VORE   vedi scheda vore in generale

da "Voragini"., inghiottitoi, più o meno grandi, in cui confluiscono le acque meteoriche.

VORE DI GALATINA

Bernine, de la Forcedda, S.Anna, del Macello, di Noha, della Madonna di Costantinopoli

leggi articolo del G.S.N.

INGHIOTTITOI NEI COMUNI DI SOGLIANO CUTROFIANO CORIGLIANO

leggi articolo del G.S.N.

VORE DI SALICE SALENTINO

leggi articolo del G.S.N.

VORA A SUD DELLA VIA DEL MITO

Per accedere alla cavità bisogna scendere un pozzetto iniziale di ca. 7m che immette in un collettore artificiale il quale dopo 26m intercetta la voragine che si approfondisce tra massi precari, ad andamento sinuoso per 22m dove un crollo interrompe

18,23069571 39,58470786

VORA GRANDE DI  BARBARANO 

Attualmente è chiusa da un muretto ed inferriata.

Le Vore di Barbarano sono certamente due tra le più importanti e note cavità carsichedella Provincia di Lecce. Sono ubicate presso la periferia del centro abitato di Barbarano, frazione del comune di Morciano di Leuca. Distano circa 300 m l'una dall'altra e sono note con il nome di Vora Grande (quella posta più a sud) e Vora Piccola. 

VORA GRANDE
VORA PICCOLA
N° catastale
Pu114
Pu115
Longitudine *
5° 52' 8''
5° 52' 1''
Latitudine *
39° 51'46''
39° 51' 50''
Quota s.l.m.
128 m
129 m
Dislivello massimo
-33,9 m
-25,0 m
Superficie della base
970 mq
240 mq
Data ultimo rilievo topografico
1995
2000

* Cartografia: I.G.M. 1:25.000 - Foglio 223 Presicce I SO. Longitudine Est dal Meridiano di Monte Mario.

Note geologiche, morfologiche ed ecologiche

Le vore si aprono nel pianoro compreso tra la Serra di Morciano (Serra Falitte) e la Serra di Montesardo, pianoro che si estende lineramente per oltre 20 km in direzione NO-SE, da Taurisano al Capo di Leuca. La roccia carbonatica affiorante sulle serre è cretacica ed ascrivibile alla formazione dei Calcari di Melissano. Nel pianoro invece si rinvengono le più recenti Calcareniti del Salento, di età pleistocenica; secondo la Carta Geologica d'Italia in scala 1:100.000, tale formazione sarebbe direttamente sovrapposta ai calcari cretacici. Però, con ogni probabilità tale modello stratigrafico è alquanto semplificativo: è probabile, infatti, la presenza di formazioni mioceniche e plioceniche interposte tra le calcarenti affioranti ed i calcari.

Comunque le Vore di Barbarano si aprono interamente nelle Calcareniti del Salento, roccia che nella porzione superficiale, e per una profondità massima di 5 m, è stata interessata sino agli inizi del XX secolo, da un'attività estrattiva di pietre da costruzioni, in tutta l'area delle vore. Questo è un fatto significativo, dato che fronti di cava si rinvengono anche presso gli ingressi delle voragini, e ciò potrebbe aver avuto delle implicazioni importanti nella formazione degli ingressi di queste cavità carsiche. La profondità massima di Vora Grande e Vora Piccola è rispettivamente di 34 e 25 m. Tuttavia vi sono dei dati discordanti in letteratura: ad esempio, MARTINIS (1970) riporta profondità superiori di circa 10 m per entrambe le voragini. C'è da notare, però, che rispetto al rilievo topografico del 1967 realizzato dal Gruppo Speleologico Modenese non si evince alcuna discrepanza metrica significativa.

Entrambe le vore hanno una morfologia composita, dato che sono costituite da una camera inferiore, con struttura a campana, a cui si sovrappone un vano di forma subcilindrica, con pareti verticali. Tra queste due subunità morfologiche si evidenzia una venuta d'acqua, in maniera diffusa, osservabile nella camera inferiore sotto forma di stillicidio perenne. Questo fenomeno è alimentato dal drenaggio dell'acqua di una falda superficiale posta a circa 20 m di profondità rispetto al piano campagna. Lo stillicidio è responsabile della formazione di meravigliose concrezioni stalattiche che ornano la parte sommitale della camera inferiore.

Tra i due ambienti sono osservabili, inoltre, cunicoli suborizzontali non percorribili per più di 5 m. La base di entrambe le vore è occupata da uno spesso cono detritico, costituito da depositi clastici e da materiale di natura antropica (contenitori metallici, stoffe, carcasse di animali, ecc.). Non vi è alcun proseguimento sul fondo. Una passerella scavata lungo le pareti di entrambe le vore permette al visitatore di raggiungere altezze intermedie all'interno, anche senza l'ausilio di un'attrezzatura speleologica specifica. Gli ingressi sono ampi, con diametri di 15 e 10 m, rispettivamente per Vora Grande e Vora Piccola. Questo garantisce una illuminazione sufficiente e tale da permettere la colonizzazione di organismi fotosintetizzanti fin sul fondo delle grotte. Comunque l'irraggiamento diretto alla base si ha solo quando il sole è all'azimut e solo nel settore settentrionale; per il resto lo spazio ipogeo si trova nella penombra perpetua.

L'umidità è sempre elevata e la temperatura varia nell'arco dell'anno in un ristretto range di valori. Per tali ragioni sul fondo delle vore si rinviene una flora umbrofila ed igrofila, costituita dalla felce Asplenium scolopendrium, detta "lingua di cervo", ed il muschio Mnium, specie queste altrove distribuite in prevalenza sui rilievi, ma nel Salento esclusive dell'ambiente di grotta. Proseguendo dal fondo delle vore verso l'esterno, tali specie lasciano il posto ad elementi sempre più eliofili, cioè tipici dell'ambiente esterno, tanto che gli ingressi delle grotte sono colonizzati da una vegetazione di macchia mediterranea. Per quanto concerne la fauna, sono stati osservati alcuni esemplari di rospo (Bufo bufo), escrementi di roditori e varie specie di insetti, mentre il passero domestico (Passer domesticus) popola gli anfratti lungo le pareti delle grotte. Non sono noti elementi faunistici spiccatamente troglofili.

Nardò Web - Speleo

leggi articolo del G.S.N.

VORA PICCOLA BARBARANO

accessibile. Attraverso una buca si accede a una rozza scalinata che arriva su un terrazzamento a mezza altezza.

HPIM1048.JPG (1285936 byte)  HPIM1052.JPG (2066772 byte)

POZZO OSPEDALE - GALLIPOLI

Nel terreno dietro l'ospedale di Gallipoli, una apertura nel terreno, recintata, potrebbe essere una vora o una grotta. Da esplorare.

VORA CELIMANNA   SUPERSANO  

Vicino al cimitero di Supersano, consiste in un ampio e breve corridoio di ingresso che continua in un lungo e stretto cunicolo che termina in un sifone.

leggi articolo del G.S.N.

il pozzo, prof. circa 5 metri, acqua maleodorante e piena di detriti

corde lasciate da speleologici

all'imboccatura del pozzo

la biforcazione prima del pozzo la stanza più grande. alt 3-4 m

 VORA GENIO CIVILE SUPERSANO

SUPERS~2.JPG (252077 byte)

comunica con una galleria artificiale alla profondita di circa 50 metri con un pozzo verticale situato poco più a sud.

ingresso, al termine di un canale, e copertura del secondo pozzo

il pozzo terminale profondo 50 metriimboccatura del pozzo e slargo successivogalleria altagalleria bassaingresso, le radici sembrano tubazioniingresso, del vecchio portale in pietra leccese non rimane quasi niente.

VORA Bonifica Supersano

si trova proprio al piede della serra, sulla sinistra, in corrispondenza della R.S.A.

ampia apertura e buon flusso di acqua, cosa ci sarà oltre il cancello?

VORA FRANZE - MELISSANO

in una conca ai piedi del paese, di recente ristrutturata con cementificazioni. La sua ridotta capacità di assorbimento, un tempo molto più elevata, causa spesso l'inondazione di questa parte della campagna formando un suggestivo lago che dura alcuni giorni. L'interno della vora è inaccessibile perché sempre allagato.

 

VORA BONIFICA - MELISSANO

 

VORA BONIFICA - TAVIANO

queste due vore vicine presentano un pozzo largo e poco profondo in cui confluiscono le acque dei canali di bonifica, non sono visibili evidenti prosecuzioni.

 

VORA DEPURATORE CASARANO

bacino di spandimento perennemente allagato da cui emanano effluvi poco odorosi. vi si possono trovare garzette ed altri uccelli migratori.

