Castro, ha avuto modo dì incontrare gli speleosub del Gruppo Speleologico Neretino, anch'essi col chiodo fisso del Cocito.
Nasce così una nuova campagna di esplorazioni speleosubacquee nella Grotta Zinzulusa. Già alla prima immersione Antonio Danieli, speleosub e fotografo neretino trapiantato a Martellago, riesce a localizzare nel Cocito delle vie di prosecuzione sul fondo (nelle quali è stata rinvenuta la spugna) ed una probabile continuazione più in alto. Le 4 immersioni successive, effettuate a turno dallo stesso Danieli e dagli altri speleosub neretini Calsolaro, Onorato e Poto, confermano la scoperta: Il Cocito non è una saletta di pochi metri quadrati, ma un ambiente ipogeo ben più complesso. Alle esplorazioni si aggiungono ben presto il veneziano Giovanni Contessa, specializ zato in riprese video, e il catanese Riccardo Leonardi, specialista in sedimenti. Da questa affiatata équipe vengono rapidamente messi in luce e documentati circa 160 metri di gallerie, sale e cunicoli. Al Cocito quindi si aggiungono il passaggio de "La Chiave", il "By-pass", "La Galleria delle Nuvole", la "Sala Decio De Lorentis" e i "Cunicoli delle Spugne"; e l'esplorazione non è stata ancora portata a termine. Ce ne sarebbe abbastanza per essere soddisfatti, ma la cosa non finisce qui: durante le fasi di documentazione video Giovanni Contessa è riuscito a fotografare la Typhlocaris nel suo ambiente naturale (cosa che hanno cercato inutilmente di fare tanti altri prima di lui), inoltre l'équipe di "Zinzulusa Speleosub '96" ha rinvenuto, fotografato, filmato e campionato una piccola colonia di spugne troglobie.
Stando alle prime indagini condotte dal prof. Pesce della Università dell'Aquila dovrebbe trattarsi di una nuova specie. La parte sommersa di Grotta Zinzulusa si conferma cosi importantissima per gli studiosi di biospeleologia.
Raffaele Onorato (Gruppo Speleologico Neretino)
TECNICA DI IMMERSIONE
Procediamo molto lentamente tenendoci vicini il più possibile alla volta del condotto, la pinnata è ritmata ed effettuata a ginocchia piegate per non sollevare il fango dal fondo che, immobile, riposa da chissà quanti anni e che, se disturbato porterebbe la visibilità a zero. La luce dei fari montati sui caschi illumina la sezione della cavità. Le pareti in alcuni tratti sembrano ricoperte da una crosta spessa di colore nero fumo e assorbono i raggi di luce in modo micidiale, infatti, in nessuna altra grotta da me esplorata e filmata mi era mai servita tanta luce. Raffaele procede piano davanti a me tenendo con la mano la sagola guida. Ne seguo i movimenti dall'inquadratura della telecamera. La respirazione è ritmata e lenta. Qualche colpo per gonfiare il gav e trovare l'assetto neutro e ad un tratto ci viene incontro come a darci il benvenuto, sbuca da un anfratto e comincia a danzare da vanti all'obiettivo della camera. È la Typhlocaris salentina, crostaceo troglobio molto raro e presente solo in poche grotte al mondo con varianti di specie, poi come un fantasma scompare improvvisamente come era venuto lasciandoci increduli e affascinati. Iniziamo ora alcune delle in quadrature programmate prima dell'immersione. Ci sono delle esigenze dettate dalla buona riuscita delle immagini, ma l'attenzione non si sposta mai del tutto da quelle che sono le basilari regole di sicurezza. Una controllata ai manometri, un cambio di erogatore e siamo