INSEDIAMENTI RUPESTRI

 

CUPEDDE - CROCIFISSO - UGENTO

in un avvallamento del terreno si aprono due ampi vani collegati da un cunicolo, due altre grotticelle con ingrresso a pozzo. Nel terreno dietro alla cripta del crocifisso due grotticelle con molta ceramica frammentata.

una delle due grotticelle del crocifisso

MASSO DELLA VECCHIA

foto Angelo Puscio

"Lu furticiddhu de la Vecchia e de lu Nanni" costituisce uno degli elementi più singolari del paesaggio naturale del Salento.

Si tratta di un blocco monolitico di roccia calcarea che, a dirla con C. De Giorgi, "sembra a prima giunta un fungo di forme colossali col suo cappello e col suo peduncolo", e che, ergendosi nella cornice di ulivi e lecci, ha suggestionato per secoli le genti di queste zone.

Secondo una delle leggende "dotte", la sua origine si fa risalire ad Ercole che, sbarcato sulle coste salentine, si scontrò con l'ostilità delle popolazioni locali, ed infuriato scagliò contro di esse alcuni massi staccati dalla scogliera. La tradizione popolare invece ricorda la strega (la Vecchia) che in quei paraggi lavorava con l'arcolaio ("lu furticiddhu" è appunto l'anello di forma discoidale che, nel fuso dell'arcolaio, blocca la fibra filata) e l'orco (lu Nanni), che sicuramente non poco timore dovette incutere in queste zone. Il "Masso (o furticiddhu) della Vecchia" non è l'unica particolarità che si può trovare in queste campagne; infatti nel confinante podere incontriamo il "Letto della Vecchia", un enorme monolite a forma di cuscino, e un masso che, secondo una leggenda attribuita ad Aristotele, viene chiamato "Piede di Ercole".

A ridosso del muretto che separa i due fondi è facile trovare un altro masso, questa volta a forma di goccia, caduto dal proprio piedistallo, mentre poco lontano un bellissimo esemplare di pajara vigila sulla dolce campagna salentina.

 

 

CORILLO - GALATONE

All'insediamento si accede dalla Galatone-Santa Maria al Bagno, mediante strada vicinale che si innesta a poche centinaia di metri dall'incrocio con la Gallipoli-Nardò

si trova nei pressi della masseria Corillo, al di sotto della cappella di pertinenza della Cappella di San Michele Arcangelo,in una vasta cava di tufi, alla quale si accede per una ripida scaletta.

si tratta di un piccolo edificio parte in muratura e parte scavato. forse costruito nel '700. vicino all'insediamento di Santa Maria delle Tagliate.

SS.STEFANI - VASTE

nella zona archeologica dei Santi Stefani. comprende due grotte. la prima è una toma a grotticella dell'età del bronzo, l'altra a destra è un'abitazione di epoca tardo romana. un tratto di strada messapica del VII sec. a.c. sovrasta questa struttura.

 

S.GIOVANNI - OTRANTO

Gli incavi sono sulla parete rocciosa, lunga circa metri 3.50 con tre file di cellette, alte ciascuna 30 cm., lunghe e larghe circa 25 cm. Ciascuna fila è composta di circa 13 cellette.
La "Chiesa-grotta di S. Giovanni" fu manomessa durante i lavori di allargamento della strada che conduce ai laghi alimini, tuttavia è visibile e visitabile. Lungo il lato ovest vi sono cinque nicchiette alle quali se ne aggiunge un'altra più piccola dirimpetto alle precedenti, con un'apertura sulla strada. Adiacente a questo locale un corridoio conduce ad una camera dalla quale, mediante scala scavata nel tufo, si arriva all'esterno.
Nel corridoio, largo m. 1.50, vi sono nove cellette per ciascun lato. Da qui si snodano altri locali più o meno articolati aventi, lungo le pareti, numerose tracce di croci e di iscrizioni incise.

 

MAGORANO - ALESSANO

villaggio articolato composto da abitazioni, strade, viottoli, scalette. Tre gruppi di grotte e altre isolate.

 

TORRE PINTA - OTRANTO

famosissimo ipogeo a crocce con il braccio più lungo di 33 metri. Caratteristiche le numerose cellette sulle pareti, forse si tratta di un colombaio.