AVISO MASSERIA CONGEDO

Sempre visitabile (stato di abbandono)
Direzione nord per Sogliano Cavour, al bivio a destra per Corigliano d'Otranto, a c.a 1 km. a destra in una via vicinale, presso masseria Congedo.

A circa mt. 200 direzione sud della masseria Congedo, si tratta di un inghiottitoio artificiale, probabilmente della stessa epoca della vicina masseria, per la raccolta delle acque piovane. L'àviso è profondo circa mt. 4 ed assomiglia ad un pozzo, con apertura a livello del piano campagna. La realizzazione di questo tipo di manufatti era affidata a maestranze locali che utilizzavano le numerose voragini naturali, adattandole a riserve idriche e costituivano opere di vitale importanza nell'attività agricola fino alla prima metà del secolo

 

VORA NATURALE DI ALLISTE

alle spalle del cimitero, in una piccola depressione doliniforme si apre un buco coperto da fitta vegetazione.

 

VORA BONIFICA - ALLISTE

TAURISANO

da trovare, vore o grotte:  Giardino della Corte    Livola   Colarusso

 

TRE BORE - CASARANO

VORA QUARTA - MELISSANO

Pozzo assorbente in località Pisari

Pozzo assorbente in località Vetti (?)

Pozzo assorbente in località Stajani

________________________________________________________________________________________________

Le seguenti dalla RILEVAZIONE DELLE VORAGINI NELLA PROVINCIA DI LECCE Collaborazione tra la Provincia di Lecce ed il Gruppo Speleologico Leccese “NDRONICO”

http://www.sit.provincia.le.it/sitwww/vore/dati/intro/default.html

VORA BICI

 40°10'02,05'' - 05°44'00,76'' 65,00 metri s.l.m.  GALATINA

 Ingresso condizionato di forma rettangolare. 50 x 90 cm 17 m

 Materiale di riempimento: Blocchi di crollo e depositi colluviali. Ispezionabile: Parziale  Interventi di protezione vora:  Recintata (muretto a secco)

Inquadramento geologico: Lungo le pareti della cavità affiorano calcareniti bioclastiche, grossolane, di colore biancastro riferibili alla formazione della Calcarenite di Gravina del Pleistocene inferiore. Le calcareniti sono mal stratificate e sono brecciate; probabilmente la cavità si sviluppa lungo una lineazione tettonica.

 Tipologia dell'inghiottitoio Si tratta di una cavità composta da un pozzo a sezione subellittica da cui si accede ad una sala di modeste dimensioni.

Descrizione assetto morfologico: La cavità si apre in una depressione poco evidente il cui assetto attuale è fortemente condizionata dalla urbanizzazione dei luoghi.   L'area è fortemente antropizzata.

INGHIOTTITOIO CASALE MELLONE

 40°02'53,42'' - 05°51'04,12'' 31,00 metri s.l.m.  SCORRANO

 Subrettangolare. 2 m di lunghezza per circa 50-70 cm di lato

Materiale di riempimento: Depositi colluviali contenenti rifiuti di vario tipo. I

Inquadramento geologico: Nell'area affiorano calcareniti bioclastiche, grossolane, clinostratificate, di colore biancastro, riferibili alla Formazione della Calcarenite di Gravina Pleistocene inferiore.

Tipologia dell'inghiottitoio Pozzo a sezione allungata colmata da detriti.

Descrizione assetto morfologico: La cavità si apre nell'alveo del Canale Pezzate, reticolo endoreico che afferisce alla Vora del Genio Civile.

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico: La vora riceve le acque del Canale Pezzate. In condizioni di magra la cavità inghiotte completamente le acque del corso d'acqua che dunque non raggiungno la Vora del Genio Civile.

Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico: Alto per rettificazione dell'alveo e regolarizzazione delle sponde.

DOLINA DI CROLLO C/O CASALE MELLONE


40°02'54,86'' - 05°51'11,88'' 91,00 metri s.l.m. SCORRANO

Subellittica. 14,5 x 14,5 m 4 m

Materiale di riempimento: Breccia di crollo; in superfice sono presenti RSU.

Nell'area affiorano calcareniti clinostratificate, bioclastiche, grossolane, biancastre; gli strati hanno potenza
decimetrica. Le calcareniti sono riferibili alla formazione della Calcarenite di Gravina del Pleistocene inferiore.

Tipologia dell'inghiottitoio Dolina di crollo.
Descrizione assetto morfologico:
La dolina si apre su una superficie subpianeggiante posta sul margine dell'avvallamento che ospita il Canale
Pezzate.


Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:
Alto per la presenza di una piccola discarica sul margine della strada e per le pratiche agricole.
 

POZZO ASSORBENTE MASSERIA CARCERE

 40°00'51,89'' - 05°51'37,04'' 95,00 metri s.l.m.  NOCIGLIA

Pozzo verticale di forma parallelepipeda. 1,10 x 1,80 m (Forma rettangolare) 6,60 m

Riempimento: Materiale di riempimento: Detriti. Ispezionabile: Parziale

 Inquadramento geologico: Affiorano calcareniti grossolane, biancastre, poco cementate, clinostratificate, ascrivibili alla Formazione della Calcareite di gravina del Pleistocene inferiore.

 Tipologia dell'inghiottitoio Pozzo assorbente di origine antropica a base rettangolare.

Descrizione assetto morfologico: Il pozzo si apre in un area subpianeggiante delimitata a Est dalla scarpata bordiera della dorsale che si estende tra masseria Piccola e Montesano ed a Ovest dalla scarpata che borba l''esteso pianoro dove affiorano i depositi non carsificabili del Pleistocene medio.

 Il pozzo assorbe le acque che si accumulano nelle aree immediatamente circostanti in seguito ad eventi meteorici intensi.

Le aree circostanti sono soggette a coltura.

VORA MARCIANE

 40°05'51,80'' - 05°58'46,55'' 86,00 metri s.l.m.  UGGIANO LA CHIESA

 Subcircolare. Diametro 13 m Massimo 3 m

 Materiale di riempimento: Blocchi e terreno agrario.

 Inquadramento geologico: Lungo le pareti affiorano sabbie di quarzo rossastre del Pleistocene Superiore (coperture colluviali), le sabbie dovrebbero poggiare sulle Calcareniti di Andrano del Messiniano o sulle brecce della Formazione di Leuca del Pliocene inferiore.

 Tipologia dell'inghiottitoio Dolina alluvionale.

Descrizione assetto morfologico: La vora si apre nel perimetro di un'ampia depressione tettonica (sinclinale) orientata grossomodo NW-SE.

 Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico: La vora riceve le acque che confluiscono nella depressione; tuttavia, non sono rilevabili linee di impluvio evidenti terminanti in corrispondenza dell'inghiottitoio. È presente invece una condotta interrata proveniente dal centro urbano di Uggiano mai entrata in funzione.

 Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico: Il grado di antropizzazione è medio-alto. La cavità, infatti, ha subito un colmamento pressoché totale probabilmente in seguito alle arature cui l'area, del tutto priva di vegetazione, è soggetta. Nella voragine confluisce una condotta interrata in calcestruzzo.

I contadini raccontano che sul fondo della dolina era presente una grata a protezione di un punto assorbente ben localizzato. Attualmente tuttavia la grata e il punto assorbente non sono visibili.

 

VORA DI VITIGLIANO

La Vora di Vitigliano si apre al fondo di una dolina che riceve le acque di una vasta zona dell'altipiano calcareo, costituito da strati orizzontali di pietra leccese (calcareniti di Andrano) del miocene che ricoprono calcari a rudiste.

 

40°02'11,19'' - 05°58'25,78''  roma1940

110,00 metri s.l.m. SANTA CESAREA TERME

Approssimativamente circolare. 2 m 25 m 203 m

Materiale di riempimento: E' presente una successione sedimentaria nella quale si intercalano corpi di

granulometria sabbioso-siltosa, brecce autoctone e conglomerati; sono presenti

anche scarsi rifiuti di vario tipo e provenienza.

Ispezionabile:Parziale

Inquadramento geologico:

Lungo le pareti della cavità affiorano fino a circa 4 metri dal piano di campagna calcareniti grigiastre di

granulomentria medio-grosssolana, porose e variamente cementate, contenenti abbondanti macrofossili tra cui

resti di coralli (Calcareniti di Andrano - Messiniano pre-evaporitico). Fino al fondo affiorano calcareniti biancastre,

grossolane, bioclastiche, porose e tenaci, con abbondanti scutelle (Oligocene superiore). La successione descritta

ha giacitura suborizzontale. La dolina di accesso alla cavità è ricolma di sabbie limose di colore rossastro di origine

continentale.