vicini al consumo stabilito di un terzo per l'avanzamento in andata. Ci fermiamo un attimo davanti alle stalattiti e vedo la sagoma dello speleosub che fa da sfondo alle stesse. Bene: questa è una buona video ripresa: ci consultiamo un attimo; è ora di rientrare. Fra poco uscirò da questo mondo strano e un po' magico che ci ha accolto tra le sue "braccia". Porterò con me le prime immagini del nuovo ramo scoperto. Il mio è un compito importante; quello di permettere a tutti, speleo e non, di vedere questi pochi posti ancora inesplorati.
Questa che vi ho descritto è una delle tante immersioni fatte alla Grotta Zinzulusa, ma ora vorrei fare con voi una riflessione tecnica più profonda, affinchè il tutto non rimanga solo una impresa fine a sé stessa.
Le tecniche speleosubacquee si sono notevolmente evolute e affinate negli ultimi anni; sono migliorati notevolmente anche i materiali, ma il punto chiave che ha permesso i risultati ottenuti dalla spedizione "Zinzulusa Speleosub '96" è stata la scelta di applicare la filosofia dell'immersione in solitaria. Infatti tutte le immersioni esplorative dei vari componenti del gruppo sono state fatte esclusiva mente e alternativamente da soli: Questo probabilmente in tutte le altre spedizioni era stato il punto debole, mi risulta infatti che tutte le immersioni si svolsero con l'entrata in acqua di più subacquei con temporaneamente. Vista l'alta presenza di sedimento sul fondo e sulle pareti del Cocito e le dimensioni non molto ampie dello stesso, si deduce che la visione di un eventuale passaggio di proseguimento della grotta sia stata preclusa dalla limitata visibilità venutasi a creare. Solo alcune immersioni con fini di rilievo e videoripresa sono state fatte con più componenti, ma senza mai superare il numero di due.
Altra scelta dettata dalle caratteristiche della cavità è stato il procedere il più possibile vicini al soffitto delle gallerie, l'uso di pinne corte e 1'adozione di un movimento di pinneggiamento atto a limitare il più possibile lo spostamento del micidiale sedimento.
Altra considerazione va fatta sul concetto di collaborazione di gruppo dove le doti del singolo si esaltano fondendosi nel progetto comune. Infatti ogni componente facente parte della spedizione aveva al suo interno un compito preciso dato dalla sua esclusiva specialità.
Il coordinamento dato da Raffaele Onorato, organizzatore e ideatore del gruppo ha sempre trasmesso la giusta dose di tranquillità e di affiatamento e ha contribuito a creare quel clima amalgamato e disteso indispensabile, assieme ad un po' di fortuna alla riuscita di "grandi imprese".
Hanno partecipato:
· Raffele Onorato - Gruppo Speleologico Neretino
· Giovanni Contessa - Gruppo Grotte Treviso
· Antonio Danieli - Gruppo Speleologico San Marco
· Riccardo Leonardi - Centro Speleologico Etneo
· Giancarlo Calsolaro - Gruppo Speleologico Neretino
· Marco Poto - Gruppo Speleologico Neretino
Collaborazione logistica:
· Gruppo Speleologico Neretino
· Nini Ciccarese - Gruppo Speleologico Salentino "P. De Lorentiis"
Consulenza Scientifica
· Prof. G.L. Pesce - Università dell'Aquila
Grotta GIUSTINO
E' una piccola cavità sulla scogliera appena a sud della Zinzulusa, abbastanza facile da raggiungere, è formata dall'erosione marina in una tormentata breccia rocciosa, su di questa c'è un piccolo buco dove si vedono colate stallattitiche.