VALLE DELLE MEMORIE - OTRANTO

Situata ai piedi del "Colle Minerva", luogo in cui si svolse l'eccidio del 1480, è in comunicazione con campagne ed altre valli attraverso piccoli sentieri e mulattiere.

La Valle si estende da ponente a levante, tra due banconi di roccia di cretacico, divisa in due da una strada longitudinale.
Il villaggio, risalente presumibilmente ai secoli IX-XII, si presenta con numerose grotte, ricavate nella roccia.

Accanto ad ipogei e a tombe a forma di botte, si trovano grotticelle sepolcrali, con una porticina di accesso per lo più trapezoidale e grotte rettangolari.
Particolare importanza la "Laura di S. Nicola" e le grotte un tempo abitate dai contadini.

 

ROCA VECCHIA

Il villaggio di Roca Vecchia venne costruito sulle rovine messapiche nei primi del Trecento. Fu riconosciuto da Gualtiero VI di Brienne, Conte di Lecce e Duca d'Atene, un luogo d' importanza strategica ed economica e perciò vi fece ereggere un castello che divenne la roccaforte aragonese durante le lotte con gli angioni. In seguito venne ricostruito ed adeguato alle esigenze militari da Alfonso D'Aragona per difendersi dall'attacco dei Turchi (1480). Nel corso del '500 , malgrado l'opera di ricostruzione, restò privo di soldati e abbandonato; nel 1544 verrà demolito e tutti gli abitanti del villaggio, rimasti ormai in pochi, si sposteranno in una località più interna dando origine al villaggio di Roca Nuova. Attualmente sono in corso campagne di scavi in tutta l'area archeologica particolarmente estesa.
L'Universita degli studi di Lecce sta svolgendo campagne di scavo su tutta l'area.

UGENTO

Tutto il villaggio rupestre é di origine tardo-romana, situato a un chilometro dall'abitato di Ugento, sulla strada provinciale che da Ugento conduce a Melissano, in contrada "Cupa", nelle vicinanze della Chiesa-cripta del Crocifisso.
Il villaggio rupestre é costituito da due insediamenti, l'uno alle spalle dell'altro, diviso dalla strada provinciale.
Il più piccolo é scavato lungo un costolone prospiciente un campo; esso é costituito da una serie di grotticelle, quasi tutte interrate o occluse di grandezza differenti, diverse grotte sono crollate, distruggendo gli strati inferiori dell'insediamento.
Oggi l'insediamento é composto da due grotte ampie, ed altre più piccole comunicanti tra di loro e poste a vari livelli. Tutto l'insediamento é abbandonato e in pessime condizioni; altre grotte scavate si trovano isolate nella campagna circostante. Recentemente la zona é stata interessata da altri scavi e dalla presenza di una cava che ha modificato il paesaggio originale.

GROTTA DI SAN PIETRO

E' situata nelle immediate vicinanze della chiesetta della Madonna delle Rasce, a circa due chilometri dal Santuario di Santa Maria di Leuca.

Tipica grotta basiliana, dove la leggenda dice che si rifugiò San Pietro per sfuggire alla persecuzione.

E' situata nelle immediate vicinanze della chiesetta della Madonna delle Rasce, a circa due chilometri dal Santuario di Santa Maria di Leuca. Quello che attualmente si vede è un vano circolare alto circa due metri e del diametro di circa tre. Vi si accede da un stretto passaggio nella roccia. Alla fine del corridoio di accesso, un altro piccolo vano anch'esso circolare sulla destra era probabilmente adibito a dormitorio. Nelle immediate vicinanze si possono notare tracce che denotano la permanenza umana nel sito: canali per la raccolta dell'acqua piovana, resti di piccole cisterne interrate, ecc.

MONTE SAN GIOVANNI - PALMARIGGI

Il villaggio ritrovato è stato datato al 953 d. C.. Il terreno è proprietà del Centro di Cultura Sociale e Ricerche "D. Pirtoli".

Il villaggio rupestre si trova fuori dal centro abitato, in una strada rurale che si raggiunge dalla strada provinciale per Palmariggi.
Risale al 953 d. C. ed è in uno stato di conservazione discreto.
Oggi è proprietà del Centro di Cultura Sociale e di Ricerche "D. Pirtoli".