Tipologia dell'inghiottitoio Dolina da cui si accede ad una cavità sviluppata su due livelli di condotte suborizzontali

collegate da un pozzo interno.

Descrizione assetto morfologico:

La cavità si apre sul fondo di un'ampia dolina parzialmente colmata da depositi continentali limoso sabbiosi nella

quale confluiscono 3 canali di bonifica; le acque convogliate da questi canali nella depressione hanno

profondamente inciso i depositi di riempimento della dolina. In questo settore sono presenti numerose altre doline

poco evidenti perché colmate ed alcune cavità carsiche di interesse speleologico.

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:

Riceve le acque di 3 canali di bonifica.

Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:

La dolina da cui si accede alla cavità è stata intersecata dalla strada Vitigliano - Santa Cesarea Terme (asse viario

di grande traffico nei mesi estivi); inoltre la geometria della stessa è stata parzialmente modificata attraverso

piccoli interventi eseguiti negli anni dagli agricoltori. Le aree circostanti alla dolina sono stagionalmente sottoposte

10/03/2003

 

 

  LA VORA DI VITIGLIANO (SANTA CESAREA TERME)
Maurizio Caputo* - Francesco De Natale** - Marcello Lentini** - Gianluca Selleri*
*Associazione Speleologica Magliese
**Gruppo Speleologico Leccese 'Ndronico
Premessa
Tra i centri abitati di Vitigliano e Cerfignano e la scarpata costiera di Santa Cesarea Terme-
Castro si estende un'ampia superficie carsificata pianeggiante, posta a circa 110 - 120
metri di quota.
Su questa superficie, incisa da numerose doline, si apre un
inghiottitoio carsico a sviluppo prevalentemente orizzontale
noto con il nome di "Vora di Vitigliano".
Questa grotta, fin dai 1800, ha suscitato l'interesse di
numerosi ricercatori che l’hanno esplorata, descritta e
studiata.
Tuttavia, solo in questi ultimi anni sono state effettuate delle
ricerche che hanno permesso di scoprire ed esplorare dei
nuovi rami di sviluppo notevole e di acquisire numerosi
elementi utili alla ricostruzione della storia evolutiva recente
della cavità.
Inquadramento geologico e morfologico dell'area
La dolina di accesso alla Vora di Vitigliano ricade in un
settore pianeggiante caratterizzato da un paesaggio carsico
complesso modellato su rocce carbonatiche di età estesa
tra il Cretaceo ed il Miocene.
Questa superficie e ampia diversi km2 ed ha una quota media di circa 110-120 metri; essa
è caratterizzata dalla presenza di ampie depressioni chiuse sepolte da potenti coperture
colluviali prevalentemente sabbioso-siltose del Pleistocene medio-superiore. Le forme
carsiche epigee non sono coeve, infatti, le doline piu ampie conservano spessi depositi di
argille residuali bauxitiche preneogeniche. Nei pressi di Masseria Capriglia alcune di
queste forme sono state tagliate dalla faglia che delimita a sud la superficie carsificata.
La Vora di Vitigliano si apre al fondo di una ampia dolina profonda circa 10 metri in cui
confluiscono tre brevi canali di bonifica che raccolgono le acque di pioggia ricadenti nel
perimetro di una breve valle cieca sepolta dai depositi colluviali pleistocenici.
Lungo le pareti della dolina affiorano esclusivamente le sabbie-limose di origine colluviale
che, probabilmente, colmavano completamente la depressione. Questi depositi poggiano
su calcareniti marnose di colore grigiastro, con abbondanti macrofossilli, mal stratificate,
potenti pochi metri, riferibili alla Formazione delle Calcareniti di Andrano del Messiniano
inferiore pre-evaporitico Il bedrock calcarenitico affiora in corrispondenza dell'imbocco della
cavità e nella parte più depressa della dolina.
Le calcareniti mioceniche poggiano in trasgressione su calcari e calcareniti oligocenici mal
stratificati, di potenza non definibile. La successione oligocenica è ricca in coralli nella parte
alta e contiene nella parte bassa numerose scutelle, di dimensioni anche rilevanti, e denti
di squaloidei.
L'intera successione litostratigrafica descritta affiora lungo le pareti della cavità ed ha uno
spessore complessivo di poco superiore a 30 metri.
Storia delle esplorazioni
La Vora di Vitigliano è una fra le più note cavità del Salento leccese; già Cosimo De Giorgi
nel 1888 descrive questa grotta come “una grande voragine, denominata la Vora dei Tre
Ponti, capace di inghiottire tutte le acque che si raccolgono in un vasto bacino prodotto
dallo sprofondamento del suolo. E' un vero pozzo assorbente, uno di quelli che altrove in
Terra d’Otranto si dicono avisi o capoventi". Successivamente GIUFFRIDA RUGGERI
(1916) segnala il rinvenimento di un cranio di Homo Sapiens all'interno della cavità.
La prima esplorazione speleologica della grotta risale al 27 giugno del 1940 (STASI G.,
1940); i primi esploratori percorsero la galleria di accesso ed il pozzo profondo 14 m,
fermandosi nel cunicolo alla base del pozzo, di fronte ad un piccolo deposito d'acqua
stagnante che precludeva ogni possibilità di ulteriore prosecuzione.
Nel marzo del 1967 il Gruppo Speleologico Modenese effettuò la prima esplorazione
sistematica della cavità e il primo rilievo. La grotta venne catastata col numero PU143; lo
sviluppo complessivo risultò essere di 72 metri per un dislivello negativo di 21 metri. Gli
esploratori si fermarono di fronte ad un sifone dopo aver percorso per circa 20 metri il
cunicolo che parte dalla base del pozzo interno. Durante la esplorazione vennero
campionati per uno studio mineralogico i depositi secondari di bauxite presenti all'interno
della cavità (INTINO, 1970).
Nel maggio del 1992 il Gruppo Speleologico Leccese 'Ndronico ha condotto una campagna
di scavo sul fondo della grotta. Il sifone del 1967 era completamente prosciugato e gli
speleologi riuscirono ad avanzare per alcuni metri oltre il vecchio fondo, fermandosi per la
scarsezza d'aria.
Nella primavera del 2002 un gruppo di speleologi del Gruppo
Speleologico Leccese 'Ndronico e della Associazione
Speleologica Magliese, dopo un accurato studio delle
correnti d'aria all'interno della cavità, ha individuato alla base
del pozzo interno un angusto passaggio dal quale si accede
ad una sala ingombra di massi di crollo da cui partono due
lunghi cunicoli. Attualmente la esplorazione della grotta
continua sia sul vecchio fondo, dove si sta cercando di
disostruire il cunicolo completamente colmato da sabbia e
detrito, sia nella parte recentemente scoperta.
Descrizione della cavità
Dal fondo della dolina si accede con un comodo passaggio di
forma grossomodo circolare, con diametro di circa 2 metri,
ad un'ampia galleria allungata verso N-NE che, dopo pochi
metri, si approfondisce. La galleria nel primo tratto ha una
sezione alta e stretta ed è una tipica condotta freatica reincisa sul fondo da un solco di
erosione modellato in condizioni vadose.
Sulla volta della galleria si aprono diversi camini alti fino a 4 - 5 metri, con diametro di un
paio di metri. A circa 15 metri dall'ingresso, la galleria si interseca con una condotta
orientata N-NO che verso settentrione diviene presto impraticabile, mentre verso sud si
interseca con una seconda breve galleria alta e stretta, orientata N-E, che conduce
all'imbocco del primo pozzo interno, profondo 14 metri, il quale prosegue verso l'alto in un
ampio camino.
Alla base del pozzo è presente un cunicolo diretto verso SE che porta al vecchio fondo
della cavità rappresentata da un potente accumulo di sabbia limosa. Nel tratto terminale il
cunicolo si approfondisce disegnando in pianta una curva a 270°. Attraverso uno stretto
passaggio presente alla base del pozzo, sulla parete opposta a quella in cui si apre il
cunicolo che conduce al vecchio fondo, si accede in un ambiente ingombro di grandi
blocchi di crollo.
Superati alcuni passaggi angusti e disagevoli si giunge ad un
bivio da cui si dipartono due cunicoli tortuosi diretti grosso
modo verso Nord. Il più breve è stato percorso per 15 metri
fino ad una strettoia con acqua. Il più lungo conduce ad una
zona sifonante oltre la quale la grotta si ingrandisce e si
biforca. Da un lato è presente un cunicolo in leggera risalita
che è stato percorso soltanto per pochi metri, mentre
dall’altro lato si accede ad un pozzo di 3 metri, alla base del
quale si trova una sala di forma ovoidale con un sifone sul
fondo. Lo sviluppo complessivo degli ambienti recentemente
esplorati e di 153 metri mentre lo sviluppo totale della cavità
è attualmente di 225 metri; il dislivello complessivo (dolina
compresa) è di 37,60 metri.
La storia evolutiva recente della cavità.
Le esplorazioni effettuate in quest’ultimo anno hanno
permesso di acquisire numerosi elementi utili alla comprensione di alcune fasi della storia
evolutiva recente della cavità. La grotta è composta da due sistemi di condotte freatiche
poste a quote differenti e probabilmente molto antiche, raccordate da un pozzo interno. Le
condotte superiori presentano delle chiare tracce di una pronunciata reincisione verificatasi
in condizioni vadose probabilmente in seguito all’apertura dell’ingresso attuale. I depositi
presenti nel tratto inferiore sono più antichi di questa fase erosiva e testimoniano di una
antica fase di concrezionamento contraddistinta dallo sviluppo di imponenti speleotemi di
colore prevalentemente brunastro, cui è seguita una prima fase di erosione meccanica.
Questa fase di erosione si è prodotta probabilmente in seguito ad un innalzamento del
livello piezometrico che ha riportato le condotte in condizioni freatiche. Le morfologie
connesse a questa fase morfogenetica sono ancora visibili sulle superfici degli speleotemi
che non sono stati completamen6te erosi.
A questo periodo segue una fase di colmamento della grotta che ritorna in condizioni
vadose e si riempie, probabilmente parzialmente, di una breccia grossolana di colore
biancastro, clastosostenuta, con scarsa matrice, contenete rari resti ossei di vertebrati
terrestri. Il riempimento è ben cementato ed è costituito da elementi prevalentemente
calcarei, con differente grado di arrotondamento e di forma variabile.
Successivamente la parte superiore del
deposito viene erosa e sulla superficie di
neoformazione si deposita un sedimento
sabbioso rossastro con rari elementi
grossolani. Questo sedimento è presente
anche nella parte più superficiale della
grotta, dove poggia direttamente sul
bedrock, e probabilmente deriva dal
rimaneggiamento delle coperture sabbiosolimose
presenti in superficie. Le sabbie
rossastre sono state trasportate nella cavità
a causa dell’apertura dell’ingresso attuale.
Attualmente la cavità si comporta come un inghiottitoio e riceve le acque di tre piccoli canali
di bonifica. In alcuni ambienti tuttavia è possibile osservare la presenza di piccole
concrezioni biancastre, probabilmente oloceniche, che ricoprono le superfici più antiche.
Conclusioni.
Le ricerche condotte nel corso del 2002 nella Vora di Vitigliano hanno permesso di
aumentare considerevolmente lo sviluppo della cavità e di acquisire nuovi elementi utilialla
comprensione della storia evolutiva recente del sistema carsico. Attualmente,
l’esplorazione continua sia sul vecchio fondo, dove si sta tentando una disostruzione, sia
nei rami di recente scoperta che presentano diverse possibilità esplorative. Inoltre è tuttora
in corso uno studio dettagliato dei depositi presenti all’interno della cavità.
Bibliografia
DE GIORGI C. (1888) – La provincia di Lecce. Congedo Editore, Lecce, p. 28.
GIUFFRIDA RUGGERI V. (1916) – Quattro crani preistorici dell’Italia meridionale
(Romanelli, Vitigliano, Arpino e Fucino) e l’origine dei mediterranei. 45; 292-315.
INTINO M. (1970) – Le concrezioni nodulari bauxitiche della Vora di Vitigliano (Lecce).
Estratto da “Le Grotte d’Italia, serie IV, 2, Bologna.
STASI G. (1940) – Esplorazioni speleologiche nel Salento – Estratto da “Rinascenza
Salentina”, p. 260-261.