Crotticella
presso il Comune di Diso. II
comune: Castro localita: Castro Manna ingresso: semisommerso latitudine N: 40" 00' 33" longtudine E: 18" 25' 51"

descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale di circa 23 metri
Grotta azzurra o la Rotonda
La grotta è costiruita da una cupola semisferica incassata nella parete.
18,2550973 40,00355338


Grotta
Rotondella
Ampio riparo con due piccoli ingressi che si sviluppa per poca distanza all'interno.
Castro
localita: Castro Marina, Sud di Zinzulusa ingresso: semisommerso latitudine N:
40" 00' 24" longitudine E: 18" 25' 49"
descrizione: sviluppo prevalentemente orizzontale di circa 40 metri. Con un ingresso stretto e, a1 suo interno, ampia mediamente 20 metri, i! una grotta prevalentemente di escavazione marina.
18,25530882 40,00247362

Grotta Palombara
Palombara - Palummara - Picciunara
comune: Castro localita: Castro Marina ingresso: semisommerso latitudine N: 40" 00' 17" longitudine E: 18" 25' 51"
La grotta è costituita da una prima ampia sala lunga ca. 44m e larga 18m. Al fondo vi è un sifone lungo ca. 2m che immette in un secondo ambiente semiallagato lungo ca. 25m.
18,25501991 40,00188


descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale. E un'imponente cavita, lunga 76 m, ampia
18 ed alta in media 30, con profondita media del mare di 10 metri. Grotta
fondamentalmente di escavazione mari- na, originata dal crollo in seguito alla
fratturazione notevole dei calca- ri, provocata dalle faglie. A1 fondo, un
sifone lungo 2 metri immette in una seconda sala semiallagata, lunga 30 metri,
ampia 8 ed alta in media 3, che termina con massi di frana. Sono presenti
campane d'aria. L'origine del nome si riconduce ad un aneddoto second0 il quale
le colombe della pace condussero nella grotta una fanciulla che aveva chiesto
aiuto alla Madonna per le servizie cui matrigna e sorellastra la sottoponevano.
Si narra che la luce della fanciulla risplenda ancora nella grotta che,
pertanto, appare cosi luminosa.
DT
Grotta Fetu
DT

Canale dei Colombi
comune: Castro località: Castro Marina ingresso: semisommerso latitudine N: 40" 00' 15" longitudine E: 18" 25' 54"

descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale. È una cavità im- postata su una lunga
frattura verticale (diaclasi), alta, stretta e pro- fonda circa 40 metri. Nella
parte terminale è presente un angusto sifone caratterizzato da una bianchissima
colata calcitica.
Grotticella
presso il Comune di Diso. I
comune:
Castro località: Castro Marina ingresso: semisommerso latitudine N: 40"
00' 04" longitudine E: 18" 25' 51"
descrizione: sviluppo prevalentemente orizzontale di circa 23 metri.
grotta Marina di Ferronzo - Andrano
DT
Grotta La Botte Andrano
DT
LE 919 Grotta delle Marmitte Andrano
DT
demolita in seguito all'allargamento del porto di Castro (parenzan)
Grotta
dell'Acquaviva
Castro località: Seno Acquaviva ingresso: sommerso latitudine N: 39" 59' 28'' longitudine E: 18" 24' 55" N

descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale; ha una lunghezza di 62 metri, con un
sifone iniziale di 32 metri. Sono presenti camere d'aria interne. Vi sgorga una
sorgente d'acqua dolce di notevole portata.
Grotta delle Marmitte
Piccola cavità costiera costituita da alcune piccole stanze collegate da stretti passaggi e caratterizzata dalla presenza di forme cilindriche verticali assimilabili a marmitte. Una di queste costituisce un accesso verticale e risulta parzialmente allaga
comune: Andrano localita: Nord Torre di Andrano ingresso: semisommerso latitudine N: 39" 58' 12" longitudine E: 18" 24' 23"
18,24224991 39,58127


Grotta
Verde o di Torre di Andrano
comune:
Andrano localita: Sud Torre di Andrano ingresso: semisommerso latitudine N:
39" 57' 09" longitudine E: 18" 24' 17"
descrizione: sviluppo orizzontale di circa 60 metri. Cosi chiamata per gli effetti di luce che si creano a1 suo interno, la grotta possiede formazioni stalattitiche di un certo rilievo.
GROTTE DELLA GUARDIOLA
Foglio
I.G.M.I.: 223 I SE Lat.: 39'52'02" N Long.: 12'27'08" E
Localita:
Novaglie - La Guardiola Comune: Corsano (LE)
Sotto la roccia della Guardiola si aprono due grotte. La guardionla A o grotta di Venere, ha l'ingresso semisommerso e la luce del sole che vi penetra crea un bel colore blu.. Lunga 65 metri, vi si trova una sorgente di acqua dolce.
Grotta Piccola della Guardiola
Altri
nomi: Grotta della Guardiola B
Foglio
I.G.M.I.: 223 I SE Lat.: 39'51'59" N Long.: 12'27'06" E
Localita: Novaglie - La Guardiola Comune: Corsano (LE)
L'ingresso si trova a 5-10 metri di profondita. Lunga 30 metri, vi è una sorgente di acqua dolce.
Grotta
del Carmine
comune:
Tricase Porto
Grotta costiera ampliata da crolli successivi e dall'azione dell'erosione marina. L'intera cavità è caratterizzata da grossi blocchi di crollo le cui dimensioni massime raggiungono 14x2x2,5 m. i distacchi sono controllati dalle principali fratture
comune:
Tricase
18,23266158 39,54185571