TABELLE - GALATONE

L'insediamento rupestre sorge su quello che era il territorio di pertinenza del Casale di origine bizantina di Tabelle,a circa 3 chilometri a Sud-Ovest di Galatone,nei pressi della Masseria Li Doganieri e della Cappella medioevale di Santa Lucia, lungo il corso del Canale dell'Asso che qui prende il nome di Raschione. Il toponimo Li Rutti o Li Gructi (grotte) esistente in questa zona della contrada Tabelle presuppone che il luogo abbia ospitato una cultura religiosa grottale di impronta bizantina.
Testimonianze di questa facies rupestre altomedievale sono una zona tombale,un epigeo costituito da tre camere quadrangolari e una cavità naturale utilizzata come luogo di culto con resti di affreschi in cui si pare cogliersi la sagoma di San Giorgio a cavallo.

S.PIETRO - VERNOLE

Ubicato nella masseria S. Pietro, è caratterizzato dalle grotte Basiliane, luogo in cui i monaci basiliani svolgevano il culto e si riunivano per discutere delle proprie attività. Risalgono agli anni 1000, periodo in cui i monaci si trasferirono nel salento. Consistono in degli scavi sotterranei a croce latina, molto ampi, privi di dipinti ma ricchi di croci. A 600 metri si trova la zona notte, di proprietà Pirtoli. E' composta da tre nuclei, uno dei quali crollato, usati dai monaci per riposare. Interessante è la macchia (la macchia bassa), ricca di caruga, erica, rosmarino, in cui è possibile immergersi in eccezionali profumi.

VALLE DELL'IDRO - OTRANTO

Situata ai confini con il porto di Otranto, con la statale 16 e con la provinciale Otranto - Uggiano La Chiesa, la "Valle dell'Idro" è lunga circa cinque chilometri e larga uno.
Si estende a guisa di anfiteatro, per alcune centinaia di ettari di terreno ed è attraversata dal fiume Idro che nasce dal monte S. Angelo, dalla Fontana Restinco e dalla contrada Fao. Grazie a questo fiume, lungo circa tre chilometri, la Valle è terreno fertilissimo e la vegetazione è rigogliosa.
Geologicamente sembra un antico alveo di fiume sprofondato nel carsismo sottostante. Profondamente incisa alla base, assume l'aspetto di una gola appenninica.
A nord della valle, sulla sponda dell'affluente del fiume, si vede una parete verticale, sub divo, intaccata da numerose nicchiette rettangolari, disposte regolarmente su più ordini.
Questi incavi, poco profondi, disposti ad alveare su pareti rocciose piane e concave, sono diffusi in epoca medievale su di un'area assai vasta e venivano usate quale spezierie.

ROCA NUOVA - MELENDUGNO

Il piccolo villaggio cinquecentesco sorse dopo la distruzione di Roca Vecchia avvenuta nel 1544. Situato sulla strada Otranto-San Cataldo, comprendeva diverse costruzioni, stalle e fienili, una chiesa e una torre; attualmente è allo stato di rudere.

Dopo la distruzione di Roca Vecchia, villaggio costiero di antiche origini, gli abitanti si spostarono qualche chilometro più all'interno dove fondarono il piccolo centro abitato, Roca Nuova. Facevano parte del villaggio, costruzioni di tipo rurale, stalle e fienili, una torre e una chiesa. Nella seconda metà dell'Ottocento venne abbandonato e cessò di esistere di diritto e di fatto. Attualmente parte delle costruzioni sono crollate, resta la cappella dedicata a San Vito, facente parte dell' antica parrocchia, e la torre eretta a difesa dell'abitato. Questa, pur avendo subito il crollo del piano superiore, conserva tutt'ora la sua imponente e robusta struttura.

S.FOCA

Il villaggio, scoperto negli anni '70, si trova alle spalle della torre costiera di San Foca; è un insediamento di età romana che, abbandonato alla fine del III sec. d.C., fu nuovamente abitato nel Medioevo.

L'insediamento di San Foca si trova su un modesto promontorio, alle spalle della torre, tra l'insenatura del porto turistico e una piccola spiaggia. Scoperto negli anni '70, il villaggio è di età romana; fu abbandonato alla fine del III sec. d.C. e poi abitato nuovamente nel Medioevo. Notevoli i rinvenimenti di ceramiche antiche e di monete.