 

Vora Appidè

40°07'45,49'' - 05°47'31,60'' 77,00 metri s.l.m. CORIGLIANO D'OTRANTO

L'imbocco è condizionato e di forma circolare.

Diametro di 3 m Circa 24 m dal piano di campagna Circa 43 m di sviluppo planimetrico

Materiale di riempimento: Prodotti di decantazione di granulometria limoso-sabbiosa e brecce autoctone; in

superficie sono presenti scarsissimi rifiuti per lo più di provenienza domestica.

Ispezionabile: Parziale Recintata (rete e cancello)

Inquadramento geologico:

Nell'area affiorano calcareniti bioclastiche biancastre, grossolane, variamente cementate, con abbondanti

macrofossili. La stratificazione è poco evidente e sottolineata da sottili interstrati in rilievo e ben cementati. La

successione immerge di pochi gradi verso SW. La successione affiorante è attribuibile alla Calcarenite di Gravina

del Pleistocene inferiore.

Tipologia dell'inghiottitoio Si tratta di due ampie sale adiacenti. Alla cavità si accede da un lucernaio la cui

geometria è condizionata dall'intervento antropico.

Descrizione assetto morfologico:

La cavità si apre sul fianco occidentale di una vasta area endoreica dalla forma irregolare, allungata grossomodo

in direzione E-O. L'asse maggiore ha una lunghezza di circa 1 Km. Nel perimetro di questa depressione è presente

anche l'aviso "Vecchia Peschiulli".

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:

La depressione in cui si apre la cavità è isolata per cause naturali dal reticolo di drenaggio attualmente attivo.

Sono presenti, infatti, solo brevi solchi erosivi a carattere occasionale che confluiscono nella depressione sul lato

orientale.

Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:

Il livello di antropizzazione è alto in quanto la cavità si apre all'interno di un'area privata con infrastrutture turisticoricreative.

 

 

 

Aviso Vecchia Peschiulli

40°07'42,75'' - 05°48'11,58''

75,00 metri s.l.m. CORIGLIANO D'OTRANTO

Subcircolare. 9 x 12 m 15 m

Materiale di riempimento: Prodotti di decantazione di granulometria limoso-sabbiosa e brecce autoctone

ricoperti da abbondanti rifiuti ( RSU, carogne di animali in avanzato stato di decomposizione, ecc).

Ispezionabile:

Inquadramento geologico:

Nell'area affiorano calcareniti biancastre, bioclastiche, grossolane, in strati di potenza decimetrica; l'unità è

riferibile alla Calcarenite di Gravina del Pleistocene Inferiore. La giacitura è suborizzontale.

Tipologia dell'inghiottitoio Dolina di crollo da cui si accede ad una piccola caverna tramite un pozzo a sezione

subellittica.

Descrizione assetto morfologico:

La cavità si apre sul fianco di una vasta area endoreica dal contorno irregolare, allungata grossomodo in direzione

E-O. L'asse maggiore ha una lunghezza di circa 1 Km. Nel perimetro di questa depressione è presente anche la vora Appidé.

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:

La depressione in cui si apre la cavità è isolata per cause naturali dal reticolo di drenaggio attualmente attivo.

Sono presenti, infatti, solo brevi solchi erosivi a carattere occasionale che confluiscono nella depressione sul lato

orientale.E' presente anche un breve canale con pareti in terra, in gran parte cancellato dalle arature, che

dovrebbe convogliare le acque dal fondo della depressione all'inghiottitoio.

Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:

I terreni circostanti sono soggetti ad arature ed alla semina. Diverse strade e muretti ostacolano il deflusso delle acque.

acque.

 

 

  Vora viale Carlo Alberto Dalla Chiesa

40°09'44,45'' - 05°42'43,93''

75,00 metri s.l.m. GALATINA

Ingresso condizionato (si tratta di più pozzi e fessure assorbenti presenti sul fondo di

una ampia vasca di espansione con pareti in roccia).

Massima 12 m (Dalla base della vasca di espansio

Materiale di riempimento: Blocchi di crollo e prodotti di decantazione.

Ispezionabile: Parziale

Interventi di protezione vora:

Recintata (rete e cancello)

Inquadramento geologico:

Affiorano calcareniti grossolane di colore biancastro, mal stratificate, con grado di cementazione variabile. L'unità

è riferibile alla Calcarenite di Gravina del Pleistocene inferiore.

Tipologia dell'inghiottitoio Si tratta di un'ampia vasca di origine antropica sul fondo della quale sono presenti

alcuni pozzi e diversi punti assorbenti non d'interesse speleologico.

Descrizione assetto morfologico:

La cavità si apre sul fianco occidentale di una depressione stretta e allungata in direzione circa N-S.

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:

Non rilevabile sul terreno. Probabilmente confluiscono nella cavità le acque che si raccolgono nella depresione

sopra descritta; comunque non dovrebbe essere presente un reticolo organizzato. Nella vasca di espansione

confluisce invece una condotta interrata proveniente probabilmente dal viale Dalla Chiesa.

Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:

La geometria della voragine è stata completamente modificata in seguito alla realizzazione di una vasca di raccolta

della acque.

 

 

 

Vora S. Giuseppe

40°11'03,88'' - 05°43'14,42'' 65,00 metri s.l.m. GALATINA

Condizionata dall'intervento antropico; una trincea lunga circa 10 metri ampia circa 3

metri con pareti alte da 1.5 a circa 3 metri termina in corrispondenza dell'inghiottitoio.

  Materiale di riempimento: Reflui urbani.

Recintata (muretto a secco)

Inquadramento geologico:

Affiorano calcari ben stratificati, biancastri ascrivibili alle Calcareniti di Andrano del Messiniano pre-evaporitico.

Descrizione assetto morfologico:

La cavità si apre sul fianco di una incisione meandriforme parzialmente colmata da alluvioni limoso sabbiose di

colore rossastro; questa incisione fa parte del sistema di valli morte che si sviluppa tra la vora del Genio Civile a

Scorrano ed una paleo linea di costa ben evidente tra i centri abitati di Galatina e Lequile.

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:

Probabilmente la cavità riceve parte delle acque che occasionalmente confluiscono nella valle morta.

Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:

Il livello di antropizzazione dell'area è alto; la geometria della voragine è stata modificata dall'intervento.

 

Inghiottitoio Bafari

40°07'23,82'' - 05°47'02,85'' 79,00 metri s.l.m. CORIGLIANO D'OTRANTO

Subcircolare. Circa 3 m di diametro Circa 1 m

Materiale di riempimento: Depositi limoso sabbiosi del Pleistocene medio pedogenizzati.

Inquadramento geologico:

Nell'area affiorano calcareniti bioclastiche, grossolane, stratificate, riferibili alla Formazione della Calcarenite di

Gravina del Pleistocene inferiore.

Tipologia dell'inghiottitoio Dolina.

Descrizione assetto morfologico:

L'inghiottitoio si apre sul fondo di una modesta depressione che si sviluppa in corrispondenza di una linea di

impluvio inattiva che afferisce alla depressione nella quale di aprono la Vora Appidè e l'Aviso Peschiulli. L'area

circostante all'inghiottitoio è subpianeggiante ed è caratterizzata dalla presenza di numerose doline poco evidenti

perché colmate da sedimenti.

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:

Nella dolina confluisce un canale con pareti in terra orientato circa N-S e lungo poche centinaia di metri.

Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:

L'area è sottoposta ad arature ed alla semina. La morfologia della dolina è stata modificata dalla strada Maglie-

Cutrofiano che vi passa sul fianco.

 

    

 

VORA BOSCO

  40°08'59,66'' - 05°43'20,75'' 72,00 metri s.l.m. GALATINA

 Subrettangolare. 250 x 90 cm 70 m circa 150 m circa

 Riempimento: Materiale di riempimento: Blocchi di crollo e depositi colluviali.

Inquadramento geologico: Il tratto superiore della cavità si sviluppa in seno a calcareniti bioclastiche, grossolane, poco cementate ascrivibili alla Formazione della Calcarenite di Gravina del Pleistocene inferiore. Il tratto intermedio si sviluppa in seno a calcareniti fini, grigiastre, ben cementate, riferibili alle Calcareniti di Andrano del Messiniano pre-evaporitico. Il tratto più profondo si sviluppa in seno ai calcari cretacei (Calcari di Melissano). Il superficie sulle calcareniti del Pleistocene inferiore poggiano pochi metri di limi sabbiosi del pleistocene medio (Depositi marini terrazzati).

 Tipologia dell'inghiottitoio Dolina alluvionale di forma allungata da cui si accede ad una cavità a sviluppo verticale; il fondo della cavità coincide con la superficie freatica della falda di base.

Descrizione assetto morfologico: La vora si apre su una superficie debolmente ondulata su sui affiorano depositi non carsificabili caratterizzata dalla presenza di alcune depressioni di forma subcircolare con assi di dimensione decimetrica e poco profonde.

 Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico: All'ingresso della cavità afferisce un modesto solco rettilineo lungo circa 100 metri ed orientato circa E-W.

 L'area si trova a margine del centro abitato di Noha. Il grado di antropizzazione è comunque basso.

La Vora Bosco è la cavità più profonda della Provincia di Lecce; durante la esplorazione è stata ragiunta sul fondo della grotta la superficie freatica della falda profonda.

VORA CASTAGNA

40°04'16,40'' - 05°49'09,94'' 95,00 metri s.l.m.SCORRANO

L'imbocco è condizionato, alla cavità si accede da un pozzo a base circolare.
1 m
>15 m (rilievo topografico incompleto)
>100 m (rilievo topografico incompleto)

Materiale di riempimento: E' presente una complesa successione sedimentaria di tipo fluviale per lo più di
granulometria sabbioso siltosa cui si intercalano potenti corpi di natura autoctona
(brecce di crollo e speleotemi).

Recintata (rete e cancello)
Inquadramento geologico:
Affiorano calcareniti bioclastiche grossolane, di colore biancastro, con abbondanti macrofossili. Le calcareniti sono
clinostratificate e variamente cementate. L'unità è riferibile alla Calcarenite di Gravina del Pleistocene inferiore.

Tipologia dell'inghiottitoio Si tratta di un'ampia vasca drenante sul cui fondo si apre un modesto pozzo da cui si
accede ad una estesa cavità. La cavità carsica è in comunicazione con l'interno anche
attraverso un secondo ingresso non praticabile dall'uomo che si trova sul bordo della
vasca.

Descrizione assetto morfologico:
La cavità si apre su un'area pianeggiante caratterizzata dalla presenza di numerose doline poco evidenti perché
colmate da sedimenti.

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:
Nella voragine termina il Fosso della Castagna, corso d'acqua endoreico a carattere occasionale lungo pochi
chilometri e poco gerarchizzato.
Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:
Il livello di antropizzazione dell'area circostante è basso; infatti l'area nell'intorno della voragine è coltivata ad
uliveto ed è interessata esclusivamente da pratiche agricole stagionali. La geometria attuale dell'imbocco invece è
marcatamente condizionata dall'intervento antropico. L'imbocco attuale dalla cavità infatti si apre sul fondo di
un'ampia vasca di espansione nella quale confluisce il Fosso Castagna.

L'ingresso attuale della cavità non corrisponde con l'ingresso originale, attualmente interrato, che dovrebbe
trovarsi nel punto centrale della vasca di espansione.
 

AVISO CASTAGNA

40°04'24,01'' - 05°49'02,15'' 96,00 metri s.l.m. SCORRANO

Subcircolare. Diametro di circa 13 m Circa 2 m

Materiale di riempimento: Breccia di crollo.

Inquadramento geologico:
Affiorano calcareniti biancastre, bioclastiche, grossolane, clinostratificate, gli strati hanno potenza decimetrica.
L'unità è riferibile alla Calcarenite di Gravina del Pleistocene inferiore.

Tipologia dell'inghiottitoio Dolina di crollo.

Descrizione assetto morfologico:
L'aviso si apre su una superficie debolmente ondulante caratterizzata dalla presenza di numerose doline poco
evidenti perche colmate da sedimenti.
Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:
Non rilevabile sul terreno; secondo le testimonianze dei contadini l'aviso riceve le acque di troppo pieno della vora
Castagna.

L'aviso si apre in un uliveto. Il livello di antropizzazione è basso.

L'aviso dista circa 250/300 m. dalla vora Castagna. I contadini raccontano che durante gli eventi meteorici più
intensi, quando la vora Castagna è satura, dall'aviso castagna fuoriesce con violenza acqua.


 

VORA DI CERFIGNANO


40°03'48,26'' - 05°59'39,60'' 104,00 metri s.l.m.SANTA CESAREA TERME

Rettangolare.1,5 x 1,2 m circa 13 m circa

Materiale di riempimento: Blocchi di crollo.

Grata metallica

Affiorano calcareniti bianco-giallognole riferibili alla Formazione della Sabbie di Uggiano del Pliocene mediosuperiore.

Tipologia dell'inghiottitoio Cavità carsica intercettata durante la perforazione di un pozzo.
La cavità è stata intercettata durante la realizzazione di un pozzo per acqua, quindi non vi è alcuna relazione con
la idrografia di superficie. Nella cavità vengono smaltite le acque di pioggia che ricadono nel centro urbano di
Cerfignano.

 

 

VORA DEL GENIO CIVILE o DEL GUERCIO o DI SCORRANO


40°03'32,10'' - 05°50'53,74'' 88,00 metri s.l.m. SCORRANO

Condizionato da intervento antropico; di forma subcircolare.
18 m 2 m circa dalla base della vasca di espansione + 6

Materiale di riempimento: Depositi colluviali; sui sedimenti colluviali sono presenti scarsi rifiuti di vario tipo e
scarti di macellazione o carogne di animali.