Piccola cavità costiera costituita da un unico ambiente semiallagato con presenza di un camino ascendente, nella parte più interna con stretto accesso verticale.
comune:
Tricase
18,23258027 39,54231047



comune:
Tricase
descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale. Grotta lunga circa 12 metri e larga circa
7. E un'ampia caverna di crollo invasa dalle acque e modellata dall'erosione
marina. Si apre con una bocca ampia circa 7-8 metri e di altezza variabile tra
1,5 e 3 metri.
Grotta della Guardiola B
comune:
Corsano
descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale di circa 30 metri
grotta dei Moscerini
lung 24 m
grotta dei Conigli
lung.25m
DEL SIFONE
anche Grotta della Guardiola A - Grotta di Venere
Grotta parzialmente sommersa, lunga circa 65m, larga 10m ed alta 15m sviluppata lungo una frattura in direzione ESE - ONO.
18,2341546 39,52021705


grotta Cipollane
le tre precedenti sono nella zona di Novaglie. stazione del paleolitico superiore (Parenzan)
Grotta Piccola del Ciolo
comune:
Gagliano del Capo
descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale di circa 120 metri.
La grotta che si apre sul bordo sinistro dello stretto fiordo del Ciolo

Poco prima di Grotta del Pozzo tre profonde fenditure sono forse grotte.
anche Rutta Rane o Bocca del Pozzo o Ucca U'Puzzu
Grande cavità carsica impostata su frattura NO-SE. È costituita da grandi ambienti di crollo e gallerie in frana. L'accesso marino immette in un cavernone in cui una gigantesca frana consente l'approdo e la prosecuzione su terraferma.
18,23067769 39,50124068


comune:
Gagliano del Capo
400 metri oltre punta libri
descrizione:
sviluppo di circa 120 metri. L'ingresso aereo (foto 4) i!
l'ingresso
di grotta grande del ciolo

ripresa dall'alto della bocca del pozzo, si può notare 30 metri più in basso la risacca.

la bocca del Pozzo è accessibile da terra percorrendo la discesa del Pozzo
Ciauli
Vora Panzera
alcune centinaia di metri dalla costa, vicino alla grotta grande le ciolo
39g 50m 40s 5g 54m 48s (Parenzan)
lu Galategghiu
Piccola grotta costiera alla base della scogliera di Punta Galategghiu. La cavità si amplia verso l'alto nella parte interna.
18,23280991 39,49123


grotticelle le Giardine
piccole cavità presso punta Libri
grotta dei Libri
L'ingresso si presenta con strati rocciosi inclinati che ricordano una pila di libri.
18,23265895 39,49027598


grotta le Due Pietre
sono tre grotte piccole e vicine
le Mannute
si aprono sulla costa con ampi fori circolari, grande stallammite chiamata "salsiccia" (Parenzan)
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due foto precedenti: forse si tratta della grotta Provolone e Mannute, da verificare
Pesco del Diavolo o Gobbelle
piccole cavità tra le sciuncagghie e le mannute
GROTTA SENZA NOME
si arriva con una scalinata dalla discesa "Giovanni". E' una alta fenditura che diventa sempre più stretta e bassa lunga circa 20-30 metri, non ho potuto proseguire per mancanza di luce.

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GROTTE DI VERDUSELLA e DEI CIAULI
anche Grotte di Guardosecchia o Grotte di Guardosedda o Grotte di Verdosedda
Cavità evolute su diaclasi a direzione W-NW, N, E-W, che si presentano di modesto sviluppo planimetrico. Sono il probabile relitto di una più ampia cavità smantellata dai crolli di arretramento costiero.
18,2241412 39,48173604


Dalla precedente grotta senza nome si può arrivare facilmente ad affacciarsi sullo strapiombo di Verdusella (non lo fare, è molto pericoloso). Facendo un largo giro più in alto e andando sul lato sud di questa insenatura, si vedono anche le grotte dei Ciauli.
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l'insenatura della Verdusella e i Ciauli
Grotta Inargentata anche Grotta di Punta Verdusella o Grotta della Sorgente
La cavità si sviluppa su un asse unico a direzione N-NW e si presume che sotto il livello del mare un cunicolo penetri nell' entroterra in quanto si osserva un fenomeno di miscelamento di acque dolci con quelle del mare.
18,22396498 39,48160388


Grotta costiera impostata su frattura, ingresso con portale alto, concrezioni carbonatiche. Presenta un foro di apertura sulla volta.
18,22394091 39,48129507


comune:
Gagliano del Capo
descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale di circa 60 metri.
------------------------------------------------------------------------------------------------------------

----------------------------------------------------------------------------------------------------------
Grotta
dell'Ortocupo
comune:
Gagliano del Capo
descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale. Cavita carsico-marina
con un modesto sviluppo emerso e con una porzione sommersa,
il soffio
Grotta Le Sciuncagghie
comune:
Gagliano del Capo
descrizione:
sviluppo prevalentemente verticale. Piu che una grotta
Grotta di Guardosedda
tre cavità attigue in località Pescara
La cavità si presenta con un ampio portale alto circa 25 m, delimitato a sinistra da un piano di faglia a direzione N 30° W che lo caratterizza. La parete destra della cavità invece, è interessata da una spiccata morfologia di crollo
18,22368922 39,48094504


GROTTE DI TERRADICO
18,22371376 39,48033821
Si tratta di tre caverne carsico-marine adiacenti, caratterizzate da morfologie impostate lungo diaclasi che hanno prodotto ambienti stretti e molto alti.


Grotta di Terradico I o Orecchio di Terradico
comune:
Gagliano del Capo
descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale. E una delle 3
Grotta di Terradico I1 o Antro di Terradico o Caverna di
Venerecomune: Gagliano del Capo localita: Sud di Punta Terradico
ingresso: semisommerso latitudine N: 39" 47' 59" longitudine E: 18" 22' 34"descrizione: sviluppo prevalentemente orizzontale. La Caverna di
Venere, lunga circa 15 metri, così denominata dai pescatori perché a mezzogiorno una lama di luce penetra dalla volta ed illumina una scultura erosiva dalle sembianze femminili.
Grotta di Terradico III o Fenditura di Terradico

40
X 30 METRI
comune:
Gagliano del Capo
descrizione: sviluppo prevalentemente orizzontale. La terza apertura immette nella Fenditura di Terradico, una cavita formatasi su una
diaclasi che ha originato un ambiente stretto, alto e lungo circa 15 metri.anche Grotta del Canale delle Vore o Grotta della Valle di Terradico
La cavità di origine tettonica, si è evoluta alla confluenza di due faglie: una a direzione 30° W, l'altra a direzione E-W, che hanno modellato l' omonima insenatura di Terrarico.
GROTTA DEL CANALE DI TERRADICO o Grotta del Canale delle Vore o Grotta della Valle di Terradico
18,2228409 39,48002697


La cavità di origine tettonica, si è evoluta alla confluenza di due faglie: una a direzione 30° W, l'altra a direzione E-W, che hanno modellato l' omonima insenatura di Terrarico.

ci si può arrivare direttamente dalla strada o dal percorso "discesa della vecchia vigna". A picco sull'alta scogliera, si nota la presenza di corda e chiodi da scalata.
GROTTA CHIAVICA - DISO
DT
PESCO DEL DIAVOLO o Rutteddha o Grotta dell'Acqua o Gobbelle
Piccola cavità evolutasi lungo un antico solco di battigia.
lungh. 10 metri
18,22244783 39,47553276

Grotte Cazzafri
comune:
Castrignano del Capo
descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale, di circa 30 metri.
La grotta ha tre ingressi sul mare e si sviluppa in due cavita che si uniscono
sul fondo in una camera emersa che pub essere raggiunta
Grotta del Diavolo
grotta del Diavolo,
ingresso da terra

comune:
Castrignano del Capo
descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale, di circa 40 metri.
Si apre nella lingua rocciosa di Punta Ristola, facilmente accessibile
da terra. L'apertura it di circa 4 m per 2 di altezza e si allarga subito
I1
nome della grotta deriva da una antica leggenda second0 la quale
Grotta del Presepe o del Teatrino o degli artisti

comune:
Castrignano del Capo localita: Leuca
descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale. Grande grotta
comune:
Castrignano del Capo
descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale, di circa 30 metri.
In condizioni di mare calmo, l'ampio ingresso consente l'accesso anche
mediante imbarcazione. La larghezza media della grotta i! di
Grotta Titti
Ad E della Grotta delle Tre Porte, con accesso da un cunicolo a circa 4,5 m sul mare, si trova la Grotta Titti, in cui ancora una volta le tracce della presenza dell'uomo si intrecciano con le testimonianze delle variazioni climatiche.
Grotta delle Tre Porte