Inquadramento geologico:
''Nell'area affiorano limi sabbiosi del Pleistocene medio pedogenizzati; questi sedimenti poggiano su calcareniti
grossolane, biancastre, clinostratificate riferibili alla Formazione della Calcarenite di Gravina del Pleistocene
inferiore. Lungo le pareti della vora e sul lato orientale della vasca di espansione affiora la Calcarenite di Gravina

Tipologia dell'inghiottitoio Dolina presumibilmente a pozzo la cui geometria è condizionata da intervento antropico.

Descrizione assetto morfologico:
La vora si apre nel perimetro di una modesta depressione dal perimetro irregolare dove sono presenti anche la
Vora di Scorrano 2 e la Vora di Scorrano 3; questa depressione si trova al termine di una valle cieca. A valle della
depressione è presente un'ampia valle morta che confluisce nella depressione dove si aprono la Vora Appidé e
l'Aviso Peschiulli.

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:
Nella vora termina il canale Pezzate, corso d'acqua endoreico a carattere occasionale.

Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:
Alto. La vora negli anni '50 è stata oggetto di un intervento da parte del Genio Civile in seguito al quale la
geometria della cavità è stata integralmente modificata.

La vora è nota anche come Vora del Guercio o Vora di Scorrano
 

 

 

 

 

 

VORA "ORE"


40°06'43,74'' - 05°57'03,30'' 94,00 metri s.l.m. GIUGGIANELLO
Circolare. Diametro di circa 14 m Massima 4,5 m

Materiale di riempimento: Sabbie e limi colluviali. Blocchi di calcarenite (Calcarenite di Andrano)
probabilmente accumulati dall'uomo.

Inquadramento geologico:
Nell'area affiorano calcareniti marnose, bianco giallognole, stratificate ascrivibili alla formazione delle Calcareniti di
Andrano del Messiniano Pre-Evaporitico.

Tipologia dell'inghiottitoio Dolina alluvionale.

Descrizione assetto morfologico:
La vora si apre sul fondo di un'ampia depressione di forma ellittica con asse maggiore orientato circa NNE-SSO,
lungo circa 250 m e asse minore di circa 100 m sviluppata probabilmente lungo una lineazione tettonica.

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:
La vora riceve le acque di pioggia che si raccolgono nella depressione; non sono presenti linee di impluvio evidenti
che confluiscono direttamente nella voragine.
Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:
Il livello di antropizzazione è basso; la vora si apre in un'area interessata da pratiche agricole stagionali.
 

 

VORA DI SCORRANO 2


40°03'29,89'' - 05°50'49,01'' 88,00 metri s.l.m. SCORRANO

Ellittica. 20 x 14,5 m circa 2 m

Materiale di riempimento: Depositi limoso sabbiosi del Pleistocene medio pedogenizzati.
Lungo le pareti affiorano limi sabbiosi del Pleistocene medio pedogenizzati; questi sedimenti poggiano su
calcareniti grossolane, biancastre, clinostratificate riferibili alla Formazione della Calcarenite di Gravina del
Pleistocene inferiore.

Tipologia dell'inghiottitoio Dolina alluvionale.

Descrizione assetto morfologico:
La vora si apre nel perimetro di una modesta depressione dal perimetro irregolare dove sono presenti anche la
Vora del Genio Civile e la Vora di Scorrano 3; questa depressione si trova al termine di una valle cieca (Canale
Pezzate). A valle della depressione è presente un'ampia valle morta che confluisce nella depressione dove si
aprono la Vora Appidé e l'Aviso Peschiulli.

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:
Nella vora confluisce il troppo pieno della Vora del Genio Civile.

 La vora si apre in un campo coltivato.

 

 

VORA DI SCORRANO 3


40°03'21,90'' - 05°50'40,71'' 92,00 metri s.l.m. SCORRANO

Materiale di riempimento: Presumibilmente detrito o materile di riporto
'Nell'area affiorano limi sabbiosi del Pleistocene medio pedogenizzati; questi sedimenti poggiano su calcareniti
grossolane, biancastre, clinostratificate riferibili alla Formazione della Calcarenite di Gravina del Pleistocene
inferiore.
La vora si apriva nel perimetro di una modesta depressione dal perimetro irregolare dove sono presenti anche la
Vora del Genio Civile e la Vora di Scorrano 2; questa depressione si trova al termine di una valle cieca (Canale
Pezzate). A valle della depressione è presente un'ampia valle morta che confluisce nella depressione dove si
aprono la Vora Appidé e l'Aviso Peschiulli.

Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:
Alto. La vora è stata occlusa in seguito a lavori di bonifica agraria.

Attualmente la cavità non è individuabile nè é possibile definirne l'esatta ubicazione.
 

INGHIOTTITOIO LEPTOSPIRA o FONTANELLE


40°00'19,38'' - 05°51'52,62'' 92,00 metri s.l.m. SURANO

Ingresso condizionato di forma rettangolare, protetto da una griglia. Si accede anche
da due altri piccoli ingressi, da cui tuttavia la voragine non riceve flussi idrici.
2 x 2 m  6m 80 m

Materiale di riempimento: Depositi colluviali e blocchi di frana.

Recintata (rete e cancello)

Lungo le pareti della cavità affiorano calcareniti clinostratificate, grossolane, biancastre ascrivibili alla Formazione
della Calcarenite di Gravina del Pleistocene inferiore.

Tipologia dell'inghiottitoio Inghiottitoio condizionato dall'intervento antropico da cui si accede aad una cavità a
sviluppo orizzontale. Alla cavità si accede anche da un lucernaio di crollo e da un terzo
ingresso che si apre sulla scarpata bordiera della dolina di accesso alla Vora
Spedicaturo.

Descrizione assetto morfologico:
La vora si apre nel perimetro di un'ampia area depressa, orientata circa NNO-SSE, compresa tra un modesto
rilievo dove affiora la Calcarenite di Gravina e bordato da una scarpata di faglia ed un esteso ripiano dove
affiorano i depositi sabbiosi non carsificabili del pleistocene medio (per chiarimenti maggiori vedi l'articolo Selleri
et alii, 2003).

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:
La vora fa parte del sistema carsico Vore Spedicaturo che riceve le acque del Canale Fontanelle, un reticolo
endoreico gerarchizzato, attivo stagionalmente ed in occasione degli eventi meteorici intensi.

Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:
La vora è stata oggetto di un intervento di bonifica idraulica negli anni '70 che ha modificato parzialmente la
geometria e oerganizzazione del complesso carsico di cui la cavità fa parte.


E' nota anche come vora Fontanelle. Sul sistema carsico di cui fa parte questa cavità esiste una ampia bibliografia
riportata in: Selleri et alii (2003) - Doline da crollo (cave collapse sinkhole) in località Spedicaturo, Salento
meridionale. - Thalassia Salentina, suppl. al n.26, 175-181.
 

 

VORA PICCOLA o DEL NOCE

 

40°00'24,58'' - 05°51'50,97'' 92,00 metri s.l.m. NOCIGLIA

Circolare. Diametro di 20 m circa
18 m circa 30 m circa

Materiale di riempimento: Depositi colluviali e blocchi di crollo.

Inquadramento geologico:
Lungo le pareti affiorano calcareniti bioclastice clinostratificate, grossolane, biancastre che passano in basso a limi
calcarei e sabbie limose calcaree di colore bianco giallognolo La successione è ascrivibile alla Formazione della
Calcarenite di Gravina del Pleistocene inferiore.

Tipologia dell'inghiottitoio Dolina di crollo da cui si accede ad una cavità carsica a sviluppo prevalentemente
orizzontale.
Descrizione assetto morfologico:
La vora si apre nel perimetro di un'ampia area depressa, orientata circa NNO-SSE, compresa tra un modesto
rilievo dove affiora la Calcarenite di Gravina e bordato da una scarpata di faglia ed un esteso ripiano dove
affiorano i depositi sabbiosi non carsificabili del pleistocene medio (per chiarimenti maggiori vedi l'articolo Selleri
et alii, 2003).

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:
La vora fa parte del sistema carsico Vore Spedicaturo che riceve le acque del Canale Fontanelle, un reticolo
endoreico gerarchizzato, attivo stagionalmente ed in occasione degli eventi meteorici intensi.


E' nota anche come "Vora del Noce". Sul sistema carsico di cui fa parte questa cavità esiste una ampia bibliografia
riportata in: Selleri et alii (2003) - Doline da crollo (cave collapse sinkhole) in località Spedicaturo, Salento
meridionale. - Thalassia Salentina, suppl. al n.26, 175-181.
 