foto Antonio
Passaseo
comune:
Castrignano del Capo
descrizione:
ampio van0 sommerso, comunicante con il mare aperto
Grotta del bambino
Sulla parete N del vano interno della grotta delle tre porte, a circa 3 metri sul livello del mare, si apre un cunicolo che termina dopo circa 30 m in un'ampia camera sub-circolare con stalattiti e stalagmiti. Tale cavità fu chiamata Grotta del Bambino; in essa infatti fu rinvenuto un dente di bambino neandertaliano, oltre che resti di focolari e di fauna a clima caldo (jena, leone e pachidermi).
Grotta dei Giganti
comune:
Castrignano del Capo
descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale, di circa 30 metri.
Grotta di enorme interesse paleontologico ed archeologico per la
Alcuni
hanno creduto che vi fossero sepolti i giganti (da cui il nome)
Grotta della Stalla
comune:
Castrignano del Capo
descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale, di circa 40 metri.
A circa 50 metri dalla Grotta dei Giganti si individuano due ampi
Grotta "Pasquale"
un piccolo vano circolare si apre a pochi metri dal mare sulla scogliera
(da rivedere)
Grotta del Drago
foto Antonio
Passaseo
comune:
Castrignano del Capo
descrizione:
sviluppo di circa 40 metri. La grotta prende il nome dal

grotta del Ciaffaru (o Chiappuru),
la grotta del Talatu con un rigagnolo di acqua dolce,
grotta della Punta del Coccodrillo;
sulla punta del Coccodrillo (o punta Montotu o Monte Totu) che presenta un foro nella parte superiore il quale consente l'accesso in un grottino,
grotta del Cerchio (lu circhiu);
grotta di Mesciu Scianni;
grotta degli Innamorati
le 6 precedenti si trovano sulla costa ionica tra la grotta del diavolo e la grotta delle tre porte.
grotta della Rimesa
si trova a N della 3 porte
Grotta del Morigio o degli Innamorati: adiacente alla grotta Cazzafri è di difficile accesso sia da terra che da mare. E' di buon auspicio alle coppie che vi si introducono. Attualmente vi confluiscono le acque della cascata quando viene attivata.
Grotta della Posta, si trova tra l’omonima punta e quella del Meliso. A mezza costa vi è la Grotta Rossa in cui sgorga una sorgente ferruginosa; è facilmente individuabile per il caratteristico colore ocra che lascia tutto intorno.
Grottella o Ruttedda, è posta sotto al Radar ed è caratterizzata da una polla di acqua dolce che nei pressi zampilla dal mare ad uso dei colombi torraioli, padroni incontrastati di queste rupi insieme a gufi e barbagianni che la notte fanno compagnia ai pochi pescatori che si avventurano sul “mare spunnatu”.
Grotta di Porrano (o Purraru o Burraru): ha un portale alto oltre 20 mt ed è limitata a destra da una sporgenza.Perle del Salento
Grotta delle Due Pietre (Doi petre): sono diverse grotte tutte piccole e vicine tra loro. La Punta delle Doi Petre costituisce un riferimento molto importante per i pescatori.
Nel tratto tra le Doi Petre e la Bocca del Pozzo, in uno spettacolo orrido e al tempo stesso maestoso, si aprono alcune cavità piccole con ingresso basso sul mare: la Grotta dei Libri, Le Grotticelle, Li Giardini e la Grotta Galategghiu o Cacateddu, facilmente riconoscibile per l'apertura rettangolare.
MARE VERDE - ALLISTE, INSENATURA PICCOLO RISTORO

MARE DEI CAVALLI - ALLISTE
ampia cavità di crollo-erosione nell'insenatura del Mare dei Cavalli

grotta dei Monaci Gallipoli
ampio vano di erosione marina in un bamco di argilla con un sottile tetto di calcare a rischio di crollo.
nelle vicinanze due altre forme di erosione simili. Fare attenzione ai topi!
Grotta Paolo Roversi
comune:
Nardò localita:
baia di Uluzzu
grotta Roversi
ingresso: sommerso
latitudine
N: 40" 08' 28"
descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale. La grotta, che
Grotta Luigino Marras
comune:
Nardb
grotta
marras
descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale, di circa 25-30
GROTTA DEI CERIANTHUS - NARDO'
DT

cavità di scarso sviluppo e di scarso interesse
speleologico. La particolarità di questa grotta, però, consiste nell’elevata
concentrazione di Cerianthus sul pavimento fangoso a formare una sorta di aiuola
fiorita. Si tratta, quindi, di una cavità interessante dal punto di vista
biologico e per
tal motivo è stata censita e catastata col nome di Grotta dei Cerianthus
GROTTA DEI COCCI -NARDO'
DT
a tratti ampio e caratterizzato da alcune grosse morfologie concrezionali
che pendono (dal soffitto) oblique e slargate all’estremità (stalattiti a
“prosciutto”,
o grandi trays biogeniche, vedi BELMONTE et al., 2003). Sul lato S della cavità,
si nota, sul fondo, un passaggio a fessura orizzontale parzialmente chiuso da
una
duna di fango. Oltre la cresta della duna (che non si congiunge con il soffitto
di
roccia) si vede, chiaramente, una prosecuzione della grotta in una camera ampia
e
dal soffitto ben più elevato. Lo spessore del passaggio non ha consentito la
penetrazione
Il fondale davanti alla grotta (-15 m)
accoglie numerosi frammenti di anfore (nessun collo rinvenuto), dai cui il nome
attribuito alla cavità.
Non è stata visitata la camera più interna per impossibilità di accesso. A causa
di questo, lo sviluppo metrico della cavità può essere solo stimato (come non
inferiore
ai 35 m).
CONDOTTA DELLO STENOPUS - NARDO'
DT

Si tratta di una condotta freatica da manuale, lunga
alcune decine
di metri, all’interno della quale, circa a metà percorso, è stato notato un
esemplare
di Stenopus spinosus. La condotta è molto stretta e si consiglia di percorrerla
con
le bombole all’inglese. Questa condotta ha meritato un posto nel Catasto delle
Grotte, col nome di Condotta dello Stenopus n. Pu 1643” (Fig. 5).
All’estremità S della stessa insenatura, troviamo un ingresso piuttosto stretto,
che cela, però, una simpatica sorpresa: una prima stanzetta con piccole
stalattiti e
una strettoia dietro la quale si intravede una discreta sala ed una probabile
prosecuzione
in direzione S-W.
GROTTA DI BENGASI - NARDO'
DT

A livello dell’insenatura detta “delle cozze”, perché,
molti anni fa, c’era un
allevamento di mitili (l’insenatura più grande che ci sia sul tratto
ispezionato),
sulla punta S della cala, è presente un grande ingresso sommerso. Si tratta
della
grotta sottomarina più grande tra quelle che abbiamo visitato nel corso di
questa
indagine, che è stata catastata col nome di Grotta di Béngasi n. Pu 1642 (Fig.
6), in
omaggio a Béngasi Fai, speleologo neretino della vecchia generazione. La cavità
è costituita da due ambienti. Quello a S presenta due piani di carsificazione.
Il più
basso sembra continuare dietro una duna di sabbia. In questo piccolo ambiente
della grotta è stata notata una sospensione biancastra, simile a flocculi di
zolfo.
L’ambiente a N, invece, presenta una bella sala con un lucernaio sulla volta ed
una
lunga galleria che sbuca nel punto opposto della cala.
L’azione cariogena carsica e marina, in contrapposizione con l’azione
biocostruttrice,
ha realizzato un intreccio di passaggi, cunicoli, ripari, pozzi, che hanno
giustificato la proposta di assegnazione, a quest’area, del nome Labirinto delle
Quattro Colonne.
FESSURA DI TORRE INSERRAGLIO - NARDO'
DT
La parete sottocosta presenta fratture ed
anfratti, ma solo una fenditura praticabile dall’uomo, pochi m più a N della
entrata
in acqua dalla piattaforma di legno organizzata dal villaggio turistico che
prende
il nome dal toponimo.
L’ingresso di questa grotta è alto circa 3 m, ma largo solo 1,5 (quindi a
sviluppo
verticale) e conduce in un ambiente angusto che volge subito a S ma per uno
sviluppo complessivo di solo 10 m. Il pavimento di tale piccola grotta è fangoso
ed
accoglie un paio di grossi esemplari di Cerianthus membranaceus.
GROTTA VENERE DEL PIRATA - NARDO'
DT