INGHIOTTITOIO MADONNA DEL MONTE

40°07'58,32'' - 05°56'06,56'' 92,00 metri s.l.m. PALMARIGGI

Irregolare.

Materiale di riempimento: Sabbie e limi di origine colluviale.

Inquadramento geologico:
La cavità si apre su un liscione di faglia orientato 160° N che mette a contatto i calcari cretacei (Calcari di
Melissano) con calcareniti grossolane del Pliocene medio-superiore (Formazione delle Sabbie di Uggiano).

Tipologia dell'inghiottitoio Inghiottitoio impostato lungo un pozzo di faglia.

Descrizione assetto morfologico:
La vora sin apre al piede della scarpata di faglia che borda a occidente la Serra di Montevergine.

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:
Non rilevabile. La cavità comunque dovrebbe ricevere le acque provenienti da una limitata porzione della
superficie sommitale della serra.

Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:
La vora si apre a margine di un'area coltivata. Il livello di antropizzazione è basso.

 

 

MASSO DELLA VECCHIA 1


40°06'22,89'' - 05°56'28,16'' 107,00 metri s.l.m.GIUGGIANELLO

Irregolare. 4 x 1,80 m circa 5 m circa

Materiale di riempimento: Blocchi (provenienti probabilmente dallo spietramento dei terreni circostanti),
RSU, terreno agrario.

Inquadramento geologico:
Sulle pareti affiorano sabbie limose continentali di colore rossastro del Pleistocene medio-superiore. Nell'area le
sabbie poggiano su calcareniti giallognole simili alla Pietra leccese (Burdigaliano-Messinanio inferiore).

Tipologia dell'inghiottitoio Dolina.
Descrizione assetto morfologico:
La vora si apre su un'area con blande ondulazioni ed ampie doline colmate dalle sabbie limose rossastre.


Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:
La vora si apre in un uliveto ed ha subito negli anni diversi tentativi di interro.
 

MASSO DELLA VECCHIA 2


40°06'20,20'' - 05°56'25,32'' 107,00 metri s.l.m. GIUGGIANELLO

Materiale di riempimento: Blocchi (provenienti probabilmente dallo spietramento dei terreni circostanti) e
terreno agrario.

Inquadramento geologico:
Nell'area affiorano calcareniti marnose simili alla pietra leccese (Burdigaliano-Messiniano inferiore), ricoperte
discontinuamente da sabbie limose continentali di colore rossastro riferibili al Pleistocene medio superiore.
Tipologia dell'inghiottitoio Dolina.
Descrizione assetto morfologico:
La vora si apre su una superficie ondulata con numerose doline colmate dalla coperture sabbioso limose rossastre.

Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:
La vora è stata completamente interrata probabilmente in seguito a lavori di bonifica agraria.
 

VORA DI TORRE MOZZA

40°06'50,62'' - 05°47'38,45''  78,00 metri s.l.m. MELPIGNANO

Un unico pozzo ampio oltre 20 metri di forma subcilindrica che si restringe in profondità
e da cui si accede ad un'ampia sala di crollo.
Circa 5 m di diametro 28 m

Materiale di riempimento: Breccia di crollo e prodotti di decantazione ricoperti da uno stato discontinuo di
rifiuti di vario tipo (detriti, RSU, carogne di animali, materiali vari).

Affiorano calcareniti grossolane porose e poco cementate di colore bianco giallastro, in strati di potenza
decimetrica, cui si alternano vere e proprie lumachelle con abbondanti lamellibranchi (Calcarenite di Gravina -
Pleistocene inferiore). Le calcareniti nella parte alta sembrerebbero clinostratificate in profondità invece la
stratificazione è suborizzontale.

Tipologia dell'inghiottitoio Dolina di crollo da cui si accede ad un'ampia caverna.

Descrizione assetto morfologico:
La cavità si apre sul fianco Sud di una piccola area depressa dal contorno irregolare.

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:
Nella depressione che ospita la voragine confluisce il Canale Lame, un reticolo idrografico endoreico
gerarchizzato, attivo stagionalmente ed in occasione degli eventi meteorici intensi.

Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:
Nel perimetro della depressione in cui si apre la voragine sono stati scavati dei piccoli invasi con pareti in terra. Le
aree circostanti la voragine sono sottoposte a coltura.

Da un rilievo topografico effettuato negli anni '70 si evincerebbe che la profondità della voragine si sia ridotta di
circa 5 mt.

MASSERIA S.ELIA

40°04'42,01'' - 05°48'27,82'' 96,00 metri s.l.m. SCORRANO

Subcircolare.Circa 15 m Circa 1 m
Materiale di riempimento: Depositi limoso sabbiosi del Pleistocene medio pedogenizzati. In superficie sono
presenti rifiuti di vario tipo.

Nell'area affiorano calcareniti grossolane, biancastre, porose, con grado di cementazione variabile, clinostratificate
ascrivibili alla Formazione della Calcarenite di Gravina del Pleistocene inferiore.

Tipologia dell'inghiottitoio Dolina.

La vora si apre in corrispondenza di una linea di impluvio; a valle dell'inghiottitoio si sviluppa una ampia valle
morta che confluisce nel solco fluviale afferente alla Vora Torre Mozza.

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:
Nella voragine confluisce un piccolo solco le cui acque tuttavia arrivano con difficoltà alla voragine a causa del
parziale interramento dell'alveo.
Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:
Alto in seguito a lavori di bonifica agraria.
Presenza di drenaggi orizzontali di natura antropica: si no

Nei dintorni della vora sono stati realizzati, probabilmente in antichità, diversi pozzi assorbenti scavati a mano e
oggi parzialmente colmati.
 

VORA DI MINERVINO

40°06'06,99'' - 05°58'28,93'' 83,00 metri s.l.m. MINERVINO DI LECCE

10 x 11 m 6 m
Materiale di riempimento: Terreno agrario.

Interventi di protezione vora:Circoscritta (filo e paletti)
Inquadramento geologico:
Nell'area affiorano le Calcareniti di Andrano (Messiniano pre-evaporitico). L'ampia depressione in cui si apre la
voragine è ricolma di depositi sabbiosi rossastri del Pleistocene medio - superiore.

Tipologia dell'inghiottitoio Dolina alluvionale la cuigeometria è condizionata dall'intervento antropico.
Descrizione assetto morfologico:
La vora si apre in un'ampia depressione contigua a quella in cui si apre la vora "Marciane". Potrebbe trattarsi
dunque anche in questo caso di una modesta depressione tettonica.

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:
La vora riceve le acque che confluiscono nella depressione; tuttavia, non sono rilevabili linee di impluvio evidenti
terminanti in corrispondenza dell'inghiottitoio. È presente invece un canale antropico che raccoglie le acque di
pioggia ricadenti in un ampia area endoreica compresa tra Minervino di Lecce e Specchia Gallone ed anche parte
delle acque piovane del centro urbano di Minervino.
Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:
Il livello di antropizzazione è alto. La vora è stata oggetto di lavori di ingegneria e la geometria originale non è più
rilevabile.


VORA 64

40°06'49,40'' - 05°56'37,86'' 99,00 metri s.l.m.GIUGGIANELLO
Circolare. Diametro circa 13 m Circa 5 m

Materiale di riempimento: Prodotti di decantazione di granulometria limoso-sabbiosa e brecce autoctone
ricoperti da uno spesso deposito di RSU, scarti di macellazione e rifiuti di varia
natura.

Inquadramento geologico:
Affiorano su calcareniti marnose stratificate, di colore bianci giallognolo, ascrivibili alla formazione delle Calcareniti
di Andrano del Messiniano Pre-Evaporitico. La giacitura è suborizzontale.

Tipologia dell'inghiottitoio Dolina.

Descrizione assetto morfologico:
La cavità si apre su una superficie debolmente ondulata, caratterizzata dalla presenza di numerose ampie doline
colmate da coperture siltoso sabbiose di colore rossastro ascrivibili al Pleistocene medio-superiore.

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:
Non sono rilevabili linee di impluvio che confluiscono nella voragine.

Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:
Il livello di antropizzazione è alto. Sul margine della voragine passa la S.P. Palmariggi-Minervino dunque la
geometria della vora è stata marcatamente modificata.
Probabilmente la vora ha subito un importante colmamento quando è stata realizzata la strada Minervino -
Palmariggi.
 

VORA PARADISO

40°03'53,37'' - 05°49'30,27'' 95,00 metri s.l.m.SCORRANO

Ad anfiteatro.

Riempimento:
Materiale di riempimento: Depositi colluviali limoso-sabbiosi.