La grotta è stata dedicata a Sasà Gubello
(il “pirata”) che per primo ci portò a visitarla nel 2000, e che riconosceva
nell’ingresso
una fedele riproduzione dei genitali femminili esterni (da cui il nome di
“Venere”). La grotta si apre su un terrazzamento sommerso, a -8 m, con una
fenditura
orizzontale lunga circa 3 m e larga poco meno di 1 m, in cui bisogna infilarsi
in verticale. Il pavimento di tale fenditura è a circa 2,5 m dalla apertura e
porta, in
direzione della costa, ad una grotta dello sviluppo di circa 17 m con
terminazione
biforcuta (fessura + grotta = 20 m). Il percorso ipogeo sommerso è in risalita,
ma
molto più comodo rispetto alla fessura di ingresso. Il pavimento non è fangoso
ma
sabbioso e ghiaioso, forse a testimoniare un idrodinamismo (anche nella porzione
più distante dall’ingresso) che la morfologia non lasciava sospettare. In
effetti i
20 m di sviluppo terminano con restringimenti e prosecuzioni impraticabili, che
potrebbero rappresentare le comunicazioni della grotta con altri ambienti
sommersi
ipogei e/o aperti. A 15 m di distanza dall’ingresso, e ad una batimetrica di
-11 m, è stata individuata una breccia inamovibile, contenente resti di
manufatti
ceramici. Successive ispezioni, coordinate dagli archeologi subacquei
dell’Università
di Lecce, hanno consentito di appurare che si trattava di cocci di epoche
molto diverse. Per l’esattezza, un frammento era di epoca neolitica, l’atro di
epoca
romana. Una più attenta visita della grotta ha consentito di ipotizzare che i
cocci
siano fluitati all’interno della cavità da una piccola frattura che si apre
sulla volta,
e successivamente si siano concrezionati al pavimento. D’altro canto, non si può
spiegare diversamente la presenza nell’ipogeo sommerso di frammenti ceramici
di epoche così lontane tra loro. La grotta Venere del Pirata si è formata in una
breccia rocciosa. La prova di ciò è data dall’alta porosità della massa
carbonatica
nella quale la cavità si sviluppa. Dopo ogni immersione, infatti, è possibile
notare
all’esterno della grotta, colonne di bollicine d’aria che, dal tetto della
cavità, si
dirigono verso la superficie del mare.
Grotta Verde
comune:
Nardb
descrizione:
sviluppo orizzontale, di circa 40 metri. Cosi chiamata per
i giochi di luce creati a1 suo interno, la grotta 5 facilmente individuabile
grazie ai tre ampi ingressi ad arc0 che emergono dalle acque. Un
grotta Pikaciù
grotta "fantasma", l'ingresso può essere chiuso da sabbia fangosa. lunghezza circa 40 metri.
Grotta delle Corvine


da
www.ndronico.it
comune:
Nardb
17,57387871 40,09124334
descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale, di circa 50 metri.
Grotta sommersa con campane d'aria interne, cosi chiamata per la
sembra che siano stati trovati recentemente dei graffiti di 10.000 anni fa, in particolare la raffigurazione di un arciere.
Grotta Centrale Cala di Uluzzu

comune:
Nardò
descrizione:
sviluppo prevalentemente orizzontale di circa 20 metri.
GROTTA FUNERARIA Porto Badisco
La caverna, di origine marina, è ubicata nella zona di Porto Badisco. Scoperta già da lungo tempo si rileva ricca di manifestazioni protostoriche della penisola salentina. Già intorno al 1910 infatti , nella Grotta Funeraria furono trovati reperti umani e manifestazioni industriali del periodo neolitico
GROTTA GIUSTINA
Detta così dalla località in cui si trova, precisamente "Baia del
Giustino". E' stata scoperta di recente, il 2 maggio 1971, da Pasquale De
Santis di Castro. E' sita ad un centinaio di metri a sud della Zinzulusa e il
suo ingresso è da terra, a 10-15 metri sul livello del mare. La grotta si
estende per 30-40 metri ed è costituita da tre grandi ambienti, il cui suolo è
ricoperto da sabbia molto fina e bianca. Le stalattiti, di cui la grotta è
ricchissima, sono di eccezionali dimensioni e molte sono anche trasparenti.
Visite guidate in barca
GROTTA DI S.ISIDORO
Parenzan
GROTTA DI S.MARIA AL BAGNO
quasi sotto la montagna spacata, sorgente
GROTTA DEL PASSERO
40 06 50" 5 33 05"
GROTTA DELLA PRINCIPESSA E DELLE DUE PIETRE