Inquadramento geologico:
Affiorano calcareniti bioclastiche, grossolane, di colore biancastro, stratificate, ascrivibili alla Formazione della
Calcarenite di Gravina del Pleistocene inferiore.
Tipologia dell'inghiottitoio Dolina di crollo la cui geometria è parzialmente condizionata dall'intervento antropico.
Descrizione assetto morfologico:
La vora si apre su una superficie debolmente ondulata con numerose doline colmate da sedimenti.

Caratteristiche e condizioni del reticolo idrografico:
Nella vora confluisce il Canale Paradiso, corso d'acqua endoreico a carattere occasionale poco gerarchizzato.

Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:
La vora è stata oggetto di lavori di sistemazione e pulizia. Le pareti sembrerebbero rettificate.

VOIURU


39°58'27,42'' - 05°52'22,76'' 109,00 metri s.l.m.MONTESANO SALENTINO

Compreso tra 50 e 100 metri

Materiale di riempimento: Detrito presumibilmente; la voragine è stata interrata in seguito alla costruzione
di un edificio.

Inquadramento geologico:
Affiorano calcareniti grossolane biancastre, mal stratificate ascrivibili alla Formazione della Calcarenite di Gravina
del Pleistocene inferiore.

Tipologia dell'inghiottitoio Si tratta di una cavità a sviluppo orizzontale.

Descrizione del livello di antropizzazione dell'area e sua influenza sul reticolo idrografico:
Alto perché la voragine è inglobata nel centro urbano.

La posizione effettiva della voragine non è più rilevabile con precisione. Esiste un rilievo speditivo della cavità
effettuato intorno agli anni 70 del secolo scorso (non allegato).
 

SCHEDA VORE SPEDICATURO

 

VORAGINE DEL PARLATANO - NARDO'

 

leggi articolo del G.S.N.

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L’Àviso Neviera (Pu 196) a Sogliano Cavour (provincia di Lecce)Gruppo Puglia Grotte onlus - Pubblicazioni - Puglia Grotte - 2001 - L’Àviso Neviera (Pu 196) a Sogliano Cavour (provincia di

Nei dintorni dell’area in esame, sono presenti altre voragini, ed in particolare la Grotta l’Appidè (Pu 154), nei pressi dell’omonima Masseria, nel comune di Corigliano d’Otranto; l’Àviso di Masseria Torremozza (Pu 195), nel comune di Cutrofiano. Altre voragini o vore, presenti nella stessa area, non risultano segnalate nel Catasto delle Grotte della Federazione Speleologica Pugliese (Giuliani, 2000): tra queste, l’Àviso di Masseria Peschiulli, nel comune di Corigliano d’Otranto, e Vora Foresta e Vora Castagna, nel comune di Cutrofiano.
L’Àviso Neviera costituisce una delle voragini principali di questa zona: è sito a sud-ovest di Masseria Caracciolo. In corrispondenza della cavità è stato costruito un canale della profondità di circa due metri, e largo da poco più di un metro a tre metri. Circa duecento metri a sud-ovest dell’inghiottitoio, è presente un impianto di depurazione, le cui acque trattate vengono sversate nella voragine.
Negli immediati dintorni dell’àviso affiorano estesamente le Calcareniti del Salento, a grana medio-grossolana, e con colore dal bianco al giallastro. Le calcareniti non presentano una chiara stratificazione, e sono ricche in resti fossili, tra i quali prevalgono Ostree, Pecten ed altri molluschi.
La cavità è attualmente chiusa da una grossa grata metallica, che ne maschera l’imbocco verticale, scavato antropicamente nelle teneri calcareniti plio-pleistoceniche. La forma dell’imbocco è rettangolare, con il lato corto di poco superiore ai 2 metri e quello lungo di almeno 3 metri. La cavità si sviluppa verticalmente seguendo lo scavo antropico per una profondità stimata in poco più di 15 metri, oltre la quale si giunge nell’ambiente principale, costituito da una ampia caverna, le cui reali dimensioni risultano mascherate dalla notevole massa di rifiuti. Si ritrovano infatti numerose carcasse di automobili, spazzatura di vario tipo e rifiuti di ogni genere, che colmano buona parte degli spazi dell’originaria cavità, costringendo a muoversi attraverso poco naturali strettoie per raggiungere l’ambiente attiguo. Quest’ultimo, di minori dimensioni e più basso rispetto al primo, sembra costituire la via principale di deflusso delle acque all’interno dell’ammasso roccioso. L’ambiente principale dell’àviso si sviluppa in corrispondenza del passaggio lito-stratigrafico tra le calcareniti plio-pleistoceniche e una breccia carbonatica costituita da blocchi di dimensioni anche superiori ai 60-70 cm. La breccia rappresenta il litotipo presente nel resto della cavità, almeno per quanto è stato possibile accertare nella zona libera dai rifiuti.
L’Àviso Neviera rappresenta uno dei tantissimi casi di cavità carsiche utilizzate nella regione Puglia come discariche abusive di rifiuti (Beccarisi et al., 1999; Parise et al., 2001). La chiusura dell’imbocco per mezzo della grata metallica (posta circa 5 anni fa, a quanto riferitoci dal Comune di Sogliano Cavour) ha sicuramente evitato ulteriori accumuli di rifiuti, ma certo non ha risolto il problema di ciò che era già stato immesso nell’inghiottitoio. Tenendo presente che l’àviso è utilizzato per la continua immissione di acque reflue provenienti dal depuratore, è ovvio che il passaggio di tali acque sui rifiuti in questione comporta problemi di inquinamento delle acque stesse, che si sommano al degrado derivante dalla presenza dei rifiuti all’interno della cavità. Si auspica quindi che sia possibile intervenire al più presto con un’opportuna operazione di bonifica del sito che, oltre a ripulire dai rifiuti l’Àviso Neviera, ne consentirebbe un più dettagliato studio geologico e speleologico, utile alla comprensione delle caratteristiche carsiche ed idrogeologiche del territorio in esame.Gruppo Puglia Grotte onlus - Pubblicazioni - Puglia Grotte - 2001 - L’Àviso Neviera (Pu 196) a Sogliano Cavour (provincia di

 

VORA COLUCCE NARDO'

leggi articolo del G.S.N.

VORA IN CONTRADA ZUEPPU - NOVOLI

VORA LIAMA - NOVOLI

VORA NFOGAMONACI - NOVOLI

GROTTA DI MONTERONI - MONTERONI

GROTTA DEL PASSERO - GALLIPOLI

GROTTA DELLE ANCORE - MIGGIANO

GROTTA DELLA PRIMA SPIAGGIA O GROTTA DI MAFARO' - MELENDUGNO

Grotta dello Mbruficu Melendugno

 LE 168 Grotta del Pepe Melendugno

 LE 169 Grotta dell’ Acqua dolce 1 Melendugno

LE 170 Grotta dell’ Acqua dolce 2 Melendugno

LE 171 Grotta dell’ Acqua dolce 3 Melendugno

LE 172 Grotta dell’ Acqua dolce 4 Melendugno

LE 173 Grotta dell’ Acqua dolce 5 (Grotta Ronzu Beddu) Melendugno

LE 174 Grotta del Canale Melendugno

LE 175 Grotta delle Streghe (Moniche) Melendugno

LE 176 Vora di Campi Salentina Campi Salentina Squinzano

LE 177 Vora della Serra del Foderà Martano

LE 178 Voragine del Giardino Cerri Maglie

LE 179 Voragine c/o l’ex Macello Maglie

 LE 180 Voragine c/o l’ Ospedale ex Convento Maglie

LE 181 Vora nel Fondo Lame Acquarica del Capo

LE 182 Vora Serra Pozzo Mauro Presicce

 LE 183 Vora del Macello Galatina

LE 184 Vora de la Forcedda Galatina

LE 185 Vora Sant’Anna Galatina

LE 186 Vora Barrine Galatina

LE 187 Vora Pansera Gagliano del CapoArigliano(?)

Vora a Sud della Via del Mito Andrano

LE 190 Capovento di Veglie Veglie

LE 191 Vora di Salice Salice Salentino

Aviso Neviera Sogliano

 LE 197 Voragine di Parlatano Nardò

LE 198 Vora di Andrano Andrano

LE 199 Sprofondamento di Montesano Miggiano

LE 200 Vojurù Miggiano

Grava Palombaro Sava

LE 505 Grotta di Castiglione Nardò

LE 506 Grotta di Porto Cesario Nardò

LE 507 Grotta di Santo Isidoro Nardò

Grotta di Torre Suda Racale

LE 513 Grotta della Madonna Presicce LE

Caverna Sant’Angelo Sanarica

Grotta di Caronte (Grotta Salvatore di Mattina) Gallipoli